Blade Runner: un'analisi simbolica alla ricerca di nuove letture

Roberto Bommarito analizza il significato dei simboli presenti nel capolavoro di Ridley Scott alla ricerca di nuove interpretazioni

Blade Runner: un'analisi simbolica alla ricerca di nuove letture In questo articolo analizzeremo il significato simbolico del film Blade Runner, cercando di decifrare i suoi diversi livelli interpretativi.


I simboli di Blade Runner: L’occhio di Dio

Blade runner, diretto da Ridley Scott (Alien) nel 1982, trasse liberamente ispirazione dal romanzo di Philip K. Dick Il cacciatore di androidi (in originale Do Androids Dream of Electric Sheep?). Ambientato nell’anno 2019 in una Los Angeles post-organica, il film affronta un tema più che mai rilevante nella società di oggi, in particolare la relazione fra tecnologia e Uomo.

Uno dei capisaldi del film è appunto la sua natura distopica. Ridley Scott, nel commentario del DVD The Final Cut, sottolinea come il simbolismo dell’occhio riallacci il film al distopico mondo creato da George Orwel nel suo celeberrimo romanzo 1984.

In effetti, nelle battute iniziali, subito dopo la prima inquadratura che ci introduce all’ambiente urbanistico, quello che vediamo è proprio un occhio. L’occhio compare due volte, intervallato dall’immagine della sede della Tyrell Corporation, un’enorme costruzione di forma piramidale.

È chiaro che il simbolismo, in questo caso, non ha solo la funzione di allacciare il film al romanzo di George Orwel, ma contiene anche una valenza simbolico-religiosa.

Come scrive lo scrittore mistico Manly P. Hall, di Ahura Mazda, dio supremo della religione persiana dello Zoroastrismo – uno dei primi credi monoteisti della storia che ha profondamente influenzato la tradizione giudeo-cristiana – si dice che avesse un solo occhio.

Stessa cosa valeva per Odino, figura fondamentale del pantheon norreno. In Grecia abbiamo il Ciclope. Andando alle origini di questi archetipi, però, ovvero in terra egizia, incontriamo l’occhio di Horo.

La locandina del film Blade RunnerL’occhio di Horo, nel discorso esoterico, coincide con la ghiandola pineale.

La ghiandola pineale verrebbe attivata solo dopo il risveglio dei sette chakra, che nel contesto giudeo-cristiano equivalgono alle sette Chiese dell’Asia o sette Chiese dell’Apocalisse.

Secondo il filosofo Cartesio, proprio nella ghiandola pineale mente e corpo s’incontrano. L’occhio rappresenta anche il grande occhio dell’universo, il sole, la luce della ragione.

L’occhio (la ragione) vede, comprende.

L’occhio all’interno di una piramide, o occhio onnisciente, rappresenta il principio divino che vede tutto. Il Dio demiurgico giudeo-cristiano, YHWH, condivide con le divinità che lo hanno preceduto la stessa qualità di onniscienza. In un contesto cristiano, le tre parti del triangolo rappresentano la trinità.

Nel 1797 il simbolo dell’occhio onnisciente venne incorporato nell’iconografia massonica, ritraendolo circondato da nuvole e/o raggi di luce.

Vediamo così che il simbolo dell’occhio onnisciente è collegato alla qualità creatrice o demiurgica divina.

La Tyrell Corporation in Blade Runner si occupa per l’appunto della creazione di Replicanti, destinati alla schiavitù. Svolge quindi, all’interno del film, il ruolo del demiurgo. Da una prospettiva gnostica, il demiurgo è colui che imprigiona le sue creature, in modo particolare l’Uomo, dopo averlo creato, lasciandolo nell’ignoranza.

Nel film vediamo la piramide della Tyrell Corporation ergersi al di sopra degli altri edifici, rappresentando il controllo sul resto della società. L’Uomo prende quindi il posto del suo creatore demiurgico, divenendo lui stesso semidio, tanto da decidere sulla vita e la morte delle proprie creature, i Replicanti. Ottiene ciò tramite l’uso dell’occhio che vede e comprende, ovvero la luce della ragione, applicata alla scienza.

In Genesi troviamo scritto: E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò (Gen 1, 27).

Nelle immagini di apertura vediamo l’occhio, presumibilmente quello del Replicante Roy Batty, guardare la piramide della Tyrell Corporation. Il gioco di riflessi indica che così come l’Uomo fu fatto a immagine di Dio, il Replicante è fatto a immagine dell’Uomo (quella della Tyrell Corporation riflessa per l’appunto nel suo sguardo).
Lo stesso Tyrell della Tyrell Corporation a un certo punto viene chiamato Dio.

- Roy: Ho fatto delle cose discutibili.
- Tyrell: Anche delle cose straordinarie, Roy. Godi più che puoi.
- Roy: Cose per cui il Dio della biomeccanica non farebbe entrare in paradiso.


La simbologia dell’occhio non è presente solo nelle battute iniziali, tutt’altro: la troviamo ripetuta innumerevoli volte. Per esempio, l’occhio compare durante il test empatia per il riconoscimento dei Replicanti, il test Voigt-Kampff.

Nel film incontriamo pure un progettista genetico di occhi, Hannibal Chew, della Tyrell Corporation. Il nome del negozio risulta essere “Eye World.”

Come evidenziato in precedenza, il sole, occhio dell’universo, svolge lo stesso ruolo simbolico dell’occhio onnisciente. Il sole compare ancora una volta in relazione alla Tyrell Corporation.

Possiamo notare anche delle colonne. Nell’antica Grecia, le Colonne d’Ercole simboleggiavano non solo il confine geografico – non plus ultra – del mondo conosciuto, oltre il quale Platone colloca Atlantide, ma anche i limiti della conoscenza stessa. Limiti che la Tyrell Corporation prova, creando i Replicanti, a superare.

Occhi nel film Blade Runner

I simboli di Blade Runner: L’unicorno

Quello dell’unicorno, che viene introdotto durante il sogno di Deckard, è un altro dei simboli dominanti nel film.

È stata avanzata l’ipotesi che l’unicorno debba essere interpretato come un indizio che Decker stesso è un Replicante, dato che appare di nuovo alla fine del film, questa volta come origami. Quando Decker lo prende in mano, sentiamo la voce ripetuta di Gaff che dice: “Peccato però che lei non vivrà! Sempre che questo sia vivere…”. Eppure la traduzione non è corretta in quanto la frase originale recita: “It’s too bad she won’t live! But then again, who does?“.

La frase finale, con la quale si insinua che, a parte la morte certa della donna, la stessa sorte potrebbe toccare a chiunque, anche a chi ignora di essere un Replicante, sarebbe un indizio che Decker stesso non è umano.

Ma ci sono anche altri significati, questi di valenza simbolica, che riguardano l’unicorno.

Originariamente, come sottolinea Manly P. Hall, l’unicorno veniva rappresentato con il corpo di cavallo, le zampe di elefante e la coda di cinghiale. La creatura sarebbe stata addirittura capace di sputare veleno. Questi diversi elementi simboleggiano un gioco di forze naturali, anche se le prime associazioni simboliche si sono perse col tempo. In ogni modo, le rappresentazioni cambiano a seconda della locazione geografica e del contesto storico-culturale.

Con l’avvento del cristianesimo, il simbolo dell’unicorno ha acquisito nuovi significati. L’unicorno, specialmente durante il periodo medievale, era simbolo del Cristo, ovvero del principio maschile, rappresentato dal corno, simbolo fallico. In quanto tale, nell’iconografia cristiana l’unicorno viene spesso associato alla Vergine. Entrambi i principi – maschile e femminile – s’incontrano.

Lo psicoanalista Carl Jung definisce l’unicorno come: “Una coniunctio oppositorum che lo rende particolarmente idoneo ad esprimere il monstrum hermaphroditum dell’alchimia.”

Unione dei sessi opposti sottolineata anche dai versi di R.M. Rilke:
E questo infuse in lui tale vigore,
che dalla fronte, il niveo corno spinse.
Candido venne a una fanciulla incontro.
E fu – per lei – nel suo specchio d’argento.

In Blade Runner, l’unicorno appare per l’appunto nella scena finale, quando Decker decide di fuggire via insieme alla Replicante donna Rachael. Gli opposti si uniscono.

Altra associazione simbolica del corno è quella con la ghiandola pineale, il terzo occhio. Come abbiamo visto in precedenza, la ghiandola pineale è associata con l’occhio che tutto vede di Dio, l’occhio spirituale. L’unicorno diventa così un’altra opportunità nel film per riaffermare la simbologia demiurgica.

Unicorni nel film Blade Runner

I simboli di Blade Runner: La civetta

La civetta è un altro dei simboli associati nel film con la Tyrell Corporation.

Per ovvie ragioni, la civetta viene associata alla notte, dove le ombre dominano e le apparenze non sempre corrispondono alla vera natura degli oggetti. Nel buio è difficile vedere, riconoscere la verità. La luce spettrale e ingannevole della luna sostituisce quella razionale della logica. Ma a coloro che hanno occhi per vedere tutto ciò che è nascosto si rivela, così come la civetta riesce a penetrare con lo sguardo l’oscurità.

La civetta è quindi simbolo di saggezza e conoscenza. Qualità, queste, che nella mitologia greca caratterizzavano le due divinità femminili Atena e Minerva. La civetta era infatti il loro animale sacro.

In un rilievo in terracotta mesopotamico, il Rilievo Burney, troviamo raffigurata una dea-uccello, fiancheggiata da due civette, spesso associata a Lilith.

Lilith rivela infatti l’aspetto più oscuro della simbologia della civetta.

Secondo la cabala ebraica, Lilith fu la prima donna di Adamo: Eva venne solo dopo. Ribellandosi alla volontà di Dio, che la voleva sottomessa all’uomo, divenne un demone notturno che si tramutava in civetta, temuta perché capace di portare sciagura. In questo contesto, viene associata con gli aspetti negativi dell’archetipo femminile, come la stregoneria.

Nell’Ottocento, grazie alla tradizione neopagana, la figura di Lilith è stata invece rivalutata sotto una luce positiva, in quanto simbolo della ribellione al dominio del principio maschile.

Questo simbolo è stato adottato spesso anche dalle società segrete, in quanto saggezza e conoscenza sono essenziali per distinguere la verità dall’illusione. La civetta di Minerva fu utilizzata dall’Ordine dei Perfettibili, società segreta fondata nel 1776 da Johann Adam Weishaupt, successivamente rinominato Ordine degli Illuminati di Baviera, o Illuminatenorden.

I Minervali, terzo grado iniziatico dell’Ordine degli Illuminati, indossavano un medaglione raffigurante per l’appunto la civetta. Purtroppo solo tre di questi medaglioni sono giunti a noi. Due preservati in collezioni private negli Stati Uniti e in Germania; e uno conservato nel museo Deutsches Freimaurermuseum Bayreuth, sempre in Germania. Il medaglione mostrava la scritta: P.M.C.V., ovvero: Per Me Caeci Vident (Attraverso me i ciechi vedono.)

L’Ordine degli Illuminati aveva fra i suoi scopi quello di rivoluzionare la società, cambiandone radicalmente le istituzioni e i valori, ribaltando il potere politico della Chiesa. In questo riscopriamo non solo la connotazione minervale, ma anche quella che ricollega la civetta al demone Lilith, la ribelle.

Vediamo così che i temi principali associati al simbolismo della civetta sono quindi quello della saggezza, della conoscenza e del ribaltamento dello status quo.

È molto importante sottolineare che i simboli esoterici vengono impiegati dalle società segrete per via del loro significato, ma non appartengono a esse. La civetta, anche se fu impiegata dagli Illuminati di Baviera, non rappresenta l’Ordine, bensì il valore simbolico a essa legato.

I simboli hanno un significato proprio che, se compreso, ha la funzione di offrire un secondo livello di lettura, un linguaggio simbolico nascosto, che allaccia un determinato contesto, come può esserlo quello di un film, con una narrativa archetipale.

Interpretando attraverso questa ottica la presenza del simbolo in Blade Runner, vediamo quindi che la Tyrell Corporation incarna la ricerca di una nuova frontiera, quella rappresentata dai Replicanti sintetici. Tyrell è non sono il creatore demiurgico dei Replicanti, ma, come la civetta, anche il custode della conoscenza.

Proprio per questa ragione, Roy si reca da lui:
- Tyrell: Quale sarebbe il tuo problema?
- Roy: La morte.
- Tyrell: La morte… beh questo temo sia un po’ fuori della mia giurisdizione.
- Roy: Io voglio più vita, padre.


Roy cerca nella conoscenza custodita da Tyrell il segreto della vita se non eterna, per lo meno estesa quanto quella di un essere umano, ovvero del “dio” che lo ha creato.

La civetta nel film Blade Runner

I simboli di Blade Runner: Il sacrificio

Nelle battute finali di Blade Runner, Roy si trafigge una mano con un chiodo, per rimediare ai crampi. Come rimedio sembra al quanto bizzarro.

Se prendiamo in considerazione anche l’altro simbolo, quello della colomba bianca che, spuntando praticamente dal nulla, accompagna la morte del Replicante, capiamo di stare assistendo, in realtà, a un sacrificio messianico.

La mano trafitta dal chiodo, infatti, è un chiaro richiamo alla crocifissione di Gesù Cristo, morto sulla croce per i nostri peccati. In Blade Runner, il peccato dell’Uomo è quello rappresentato dalla Tyrell Corporation, che ha raccolto il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza, così come fecero Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden.

La colomba bianca, nella tradizione gnostica, è associata con la Sophia (Σοφία), la Sapienza, lo Spirito, l’aspetto femminile di Dio ignorato dal credo patriarcale cattolico. Il mondo della materia è pesante, denso. Quello dello Spirito, invece, è leggero. Nella tradizione ebraica Sophia è Ruah, respiro e Spirito di Dio. Per questo, viene spesso raffigurata con le ali.

Sophia è colei che, trascinata dalla passione, caduta nell’oblio della materia, vuole tornare alla Monade, ovvero il Tutto, cioè la vera origine dell’intero universo, non il Dio del Vecchio Testamento YHWH, che in realtà è solo un demiurgo. YHWH, invidioso della forza creatrice della Monade, crea il nostro sistema solare all’interno dell’universo, schiavizzando l’Uomo e presentandosi come Dio.

Il ritorno di Sophia alla vera origine dell’universo rappresenta lo stesso percorso che deve intraprendere l’essere umano per liberarsi dalla schiavitù del finto dio YHWH, creatore della materia densa e pesante. Ci è possibile tornare alla Monade solo grazie a Sophia, la Sapienza, ovvero la scintilla divina che splende nell’anima imprigionata dell’Uomo. Una volta liberato dalle catene del mondo materiale, lo Spirito, come la colomba, è libero di volare.

E questo è proprio ciò che accade nel film a seguito della morte di Roy, che sopraggiunge solo dopo aver compiuto il suo percorso di crescita individuale/spirituale.

- Deckard: Io non so perché mi salvò la vita, forse in quegli ultimi momenti amava la vita più di quanto l’avesse mai amata… Non solo la sua vita: la vita di chiunque, la mia vita. Tutto ciò che volevano erano le risposte che noi tutti vogliamo: da dove vengo? Dove vado? Quanto mi resta ancora? Non ho potuto far altro che restare lì e guardarlo morire.

Scene di sacrificio nel film Blade Runner

I simboli di Blade Runner: conclusioni

In ultima analisi, quindi, vediamo che Blade Runner scorre su due narrative diverse ma legate l’una all’altra. Quella exoterica, apparente e accessibile a chiunque guardi il film, e l’altra esoterica, ovvero simbolica, nascosta.

Il secondo, più profondo livello di lettura echeggia con le conoscenze archetipali che tutti noi condividiamo, anche se non sempre consciamente.


Roberto Bommarito, autore dell'articoloL'Autore dell'articolo Roberto Bommarito ha collaborato con Edizioni XII, curando la rubrica Punto Interrogativo. Attualmente collabora con Kipple Officina Libraria, Nero Press Edizioni, Skan Magazine, Sitosophia: intossicati di cultura e Tracce d'eternità.
Ha vinto diversi concorsi letterari fra i quali Discronia, L'invasione degli UltraCorti, Premio Short Kipple 2012, Parole di vapore, Nero Estasi, RED Rosso China, Nero Lab, USAM (Una storia al mese), Minuti Contati.
I suoi racconti sono stati inclusi in svariate antologie. Il suo racconto Campi è stato segnalato al Premio Robot.


Questo articolo è apparso originariamente nel giugno 2012 sul blog ufficiale di Edizioni XII e viene ripubblicato qui col consenso della della casa editrice e dell'autore.


Bibliografia e fonti:
M.P. Hall, The Secret Teachings of all Ages, Radford, Wilder Publications, 2009
http://www.the-big-picture.org.uk/wp/?page_id=18
http://www.itsvery.net/blade-runner.html
http://www.geagea.com/15indi/15_06.htm


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Blade Runner: un'analisi simbolica alla ricerca di nuove letture
Articolo scritto da da:
Pubblicato il 05/02/2013

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