Le guerre di religione nel Medio Evo: sangue, massacri e volontà di Dio

Dal crepuscolo dell’Impero Romano all’entrata nel Medio Evo col dominio del Cristianesimo in Europa Occidentale...

Le guerre di religione nel Medio Evo: sangue, massacri e volontà di Dio Presentiamo da oggi sulle pagine di LaTelaNera.com una serie di sette interventi sulle "guerre di religione" nel Medio Evo realizzati da Gianluca Turconi.

Sette articoli che sono un punto di inizio ideale per conoscere fatti di sangue, violenza e devastazione avvenuti ormai tanti anni fa per motivi legati alla fede e al credo di popoli, nazioni e fazioni.

Sette appuntamenti che terranno compagnia a tutti i nostri lettori da qui alla vigilia delle festività natalizie.

Oggi si comincia con...


Guerre di Religione: dal crepuscolo dell’Impero Romano all’entrata nel Medio Evo col dominio del Cristianesimo in Europa Occidentale

Al tramonto del 27 ottobre del 312 d.C., il Tevere scorreva placido nei pressi del Ponte Miglio, nulla lasciava trasparire il tumulto di emozioni che si agitavano dentro Flavius Valerius Costantinus, il futuro Costantino il Grande, Imperatore di Roma e liberatore della Cristianità.

Le sue truppe erano accampate per affrontare l’indomani l’esercito di Massenzio, controllore di Roma e usurpatore del titolo di Augustus secondo Costantino, visto che in realtà quest’ultimo si era fatto nominare a quella carica per diritto dinastico e non per meriti, come invece prevedeva il sistema della Tetrarchia allora vigente.

Vi era grande tensione tra i suoi fedelissimi, in buona parte veterani della Gallia e truppe scelte dei Germani. Vi sarebbe stato uno scontro tra legioni per il dominio sull’Impero Romano d’Occidente e ancora nessuno sapeva a chi avrebbe arriso la sorte.

Nulla di nuovo, a cavallo tra il III e IV secolo d.C., quando l’Impero era minacciato a Oriente dai Parti, a settentrione dalle popolazioni barbare tenute a bada col pagamento di salatissimi tributi e al proprio interno dai Bacaudae, contadini armati e organizzati in bande che da molto devastavano l’Occidente Romano, terrorizzando la popolazione che si rinchiudeva in città sempre più fortificate e isolate. Gli Imperatori, eletti tra i comandanti che disponevano di legioni importanti, duravano il tempo di pochi mesi, quanto bastava per irritare gli stessi soldati da cui erano sostenuti o a esaurire il denaro con cui li pagavano.

A porre un argine a tanta violenza, era giunto il dalmata Diocleziano che aveva ristrutturato il troppo esteso Impero, dividendolo tra Occidente e Oriente, comandati da due Augusti (Diocleziano e Massimiano) che sarebbero stati coadiuvati da due Cesari (Galerio e Costanzo Cloro), scelti tra i meritevoli, i quali avrebbero dovuto sostituirli in contemporanea dopo dieci anni di governo.

Per reggere un sistema tanto precario, era necessario un accentramento amministrativo e un potere che non tollerasse alcuna interferenza. L’Imperatore doveva essere venerato come un Dio e chi non si piegava a quel culto, come i Cristiani, era perseguitato e messo a morte.

Ma Costantino, figlio di Costanzo Cloro, era diverso.
Ne aveva già dato prova in Gallia e in Britannia, dove aveva mostrato magnanimità nei confronti dei Cristiani. Tuttavia quella sera di ottobre avrebbe cambiato per sempre la sua vita e, incidentalmente, la storia d’Europa. Secondo quanto ci racconta il suo biografo, Eusebio di Cesarea, l’Augusto fu testimone, al tramonto, di un evento sovrannaturale.

Il cronista ce lo racconta così:
"Un segno straordinario comparve in cielo. Quando il sole prese a declinare, egli vide con i propri occhi, più in alto del sole, una croce di luce su cui erano tracciate le parole In Hoc Signo Vinces. Fu pervaso da grande stupore e con lui il suo esercito." (Eusebio, Vita Costantini, 37-40)

Spinto da tale apparizione, con la promessa "con quel segno vincerai" riportata sulla croce, un’altra testimonianza, questa volta di Lattanzio, ci spiega che Costantino:
"esortò ad apporre quel simbolo sugli scudi dei soldati, protetti con quei segni celesti di Dio, e a cominciare prontamente la battaglia"

E davvero la giornata successiva fu trionfale.
Le truppe nemiche furono messe in rotta e Massenzio morì affogando nel Tevere. Nonostante il favore divino che gli permise di entrare in Roma da trionfatore, Costantino provvide al pronto massacro dell’intera famiglia di Massenzio che, per questioni di legami dinastici, era anche suo cognato.

Divenuto padrone dell’Impero d’Occidente, sebbene il suo potere si fosse fondato inizialmente sulla violenza e il sangue, Costantino si avvicinò sempre più al cristianesimo, fino alla promulgazione dell’Editto di Milano, insieme all’Augusto d’Oriente Licinio, che garantiva finalmente libertà di culto per tutte le religioni.


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L'autore Gianluca TurconiL'Autore Gianluca Turconi ha compiuto studi di linguistica e giurisprudenza dedicandosi nel frattempo alle sue principali passioni: la storia, la letteratura, il software libero, il basket, la politica... e la scrittura.
Vincitore di alcuni concorsi letterari (tra questi il Premio Lovecraft e il NeroPremio) ha pubblicato l'antologia sci-fi Alveare e dintorni (2005), il saggio sportivo Perché il calcio è lo sport più bello del mondo (2006) e ha collaborato con riviste italiane ed estere.
Per Edizioni Eterea Comics & Books ha pubblicato nel 2013 il romanzo Gli Dei del Pozzo, primo capitolo di una trilogia science fantasy.
Sito personale: http://www.letturefantastiche.com


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Le guerre di religione nel Medio Evo: sangue, massacri e volontà di Dio
Articolo scritto da da:
Pubblicato il 24/10/2013

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