Guerre di Religione: dall'Editto di Tessalonica allo scontro tra Arabi e Impero Bizantino

Lo scrittore Gianluca Turconi ci guida attraverso la seconda tappa dedicata alle guerre di religione durante il Medio Evo...

Guerre di Religione: dall'Editto di Tessalonica allo scontro tra Arabi e Impero Bizantino Prosegue, sulle pagine del nostro sito LaTelaNera.com, l'appuntamento coi sette articoli dedicati alle "Guerre di Religione" nel Medio Evo scritti da Gianluca Turconi.

L'autore ci guida attraverso quesa seconda tappa di un ideale viaggio attraverso i fatti di sangue, violenza e devastazione avvenuti secoli fa per motivazioni di fede e credo di differenti popoli, nazioni e fazioni.

Si tratta di una serie di interventi che farà compagnia ai nostri lettori fino alla vigilia delle (sempre desiderate) feste natalizie.

Dopo averci parlato nel precedente articolo dell'imperatore romano Costantino e del suo avvicinamento al cristianesimo, oggi è il turno di...

Guerre di Religione: Guerra giusta e guerra santa: i perseguitati divengono persecutori

Ottenuta la libertà di culto sotto Costantino, il Cristianesimo ricevette l’esclusiva sotto il regno di Teodosio I, Graziano e Valentiniano II (nella foto), quando nel 380 venne promulgato l’Editto di Tessalonica che vietava qualunque altra religione nell’Impero, in particolare i culti pagani e l’arianesimo.

Con lo sgretolarsi del potere laico degli Imperatori romani in Occidente sotto i colpi dei molti popoli barbarici, l’unico baluardo organizzato rimasto a difendere la popolazione di cultura romana, divenne la Chiesa, con la sua struttura capillare di diocesi.

Tuttavia, la necessità di mantenere un’unità nella comunità cristiana di fronte alle minacce di invasori pagani, portò alla radicalizzazione e alla modifica del messaggio religioso trasmesso.

Se il principio "chi di spada ferisce, di spada perisce" e il rifiuto della violenza da parte dei cristiani in origine erano assoluti, già a partire dal IV secolo d.C. l’intolleranza verso i pagani sfociò in aperti tumulti e massacri, tanto in Occidente quanto in Oriente.

Ipazia d’AlessandriaParticolarmente famosa ed efferata fu l’uccisione della filosofa pagana Ipazia d’Alessandria, dalla cui storia fu poi tratta una pellicola del 2009, Agorà, per la regia di Alejandro Amenábar. Secondo quando raccontato da Socrate Scolastico nella sua Storia Ecclesiastica, VII, 15, un folla di cristiani in tumulto la intercettò sulla strada verso casa e:
"Trascinatala giù dal carro, la condussero alla chiesa che prendeva il nome da Cesario; laggiù, denudatala, la uccisero usando frammenti di tegole e vasi rotti. Dopo che l'ebbero smembrata, trasportarono i brandelli del suo corpo nel cosiddetto Cinerone e cancellarono ogni traccia dandovi fuoco."

Si era arrivati a un tale punto di contrasto tra la violenza reale e il messaggio evangelico teorico che il grande Sant’Agostino dovette trovare una giustificazione per tanto sangue versato: "Se Dio, con un ordine speciale, comanda di uccidere, l’omicidio diventa una virtù" (cit. da Gasthon Bouthoul, Le Guerre, Longanesi, 1982).

Quindi tanto l’omicidio quanto la guerra, definibile come omicidio su vasta scala, potevano essere giusti, se perpetrati in nome e per conto di Dio.

Le intemperanze verso i pagani continuarono anche nel V e VI secolo, con tale efficacia che la cristianizzazione dei regni barbarici nati sulle ceneri dell’Impero Romano d’Occidente procedette con speditezza. Col consolidamento politico interno, la Chiesa cominciò a guardare all’esterno, verso i regni che non erano mai appartenuti a Roma, ma che erano pur sempre un serbatoio enorme di potenziali fedeli.

Per sua sfortuna, nel VII secolo, tanto a Oriente quanto a Occidente, il Cristianesimo dovette fare i conti con un altro gruppo religioso organizzato che compiuto un salto di qualità notevole nell’ambito delle guerre di religione, passò dalla guerra giusta o giustificata alla Guerra Santa, cioè il conflitto armato per l’eliminazione degli infedeli o per la loro conversione forzata.

Stiamo parlando, ovviamente, degli Arabi di religione islamica. Anch’essi perseguitati in origine, tanto da costringere Maometto all’Ègira, cioè all’esodo forzato suo e dei suoi fedeli dalla città della Mecca verso la città oasi di Medina, posero la Guerra di Dio al centro della loro azione d’espansione e conversione.

Recita infatti il Corano, alla Sura 9, versetto 29:
"Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo e siano soggiogati."

E al versetto 39 della stessa Sura non si lascia scelta al fedele, di fronte alla Guerra Santa:
"Se non vi lancerete nella lotta, vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete nuocergli in alcun modo. Allah è onnipotente."

Spesso il termine utilizzato per la Guerra Santa islamica viene fatto coincidere con la parola araba jihād che, invece, ha il significato, molto più ampio e spirituale, di "sforzo" del singolo musulmano per il proprio innalzamento interiore nella fede o collettivo della comunità per la diffusione e la difesa del proprio credo.

Nonostante l’obbligo di applicare questo sforzo nei confronti degli "infedeli" fosse assoluto e con l’allargamento dei domini arabi avesse toccato in maniera cruenta sempre più popoli confinanti, la possibilità di dette nazioni di diventare dhimmi cioè tributarie, proprio come previsto dal versetto 29 della Sura citata in precedenza, mitigò molto gli effetti della Guerra Santa continua degli Arabi.

Possiamo considerare inevitabile lo scontro tra i seguaci di due culti monoteistici, quindi senza possibilità di assimilazione degli Dèi altrui com’era stato comune nei tempi antichi tra popolazioni vicine o assoggettate, per di più in origine perseguitati e perciò consci delle sofferenze possibili a causa della propria fede.

Quello scontro avvenne in maniera cruenta e prolungata sia tra Arabi e Impero Bizantino, sia tra i primi e i regni romano-barbarici cristianizzati che reggevano l’Europa Occidentale.


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L'autore Gianluca TurconiL'Autore Gianluca Turconi ha compiuto studi di linguistica e giurisprudenza dedicandosi nel frattempo alle sue principali passioni: la storia, la letteratura, il software libero, il basket, la politica... e la scrittura.
Vincitore di alcuni concorsi letterari (tra questi il Premio Lovecraft e il NeroPremio) ha pubblicato l'antologia sci-fi Alveare e dintorni (2005), il saggio sportivo Perché il calcio è lo sport più bello del mondo (2006) e ha collaborato con riviste italiane ed estere.
Per Edizioni Eterea Comics & Books ha pubblicato nel 2013 il romanzo Gli Dei del Pozzo, primo capitolo di una trilogia science fantasy.
Sito personale: http://www.letturefantastiche.com


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Guerre di Religione: dall'Editto di Tessalonica allo scontro tra Arabi e Impero Bizantino
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Pubblicato il 09/11/2013

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