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Il Labirinto del Fauno
Arriva in Italia Pan's Labyrinth, il nuovo film di Guillermo Del Toro

Il Labirinto del Fauno Uscirà il prossimo 24 novembre Il Labirinto del Fauno (Pan’s Labyrinth), la nuova pellicola firmata da Guillermo Del Toro, il “papà” dell’Hellboy cinematografico e del secondo capitolo della serie vampirica di Blade. Il film, una produzione messicano/spagnola, sarà candidato ai premi Oscar del 2007 come miglior film straniero.


LA TRAMA
Spagna, 1944. La fine della Guerra Civile.
Carmen (Aridna Gil), che si é risposata da poco, si trasferisce insieme alla figlia Ofélia (Ivana Baquero) a casa del nuovo marito, il freddo e autoritario Vidal (Sergi López), capitano dell’esercito di Franco.
Trovando insopportabile la nuova vita, la giovane Ofélia trova rifugio in un misterioso labirinto che ha scovato vicino alla grande casa di famiglia e dove il Fauno, la magica creatura che fa a guardiano al labirinto, le rivela che è proprio lei la principessa smarrita di un regno magico.
Ma per scoprire la verità, Ofélia dovrà portare a termine tre compiti pericolosi, per i quali non è affatto preparata…


LA GENESI DELLA STORIA
Ci sono voluti un anno di preparazione, quattro mesi di riprese e sei mesi di post-produzione per permettere a Guillermo del Toro di completare Il labirinto del Fauno, il suo film più riuscito (stando almeno alle sue dichiarazioni) e quello del quale va più fiero.
Pur essendo il suo sesto film da regista, la genesi di Il labirinto del Fauno ci riporta agli inizi della sua carriera, ancor prima addirittura del suo film di debutto, Cronos. “In origine, la sceneggiatura di Il labirinto del Fauno, somigliava molto alla mia prima versione di La Spina del Diavolo e sarebbe stato sicuramente il mio primo film se avessi trovato i soldi necessari per realizzarlo all’epoca. La mia sceneggiatura era ambientata durante la Rivoluzione Spagnola e raccontava la storia di una giovane donna incinta che ritrova il marito con il quale si trasferisce in una casa che l’uomo ha appena ristrutturato. E mentre visita la casa, la futura madre scopre un giardino a forma di labirinto nel quale s’imbatte in un satiro. Fa l’amore con la bestia, che le propone di sacrificare il suo bambino per permettere al labirinto di germogliare. Accettando la proposta, la donna avrebbe vissuto per l’eternità accanto al satiro. E anche se restano alcune similitudini tra le due storie, la nuova versione di Il labirinto del Fauno è un film totalmente diverso perché alla fine il mio lato sentimentale ha avuto la meglio.”

Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del ToroIl labirinto del Fauno, come La Spina del Diavolo, si svolge in Spagna dopo la Guerra Civile, all’epoca del Generale Franco e si occupa dell’essenza stessa del fascismo; nel film il fascismo non viene trattato in modo diretto ed esplicito, ma in maniera per così dire simbolica, codificata, perché io adoro i film che fanno pensare. Per me il fascismo rappresenta l’orrore con la O maiuscola e proprio per questo diventa l’argomento ideale attraverso il quale raccontare una favola per adulti, poiché il fascismo è innanzitutto una forma di perversione dell’innocenza, e quindi dell’infanzia. Per me il fascismo rappresenta in un certo senso la morte dell’anima, perché obbliga a compiere scelte dolorose, laceranti che lasciano un segno indelebile e profondissimo in coloro che lo hanno vissuto. Il “vero mostro” di questo film è il Capitano Vidal, interpretato da Sergi López, di gran lunga peggiore e più spaventoso delle creature che si nascondono nell’ombra del labirinto. Il fascismo ti consuma, centimetro per centimetro, non necessariamente fisicamente ma sicuramente spiritualmente. Questo concetto era anche al centro di La Spina del Diavolo, ma credo di averlo affrontato meglio in Il labirinto del Fauno, un film molto più cupo, più complesso e metaforico del precedente.”

Come capita spesso con i film di del Toro, i riferimenti per Il labirinto del Fauno vengono meno dai film che lo hanno impressionato e toccato più profondamente e più dalla letteratura e dalla pittura. “Sono sempre stato influenzato dal grande pittore spagnolo Goya, soprattutto dai suoi “dipinti neri”, che per me restano i più impressionanti. Il quadro con Saturno che divora il figlio, per esempio, è stata una delle maggiori fonti di ispirazione per il personaggio dell’Uomo Pallido, uno degli abitanti principali labirinto. Per quanto riguarda l’atmosfera generale invece, questa volta ho attinto soprattutto all’opera dell’illustratore Arthur Rackham. Ho cercato di ritrovare la perversione ed il contesto prettamente sensuale dei suoi lavori. Nelle favole, tutte le storie parlano o del ritorno nell’utero materno (raffigurato con il paradiso o la casa) o di qualcuno che vaga per il mondo e affronta il suo drago personale. In fondo, siamo tutti dei bambini perduti all’interno della nostra favola personale.

Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro “Siamo riusciti a creare qualcosa di intenso e di molto viscerale, che è perfetto per Il labirinto del Fauno. Ci è voluto molto lavoro da parte nostra, sia nella costruzione dei set che sono stati curati nei minimi dettagli, sia nella scelta dei colori. Con Eugenio Caballero, il mio scenografo, abbiamo ricostruito tutto, dall’inizio alla fine, dal più piccolo dettaglio ad un’intera camera da letto. Di conseguenza non c’è praticamente nessuno scenario naturale nel film. Abbiamo collaborato in maniera molto fitta dal primo giorno di preparazione e ho addirittura sistemato il mio studio nel bel mezzo del set. In totale, abbiamo ricostruito 34 set diversi, uno più sontuoso dell’altro. Eugenio ha fatto un lavoro straordinario. Inoltre, per catturare il mondo che volevo mostrare, è stato necessario prestare un’attenzione particolare anche alle luci. Guillermo Navarro (il direttore della fotografia oltre che caro amico) e io ci capiamo alla perfezione e sin dall’inizio abbiamo avuto entrambi una visione ben precisa delle tonalità da usare nel film. Eravamo perfettamente consapevoli che tutto dipendeva dalla manipolazione dell’oscurità che sarebbe servita a creare una sensazione di minaccia incombente per tutto il film.
“Un’altra cosa fondamentale è stata affrontare il mondo reale e il mondo immaginario adottando due approcci diversi. Il primo doveva essere freddo, pieno di linee dritte e diagonali mentre il secondo doveva apparire molto più caldo, dorato e dominato dalle forme tonde.”

L’ideazione del mondo immaginario nel quale Ofélia cerca rifugio e nel quale domina Il Fauno è stata affidata a Carlos Gimenez che ha realizzato gli schizzi iniziali, seguito poi da David Marti e dalla sua società Efectos Especiales che gli hanno dato forma e lo hanno portato in vita. Entrambi avevano già lavorato con del Toro in La Spina del Diavolo.

”Carlos Gimenez, che ha sostituito William Stout all’inizio della fase di pre-produzione, si è occupato di disegnare il labirinto mentre Sergio Sandoval, che aveva già creato le maschere di Kroenen per Hellboy, si è concentrato sulle creature, soprattutto il Fauno. Per questo personaggio, (molto ispirato a Arthur Rackham) volevo utilizzare dei materiali organici ed infatti la parte inferiore del suo corpo è fatta di foglie e rami come se fosse realmente una parte della Natura. Abbiamo usato una tecnica speciale che credo non sia mai stata usata al cinema prima d’ora. Per farlo sembrare il più realistico possibile non abbiamo usato praticamente nessun effetto speciale al computer ma abbiamo costruito tutto sul set, con l’aiuto dei pupazzi.

Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro “In origine, l’Uomo Pallido, doveva essere un uomo scheletrico con la pelle cadente, ma poi ho cambiato idea quando David Marti ha realizzato una scultura della testa. Mi è sembrata troppo umana. Allora ho ripensato al “volto” delle razze: la mancanza di lineamenti, la bocca come una fessura dritta, le due “narici” al posto degli occhi ed ho copiato su un foglio le caratteristiche principali della scultura di argilla di Marti e poi ho ci ho disegnato sopra un viso privo di lineamenti. Poi ho spedito tutto via e-mail a David, chiedendogli di cancellare i lineamenti dalla sua bellissima scultura e lui ha accettato, pur con enormi riserve. Infine, ho sistemato gli occhi nelle stigmate gemelle dell’Uomo Pallido, che dovrebbero spuntare come piume di pavone nel bel mezzo del suo viso. Ed è stato così che è nato il mostro più surreale del film. Ma nonostante questi elaborati effetti, queste due creature non avrebbero avuto lo stesso impatto senza l’interpretazione del mio amico Doug Jones, un mimo di professione che aveva interpretato Abe Sapien in Hellboy. Ci sono anche delle altre creature nel film, nella fattispecie un rospo gigante e delle fate diverse da tutte quelle viste finora, molto più sudice e ingannevoli di quelle di Peter Pan!”.

Nonostante questo magnifico ed innovativo artificio, Guillermo del Toro non ha mai avuto l’intenzione di fare del Labirinto del Fauno un film fantasy, ma ha deciso sin dall’inizio di realizzare un film destinato ad un pubblico più vasto.
”Ho sempre preferito mischiare tra loro generi diversi, come per esempio mettere insieme un film dell’orrore e un film storico. Per me, Il labirinto del Fauno è un film drammatico ambientato in un contesto di guerra, con l’aggiunta delle fate e degli elementi mitologici. E pur amando moltissimo queste creature fantastiche, so benissimo che non sono loro il centro della storia perché il film ruota soprattutto intorno ad una storia molto toccante e commovente, profondamente umana e tragica. Una storia che solleva interrogativi universali che spero riguarderanno tutti noi.”


CAST ARTISTICO
Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro Sergi López (Capitano Vidal) - Nato il 22 dicembre 1965 a Vilanova i la Geltru, un paesino vicino Barcellona. Successivamente, ha lasciato la Spagna e si è trasferito a Parigi dove è entrato alla prestigiosa École Internationale de Théâtre, sotto la guida di Jacques Lecoq. È stato a Parigi nel 1992 che ha incontrato il regista Manuel Poirier, che gli ha immediatamente offerto un ruolo nel film La Petite Amie d’Antonio, che è valso a López il Premio Michel Simon nel 1993 e che ha dato il via ad una lunga collaborazione con Poirier, fatta da altri sette film: À la Campagne (1994); Attention Fragile (1995); Marion (1996); Western (1997), vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes e per il quale López ha vinto il premio come Migliore Attore all’International Catalonia Film Festival ed è stato candidato al César come Migliore Esordiente Maschile. Gli altri film frutto della loro collaborazione sono Te Quiero (2000); Les Femmes… ou les Enfants d’abord (2001) e Chemins de Traverse (2003). Da allora Sergi López si divide tra la Francia e la Spagna, dove ha lavorato più di una volta per registi quali Ventura Pons (Caresses nel 1997 e Morir (o no) nel 2000), Luis Miguel Albaladejo (Ataque Verbal nel 1999 e El cielo abierto in 2001) e Marion Vernoux (Rien à faire nel 1999 e Regine per un giorno nel 2001). Famoso per ruoli ambigui o da sociopatico, spicca tra tutti quello di Harry, in Harry, un amico vero, diretto da Dominik Moll, ruolo per il quale ha vinto il César come Migliore Attore nel 2001 e che lo ha consacrato star internazionale. Tra gli altri suoi film ricordiamo anche Lisboa (Antonio Hernandez), Tra le gambe (Manuel Gomez Pereira), Una relazione privata con Nathalie Baye, Jet lag (Danièle Thompson), Filles Perdues, Cheveux Gras (Claude Duty), Rencontre avec le Dragon (Hélène Angel), Piccoli affari sporchi (Stephen Frears), Janis and John (Samuel Benchetrit), Les Mots Bleus (Alain Corneau) e Toreros (Eric Barbier), nel quale ha lavorato accanto a Maribel Verdú, con il quale torna a recitare in Il labirinto del Fauno.

Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro Ariadna Gil (Carmen) - Nata il 23 gennaio del 1969, a Barcellona, Ariadna Gil che ha al suo attivo più di 40 film, è figlia di un famoso avvocato. Da bambina, ha studiato canto, danza classica e violino passando poi a recitare a teatro e in televisione a soli 17 anni dopo essere comparsa sulla copertina di una rivista. Ed è stato allora, nel 1986 che Bigas Luna l’ha notata e le ha offerto il primo ruolo cinematografico nel film Lola. Ma il riconoscimento e il successo sono arrivati nel 1991 con l’interpretazione di Amo tu Cama Rica, una commedia nella quale ha recitato accanto a Javier Bardem, seguito l’anno successivo dall’interpretazione della commedia romantica di Fernando Trueba Belle Époque, nel quale recitava accanto a Penelope Cruz. Ed è stato durante le riprese del film che ha conosciuto l’attore/regista David Trueba, fratello di Fernando, e suo futuro marito. Successivamente è stata la volta di una lunga lista di successi spagnoli e francesi, tra i quali ricordiamo: Mécaniques Célestes (Fiora Torres), Libertarias (Vincente Aranda), Don Juan (Jacques Weber), Deuxième Nature (Géraldo Vera), Le Baiser de l’Ours (Sergei Bodrov), Jet Set (Fabien Onteniente), Manifesto (Joaquin Oristrell), La Vierge de la Luxure (Arturo Ripstein) e più di recente il film di Fernando Trueba L’Envoûtement de Shangaï e il film diretto da suo marito David Trueba Soldados de Solamina.
Famosa per interpretare spesso ruoli difficili, Ariadna Gil sarà tra breve sui nostri schermi nel film Alatriste di Augustin Diaz Yanes e in Una Estrella y dos Cafes di Alberto Lecchi.

Ivana Baquero (Ofélia) - A soli 11 anni, la giovane attrice spagnola Ivana Baquero ha già interpretato quattro lungometraggi, tutti prodotti dalla società di produzione spagnola Filmax International, e più precisamente dalla sussidiaria della stessa specializzata nel genere fantasy, la Fantastic Factory. Dopo il debutto in L’Enfer des Loups (Romasanta) di Paco Plaza, che l’ha anche diretta in The Baby’s Room, Ivana ha interpretato Rottweiler di Brian Yuzna e più di recente il film diretto da Jaume Balagueró, Fragile, accanto a Calista Flockhart.
In Pan’s Labyrinth , Ivana Baquero interpreta Ofélia, una ragazzina che tenta di sfuggire alla dura realtà della repressione fascista nella Spagna dell’epoca di Franco, rifugiandosi in un mondo immaginario che lei stessa ha creato.

Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro Doug Jones (Il Fauno e L’uomo pallido) - Ultimo di quattro fratelli, alto 1 metro e 92, Doug Jones è nato il 24 maggio del 1960 a Indianapolis, USA, e ha frequentato la Bishop Catard High School prima e la Ball State University di Indianapolis, poi, laureandosi in telecomunicazioni e teatro. Nel frattempo, ha studiato da mimo, ma solo per passione, non sospettando neanche lontanamente che sarebbe diventato quello il suo lavoro. Dopo aver interpretato diversi spettacoli teatrali, nel 1985 ha lasciato Indianapolis alla volta di Los Angeles per dedicarsi al cinema. Dopo una manciata di B-movies (Night Angel, Carnal Crimes, Magic Kid…) è stato scelto per interpretare uno dei tirapiedi di Danny DeVito nel film diretto da Tim Burton Batman-Il ritorno e da allora ha lavorato in maniera continuativa interpretando tra gli altri più di 90 video musicali, tra i quali ricordiamo quelli di Madonna e di Marilyn Manson, oltre ad una quarantina di film o serie televisive, tra le quali C.S.I. , Tales from the Crypt e The Guardian. L’episodio intitolato Hush di Buffy l’ammazzavampiri, nel quale Jones ci ha regalato un’interpretazione memorabile, gli è valso due candidature all’Emmy. Passando al cinema, tra i film da lui interpretati spesso coperto da trucchi che lo rendono irriconoscibile, ci sono Mystery Men con Ben Stiller, The Time Machine - Dove vorresti andare di Gore Verbinsky e Simon Wells, il film diretto da Barry Sonnenfeld Men in Black 2, Adaptation - Il ladro di orchidee di Spike JonzÈ e più di recente Doom di Andrzej Bartkowiak.
Per del Toro, Doug Jones era già stato uno degli scarafaggi umanoidi del film Mimic e l’acquatico Abe Sapien di Hellboy. Nel Pan’s Labyrinth , dà vita a due personaggi: l’Uomo Pallido e il Fauno, per interpretare il quale ha dovuto imparare lo spagnolo arcaico.

Maribel Verdú (Mercedes) - Nata Maria Isabel Verdú Rollan il 2 ottobre 1970 a Madrid, da una madre modella e da un padre commesso viaggiatore, Maribel Verdú ha frequentato una severa scuola di suore. La sua carriera di attrice è iniziata quando è stata notata dal produttore Jaime Fernandez Cid che l’ha scelta per recitare accanto a Victoria Abril nel film per la televisione El Crimen Del Capitan Sanchez. Due anni dopo, nel 1986, ha ottenuto il suo primo ruolo da protagonista nel film di Fernando Trueba L’anno delle luci. Da allora, Maribel Verdú ha interpretato più di 50 film tra i quali, solo per citarne alcuni, ci sono: 27 Horas (Montxo Armendariz), La Femme et le Pantin (Mario Camus), Macho (Bigas Luna), Toreros (Eric Barbier) e Goya di Carlos Saura. Ma è stato il ruolo di Luisa Cortés, accanto a Diego Luna e Gael García Bernal nel film di Alfonso Cuarón Y Tu Mama También che l’ha consacrata star internazionale.


CAST TECNICO
Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro Guillermo del Toro (Regista / Sceneggiatore / Produttore) - Guillermo del Toro è nato il 9 ottobre del 1964 a Guadalajara, nello stato di Jalisco, Messico dove è cresciuto soprattutto con la nonna, una cattolica ultraconservatrice. Sin da piccolo, è sempre stato particolarmente attratto dal cinema, soprattutto dal genere fantasy e horror-gotico. Tra i film che lo hanno colpito maggiormente ci sono Cime tempestose di William Wyler, Taxi Driver di Martin Scorsese, Black Sunday di Mario Bava, La notte dei morti viventi di George A. Romero e i classici film dell’orrore di Hammer degli anni 1960. A 8 anni, ha cominciato a realizzare i suoi primi film in Super 8 mentre frequentava una scuola maschile gestita dai Gesuiti continuando a sognare di diventare regista.
Ma il primo contatto con il mondo del cinema è avvenuto attraverso gli effetti speciali quando il giovane del Toro si è trasferito negli Stati Uniti per seguire i corsi avanzati organizzati dal leggendario Dick Smith, responsabile degli effetti speciali di film entrati nella storia come L’esorcista, Scanners e il film diretto da Tony Scott, Miriam si sveglia a mezzanotte, con David Bowie e Catherine Deneuve.
Tornato nella sua città di origine nel 1986, a solo 21 anni, del Toro è stato il produttore di Dona Herlinda e i suoi figli diretto dal suo mentore Jaime Humberto Hermosillo, uno dei più eminenti e stimati registi messicani degli ultimi 20 anni. Contemporaneamente, ha fondato una società di effetti speciali, la Necropia, attraverso la quale ha partecipato sia direttamente che non, alla realizzazione di più di 20 lungometraggi, tra i quali Bandidos, Coitas e Pietose menzogne, ma soprattutto della serie televisiva Hora Marcada, che è stata considerata per molti versi la versione messicana di Tales From The Crypt. È stato in quel periodo che ha cominciato a dare lezioni di cinema facendosi anche strada come giornalista, e i suoi articoli sono stati pubblicati in riviste quali Sight & Sound e Village Voice. Nel mentre ha anche trovato il tempo per scrivere e pubblicare un libro sui film di Alfred Hitchcock, uno dei suoi registi preferiti.

Nel 1992, dopo anni di lavoro per la televisione messicana, del Toro è riuscito a trovare i finanziamenti necessari per realizzare il suo primo lungometraggio, Cronos. Rivisitazione moderna del classico mito del vampiro, Cronos è stato immediatamente acclamato dai critici di tutto il mondo, vincendo numerosi premi internazionali, nella fattispecie il Premio della Critica al Festival di Cannes e il César Messicano. Già con il suo primo film del Toro si era imposto per il suo stile unico sia in termini di narrativa, sia in termini di regia. Cronos è stato anche la prima collaborazione tra Guillermo del Toro e Ron Perlman, un attore feticcio per il regista, che lo avrebbe poi diretto in seguito anche in Blade II e Hellboy.
Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro Il plauso della critica ha spianato la strada a del Toro che cinque anni dopo Cronos ha diretto il suo primo film a Hollywood, Mimic, per la Miramax, e nel quale Mira Sorvino deve combattere contro un’invasione di scarafaggi umanoidi mutanti. Per Guillermo del Toro, che ha avuto enormi divergenze con la Miramax, Mimic è stata una brutta esperienza ma gli ha dato l’opportunità di imparare dai suoi stessi errori. Dopo il film, è tornato in Messico ed ha fondato la sua società di produzione, la Tequila Gang, per poter mantenere il controllo completo sui suoi film.
A quel punto, i fratelli Almodóvar, riconoscendo lo straordinario talento di del Toro, gli hanno consigliato di realizzare un piccolo film dell’orrore in Spagna. Frustrato dall’esperienza americana, del Toro ha accettato immediatamente la proposta e l’ha sfruttata per realizzare un film di gran lunga più personale, La Spina del Diavolo, un progetto al quale pensava da più di 15 anni e che era addirittura precedente a Cronos. Presentato come una storia di fantasmi, il film in realtà racconta una storia profondamente umana che ha come protagonisti i bambini che devono affrontare un’atmosfera di guerra. Come Cronos, La Spina del Diavolo ha vinto numerosi premi.
L’anno successivo, riconciliatosi con Hollywood, del Toro ha accettato di dirigere Blade II, il sequel del film diretto da Stephen Norrington con Wesley Snipes, e adattato dai fumetti della Marvel. Blade II ha riscosso un immediato ed enorme successo al botteghino, superando di gran lunga anche le più rosee aspettative della New Line. Il successo del film ha permesso a del Toro di realizzare subito un altro adattamento di un fumetto, Hellboy, il cui autore Mike Mignola stava cercando disperatamente di portare sullo schermo da sette anni. Il film è oggi considerato uno dei migliori adattamenti di un fumetto della storia del cinema e per portarlo a compimento, del Toro ha rifiutato le offerte di dirigere Blade: Trinity e Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, diretto alla fine da Alfonso Cuarón, che Guillermo ha soprannominato con affetto ‘compadrÈ e con il quale si è associato, come produttore, dopo la passata cooperazione su La Spina del Diavolo e sul film di Sebastian Cordero Crónicas.
Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro Presentato in Concorso al Festival di Cannes, Il labirinto del Fauno è la terza collaborazione con Cuaron, e segna il ritorno di del Toro in Spagna a cinque anni da La Spina del Diavolo. Film completamente originale, al quale pensava da più di vent’anni, Il labirinto del Fauno, è a tutt’oggi il film più personale di Del Toro, il più riuscito, il più carico emotivamente e il più accessibile tra quelli realizzati finora, un capolavoro complesso e unico nel panorama del cinema contemporaneo.
Del Toro è attualmente impegnato nella lavorazione del sequel di Hellboy con il suo creatore Mike Mignola, prodotto anche questa volta dalla Columbia e interpretato da Ron Perlman; inoltre si sta occupando di At the Mountains of Madness, adattamento di un romanzo scritto da H.P. Lovecraft, un progetto al quale tiene molto e al quale lavora da diversi anni.

Il resto del cast tecnico è composto da Guillermo Navarro (Direttore della fotografia), Eugenio Caballero (Scenografie), David Marti (Supervisore agli effetti speciali), Javier Navarrete (Musiche) e Bernat Vilaplana (Montaggio).


LA MITOLOGIA SUL DIO PAN
L’antico dio greco Pan (il cui equivalente romano è il Dio Fauno) era originariamente il dio dei pastori e delle loro greggi, prima di essere associato alla fertilità e alla natura in genere. Pan rappresenta la Natura “nella sua interezza” e quindi nel bene e nel male, senza alcun equilibrio morale. Diciamo che è in pratica un personaggio neutrale che può essere all’origine della creazione ma anche della distruzione. Figlio di Hermes e della Ninfa Dryops (o, stando ad altre leggende, di Hermes e Penelope, la moglie di Ulisse), è nato con le gambe e le corna di una capra. Abbandonato dalla madre proprio per il suo aspetto mostruoso, il padre Hermes se lo è portato nell’Olimpo, conferendogli quindi il rango di divinità.
Il Labirinto del Fauno - Pan’s Labyrinth - Guillermo Del Toro Tuttavia, Pan non amava Olympia, dove gli altri Dei si prendevano gioco di lui per il suo strano aspetto e preferiva vivere con i satiri, le ninfe e le altre divinità della Natura, nel profondo della foresta di Arcadia.
Il caratteristico flauto di Pan (o siringa di Pan) prende il nome dalla Ninfa Siringa, del quale Pan era follemente innamorato. Si narra che per sfuggire alle sue attenzioni, la ninfa si trasformò in un cespuglio di rose. Folle di rabbia, Pan tagliò i rami di quel cespuglio in diverse lunghezze e li usò per fabbricare il suo mitico flauto.
Pan deve la sua brutta reputazione al suo caratteraccio. Detestava essere svegliato dal sonno, si alzava in preda ad una furia disumana e emetteva un orribile grido, incutendo paura o addirittura “panico” nei cuori di coloro che lo sentivano. Inoltre, appariva senza alcun preavviso agli ignari mortali provocando spesso un terrore che ne causava la morte.
L’appetito sessuale di Pan è leggendario: ninfe, dee e anche satiri erano tutti oggetto della sua lussuria.
Questa sua terribile reputazione, associata anche al suo aspetto decisamente mostruoso, hanno senza dubbio spinto i Cristiani nel Medio Evo a demonizzare Pan, attribuendo a Satana le sue sembianze nella loro continua lotta tra il Paganesimo e le altre tradizioni.
Pan è l’unico Dio ad aver sperimentato la morte. La sua fine può essere interpretata simbolicamente come il ciclo delle stagioni e il passaggio dall’estate all’inverno passando per l’autunno.






Anteprima pubblicata il 10/11/2006
Da: Alessio Valsecchi