Film horror 2018: tutti i più importanti in uscita nell'anno

Film > Notizie > Anche quest'anno Elvezio Sciallis presenta ai lettori di LaTelaNera.com tutti i film horror più importanti e attesi del 2018

Tutti i film horror in uscita nel 2018

Come accaduto nei due anni precedenti, anche quest'anno cerchiamo di offrirvi una panoramica quanto più esaustiva possibile di quel che ci offrirà il panorama del cinema horror nel 2018.

Rileggendo quanto scritto circa un anno fa in merito alle pellicole di paura attese nel 2017, non posso far altro che ripetere alcune note di buon senso: si tratterà di un elenco giocoforza incompleto, che può servire come un veloce check up dello stato di salute di parte del genere horror, ma che andrà incontro a molte defezioni, rimandi e aggiunte.

Per sua natura, in più, un elenco del genere è più che altro rappresentativo delle principali mosse future da parte delle major, i cui prodotti possono vantare di un budget maggiore a livello di pubblicità e ufficio stampa.

Continuando a guardare al pezzo precedente, mi rendo conto che nel corso dell’anno ho approfondito pochi dei titoli elencati, favorendo altre produzioni e uscite che mi sono parse più interessanti dal punto di vista della qualità.

A una prima e incompleta panoramica c’è comunque la sensazione che anche nel 2018 continuerà il trend favorevole al cinema horror e, sebbene buona parte dei progetti più grossi dal punto di vista finanziario non stupiscano per originalità, è lecito aspettarsi un buon numero di produzioni indipendenti che sapranno intercettare al meglio la curiosità degli spettatori.

Difficile identificare i motivi dietro l’ottima fase che l’horror ha vissuto negli ultimi anni e ogni mia spiegazione mi suona banale e scontata: da un lato c’è molto probabilmente da mettere in conto una risposta catartica alla crisi economica e politica mondiale, per altri versi pesa l’entrata in campo di servizi quali Netflix o Amazon Prime Video, che introducono nuovi metodi produttivi. E, nel caso di Netflix, ci troviamo di fronte a un nuovo protagonista che con una singola serie televisiva, Stranger Things, influenzerà molto probabilmente anche parecchie produzioni per il grande schermo.

Grande schermo che, anche per “merito” o “colpa” (a seconda di come la si vuole vedere) di nuovi attori quali Netflix, è un tantino più piccolo: i confini fra cinema e televisione sono sempre più labili a causa di questi cambiamenti, accoppiati a quelli tecnologici che mettono a nostra disposizione televisori che fanno sentire sempre meno l’assenza della sala.

Per l’horror in particolare e ancora più in particolare per noi italiani, la visione casalinga rappresenta spesso l’unico modo possibile per godere dei titoli migliori dell’anno, quindi tanto vale attrezzarsi al meglio.

Tornando ai motivi del successo dell’horror, credo conti molto anche il fatto esso è, per genetica e costituzione, probabilmente il genere più funzionale e performante in tutta una serie di situazioni: permette spesso di spendere poco e guadagnare molto; è un ottimo veicolo per esordienti (e molte fra le opere più interessanti provengono proprio da questo bacino) e permette, agli autori che vogliono, un grande spettro di contenuti e toni, con una maggiore facilità di inserimento di sottotesti, simboli, allegorie e metafore rispetto ad altri generi.

Insomma, l’horror è perfetto per presentare le proprie potenzialità come autore: si può poi continuare a sceglierlo come genere rappresentativo o tentare altre soluzioni in carriera, ma pochi generi (nessuno?) assicurano la stessa libertà.

Sia dal punto di vista economico che come capacità di lettura e riflessione sul reale l’horror è un canale privilegiato e, vivendo ora in tempi nei quali discussioni e confronti su molti temi importanti sono all’ordine del giorno, ecco che anche il cinema reagisce, contribuendo al dibattito mondiale e agendo da specchio per le paure, moltiplicate, dell’umanità.

Rinviando una analisi un po’ più dettagliata al pezzo riassuntivo di fine anno, guardiamo ora al futuro.


Il film di paura più atteso del 2018

Volendo continuare il giochino di individuare “il” titolo che attendo con maggiore interesse nel 2018 (fra quelli precedenti posso elencare, anno per anno: The Babadook, It Follows, The Witch e Scappa: Get Out), prima di cominciare a sgranare le varie pellicole, mi sbilancio e nomino The Endless di Justin Benson e Aaron Moorhead.

Il duo dinamico dell’horror riprende, anche direttamente, alcuni temi dell’ottimo esordio, in un film che li vede sia dietro che davanti la macchina da presa.

Interpreteranno due fratelli che hanno abbandonato da anni una sorta di culto/setta, rifacendosi una via. Solo che la vita non se la sono davvero rifatta: lavoretti inconcludenti e poche relazioni fanno sì che uno dei due cominci ad avere nostalgia canaglia dei vecchi tempi.

In fondo, a quanto pare, la setta non era poi così male, c’era un senso di unione e scopo che nel mondo è sempre più assente, i treni arrivavano in orario e… E così i due, dopo aver ricevuto un criptico invito, tornano nel culto: uno per verificare se erano davvero rose e fiori, l’altro (che invece ricorda meglio) per proteggere il fratello.

Sarà solo l’inizio di una discesa misterica, fra allucinazioni, riflessioni sulla realtà e sprazzi di orrore cosmico, un viaggio che ha già convinto un buon numero di festival e di critici specializzati.

Resolution è stato, a mani basse, uno dei titoli più intriganti del 2012, nel frattempo i due hanno accumulato esperienza in molti settori e, elemento confortante, si sono presi parecchio tempo di opera in opera. Il trailer promette moltissimo facendo scorgere pochissimo, a prima vista non mi sembra di vedere nulla di pari potenza in uscita.

Un fotogramma dal film The Endless


Una importante distinzione

Nell’elencarvi alcuni dei film horror in uscita nel 2018 ho mantenuto la stessa struttura impiegata nel pezzo precedente, distinguendo in sostanza fra film originali e film derivativi.

Questo secondo gruppo è stato a sua volta suddiviso in remake da una parte, e sequel, prequel e spin-off dall’altra: sono pratiche poco differenti, ma quel “poco” mi sembra abbastanza significativo da imporre distinzione.

Ho cercato di andare contro le mie personali idee su cosa sia horror e cosa no, per abbracciare una catalogazione più vasta e diffusa.

In sostanza, a mio modo di vedere è ben difficile che titoli quali The Meg o The Predator possano risultare degli horror, ma per molte altre persone potrebbero esserlo, mi è quindi parso più importante includere piuttosto che escludere.

Vi lascio alla scoperta del tenebroso futuro, ricordandovi però che una discreta percentuale di questi titoli non raggiungerà gli schermi, grandi o piccoli che essi siano, mentre alcuni altri possono essere già usciti in alcuni Paesi, o potrebbero emergere in queste ultime settimane del 2017.

E altri ancora arriveranno a sorpresa, e in fondo sono proprio quelli sui quali punto forte...

Un fotogramma dal film The Predator


Film horror 2018: sequel, prequel e spin off

Gli spin off sono un fenomeno relativamente più recente rispetto a sequel e prequel, perlomeno per quel che riguarda la grande diffusione.
In The Nun diventa protagonista la suora che ha avuto un ruolo di media importanza in The Conjuring 2: il caso Enfield (2016).
A dirigere troviamo Corin Hardy di The Hallow (2015), mentre al copione pensa Gary Dauberman (IT, 2017): preoccupa più il secondo che il primo. Si parte da una indagine in Vaticano sulla morte di una suora, Taissa Farmiga rinforza il cast in qualità di “sister Irene”, auguroni a tutti, in particolare agli spettatori. The Nun arriva il 13 luglio negli Stati Uniti.

Strangers: Prey at Night lo avevamo già annunciato l’anno scorso, ma poco si è mosso da allora: sceneggia il soporifero Ben Ketai su idee di Bryan Bertino, ma è la regia che convince poco. Troviamo infatti Johannes Roberts (The Other Side of the Door, 47 metri), a voi ogni considerazione in attesa del 9 marzo, data d’uscita USA.

Un fotogramma dal film Strangers: Prey at Night

Con Halloween la catalogazione diventa un po’ più difficile, perché è sì un sequel, ma cancella ogni film arrivato dopo il primo di Carpenter e riprende da dove è finito quel capolavoro, come se niente altro fosse accaduto (e in effetti non ha tutti i torti: è accaduto comunque ben poco). Sono quindi passati decenni e Laurie Strode dovrà tornare a confrontarsi con Michael Myers. Scrive e dirige David Gordon Green: fatevi un giro, cercate la sua filmografia precedente e tirate qualche somma. Ah, però c’è Jamie Lee Curtis a controbilanciare, quindi rimane un must, segnatevi il 19 ottobre sulla vostra agenda horror.

Un fotogramma dal film Halloween 2018

Non è chiarissimo se The Predator sia un sequel o un remake, è più chiaro che 20th Century Fox ci mette soldi ed effetti speciali, mentre a dirigere c’è Shane Black, quello di Iron Man 3, che è stato aiutato a sceneggiare da Fred Dekker.
Particolarmente gradito al direttore di LaTelaNera.com il cast, che vede Thomas Jane, Olivia Munn e Yvonne Strahovski tra i protagonisti.

Insidious 4: L’ultima chiave (Insidious: The Last Key) cerca di capitalizzare sulla figura più riuscita dell’intero franchise, la medium Elise Rainier (Lin Shaye) e, visto che è uscita fuori di scena nel precedente capitolo, non rimane altro che la pista del prequel.
Scopriremo quindi qualcosa del passato di questa parapsicologa, prima che si imbattesse nei Lambert.
Sceneggia Leigh Wannell, riflettori puntati in cabina di regia dove troviamo quell’Adam Robitel che nel 2014 mi aveva convinto con The Taking of Deborah Logan.
Uscita USA: 5 gennaio. Arriverà nelle sale italiane il 18 gennaio 2018.

Un fotogramma dal film Insidious 4: L’ultima chiave

Visti i recenti esiti cinematografici derivanti dal far incontrare horror e fantascienza, non ho grandi aspettative su La particella di Dio (Cloverfield: God Particle). Scritto da Oren Uziel e Doug Jung, prodotto by J. J. Abrams e diretto da Julius Noah, il lungometraggio è ambientato su una base spaziale che rimane tagliata fuori quando la Terra svanisce in seguito a un esperimento con un acceleratore di particelle. Da lì, tutto peggiora.
C’è da apprezzare il fatto che, pur appartenendo allo stesso universo filmico, i tre Cloverfield non si somigliano per nulla e coprono aspetti molto diversi, vedremo in questo caso con quali esiti qualitativi e con quale tasso di horror.
In arrivo nei cinema italiani il primo febbraio 2018.

Il franchise di Hellraiser è arrivato alla decima tappa con questo Hellraiser: Judgment che non è ben chiaro se spunterà in tempo per la fine del 2017 o vedremo nel 2018.
Quel che sappiamo è che, comprensibilmente, è diretto da un tipo noto più che altro per il suo lavoro in campo make up, Gary J. Tunnicliffe, e che è incentrato su tre detective che, mentre danno la caccia a un serial killer, si imbattono in qualcosa di ben più sinistro.
Nel cast si segnala Heather Langenkamp.

Un fotogramma dal film Hellraiser: Judgment

Il successo dei film della serie The Purge non smetterà mai di stupirmi e risultarmi incomprensibile, forse è perché sono europeo.
A ogni modo, siamo arrivati al quarto capitolo, con possibile futuro televisivo. The Purge: The Island ci racconterà come la società a stelle e strisce sia arrivata a concepire la purga e, visto che c’è una “island” nel titolo, non mi pare azzardato prevedere che racconterà dei primi esperimenti, limitati a una singola isola per vedere se il tutto funziona. Il creatore James DeMonaco si limita a sceneggiare, mentre in cabina di regia c'è Gerard McMurray e devo ammettere che, pensando al suo precedente Burning Sands, potrebbe trattarsi dell'episodio migliore dell'intera serie.
Appuntamento statunitense, ovviamente, al 4 di luglio.

Non è detto che riesca a farcela per il 2018, ma The First Omen è in produzione per la Phantom Four di David Goyer: in effetti Il Presagio (uno dei più famosi film horror sulla possessione mai realizzati) non ha ancora avuto un prequel, forse perché non è poi idea così semplice da realizzare. Eppure Antonio Campos è al lavoro, vedremo di cosa parlerà (la vita prenatale di Damien? Precedenti tentativi di far nascere l’Anticristo?), le aspettative non volano altissime.


Film horror 2018: i remake

A Nightmare on Elm Street: pochissimi i particolari e non è detto che esca nel 2018, ma lo cito perché è esemplare di una certa forma mentis che regna a Hollywood. Il remake del 2010 non è andato benissimo? Vuol dire che bisogna provarci meglio e quindi eccovi un secondo rifacimento nel giro di un decennio, tanto per gradire.
Sceneggia David Leslie Johnson e dirige lo spendibile Craig Douglas: voi vorreste esordire come registi sulla lunga distanza con il remake di un remake?

Difficile immaginare un titolo più fortunato di Nosferatu per quanto riguarda i rifacimenti. Il capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau del 1922 è stato prima reinterpretato da Werner Herzog nel 1979, con un indimenticabile Klaus Kinski, e ora toccherà al bravo Robert Eggers (The Witch) aggiornare e rivisitare la storia.
Facile aspettarsi un gran lavoro su scenografie e costumi, discreta curiosità nei confronti di Anya Taylor-Joy, che è stata lanciata proprio da Eggers e torna anche in questo vampiresco titolo.

Nel caso di Day of the Dead: Bloodline, come già suggerisce il nome, siamo di fronte al rifacimento (ma dovremmo parlare di un film che si basa vagamente sull’originale) di Day of the Dead (Il giorno degli zombi), il classico del 1985 di George Romero.
La storia dovrebbe seguire le disavventure di un gruppo di militari e civili che si rifugia in un bunker per cercare una cura all’epidemia zombie che sta annientando l’umanità.
Dirige Hèctor Hernández Vicens, il trailer a me pare mediocre ma il suo precedente The Corpse of Anna Fritz (2015) mi aveva convinto: scopriremo presto la qualità, visto che uscirà negli USA il 5 gennaio 2018 dopo essere stato inizialmente annunciato per il 2017.

Un fotogramma dal film Day of the Dead: Bloodline

La post-produzione di Suspiria di Luca Guadagnino sembra eterna, e ogni volta che si nomina il progetto si sentono ululare i lupi da guardia dell'originale, che è ovviamente inarrivabile viste le maestranze che coinvolgeva. Ma nonostante tutto, sulla carta questo remake pare meno oltraggioso di altri e con qualche spunto che potrebbe anche funzionare, su tutto il cast composto da Mia Goth, Dakota Johnson, Chloë Grace Moretz e Tilda Swinton.
Certo è che chiunque si sia occupato di scenografie e luci andrà incontro a un confronto spietato, così come la presenza di Thom Yorke alle musiche spinge alla disperazione o allo stupore profondo. Sarà comunque un evento spassoso per chi non prende il cinema troppo sul serio, vuoi per il possibile disastro incombente, vuoi per lo spettacolo offerto dai fan di Argento tutti scandalizzati e indignati, speriamo entro fine 2018.


Film horror 2018: gli originali

Sorprende un po' l'arrivo in Italia, l'11 gennaio 2018, di The Midnight Man di Travis Zariwny, pellicola rimasta per parecchio tempo nel limbo, che deriva da un film del 2013, Midnight Man di Rob Kennedy. Siamo un Paese che ha politiche poco comprensibili nei confronti del cinema horror, non arrivano alcuni lavori fondamentali e poi recuperiamo questo titolo che si ispira a un creepypasta, girato da un film maker decisamente minore (Scavengers nel 2013 e il remake di Cabin Fever del 2016 nel suo curriculum).

La trama riguarda una bambina e i suoi amici, che trovano nell'attico un gioco in grado di evocare il Midnight Man, creatura soprannaturale che è in grado di trasformare in realtà le peggiori paure personali, Ovviamente il gruppo comincerà a giocare e cose brutte accadranno.

Difficile immaginare il traino di un film del genere, che non sembra granché a giudicare dal trailer: probabilmente attirerà parte del suo pubblico dal bacino di appassionati di creepypasta, e la presenza nel cast di due volti molto noti nell'horror, Robert Englund e Lin Shaye, farà il resto.

Un fotogramma dal film The Midnight Man

Se avete qualche anno come il sottoscritto allora ricorderete, sulle bancherelle dell’usato di fine anni Novanta, Meg di Steve Alten. Scopro che nel tempo il romanzo ha dato vita a un “ciclo letterario” di ben cinque romanzi.
Il primo tomo è ora diventato un film, The Meg, diretto da Jon Turteltaub (non me la sento di citarvi i suoi precedenti lavori, cercate voi) su un copione al quale hanno lavorato ben cinque (5, tipo le dita di una mano) persone.
C’è Jason Statham nei panni del protagonista, quindi aspettiamoci tanta azione a scapito dei possibili elementi di paura, terrore e spavento. In più, trattandosi di action con Statham, ci sarà una buona dose di umorismo, come da contratto, e probabile ammiccante sottotrama romantica. L’orrore? Un optional, ma quando si parla di “squali preistorici giganti” è sempre bene inserirli in lista, non si sa mai…

A fine marzo scopriremo finalmente il discusso nuovo progetto del grande Steven Soderbergh, Unsane. Girato con un iPhone, con Juno Temple come protagonista, dovrebbe seguire la spirale di una ragazza che, chiusa in un istituto psichiatrico, si confronterà con la sua più grande paura, reale o meno che sia.
Un po’ vago, lo so, ma fra pochi mesi capiremo qualcosa di più.

The Cured ha già fatto il giro dei festival, passando anche da quello di Torino, ma non abbiamo ancora una data precisa per il 2018. Scritto e diretto dal debuttante David Freyne e interpretato, fra gli altri, da Ellen Page, si occupa degli effetti di una epidemia zombie, che viene debellata ma lascia parecchi ex-morti viventi alle prese con una feroce discriminazione sociale che porta a frizioni, scontri e progressiva escalation fino all'intervento dell'esercito.
Sulla carta uno degli horror più interessanti del 2018.

Un fotogramma dal film The Cured

Altro esordio alla regia con Devil’s Gate, in uscita USA nei primi giorni di gennaio. Clay Staub dirige Milo Ventimiglia in una sceneggiatura scritta insieme a Peter Aperlo.
Nella piccola cittadina di Devil's Gate una donna sparisce insieme al figlio. Un agente FBI, insieme allo sceriffo locale, punta subito sul marito della donna, salvo scoprire che nulla è come sembra.
Il trailer rivela forse troppo, la produzione pare mediocre, chissà che diavolo di ruoli interpreterà Milo Ventimiglia fra una ventina d’anni…

Un fotogramma dal film Devil’s Gate

La trama di Mom and Dad è molto semplice: una misteriosa epidemia trasforma i genitori in mostri assassini che vogliono uccidere i propri figli, due bambini cercheranno di sopravvivere durante la notte mentre mamma e papà danno loro la caccia.
Io sono uno di quei tipi che non hanno figli e non intendono averne, e che ama l’idea dei ristoranti “children-free” e non vuole avere intorno mocciosi: mi basta quindi già la sinossi, ma aggiungiamo il fatto che scrive e dirige Brian Taylor (quello di Crank, per intenderci) e che la coppia di genitori è interpretata da Selma Blair e Nicolas Cage e capirete quanto stia scalpitando in attesa dell'uscita USA, il 19 gennaio.

Dovremo aspettare fino al 25 aprile 2018 per vedere in sala quello che per me, insieme A Ghost Story, è stato il migliore horror del 2017, The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos, che non sbaglia mai un colpo. Alla sceneggiatura (splendida) troviamo il regista insieme all'usuale compagno di merende Efthymis Filippou, mentre nel cast, diretto da Lanthimos nella sua solita maniera che può lasciare spiazzato chi non ha mai visto un'opera di questo cineasta (ma vi prego di recuperarle tutte), ci sono Colin Farrell e Nicole Kidman, entrambi in forma strepitosa, così come Barry Keoghan che, fra questo titolo e Dunkirk, ha avuto un 2017 da ricordare.

L'ifigeniaca trama, che non voglio esporvi più di tanto, riguarda un chirurgo cardiaco sposato con un'oftalmologa, padre di un bambino e una ragazza. Nelle loro vite entrerà Martin, un ragazzo inquietante e sinistro, con risultati terrificanti. Vincitore a Sitges di un premio speciale della critica e a Cannes per la miglior sceneggiatura. Non perdete questo titolo.

Un fotogramma dal film The Killing of a Sacred Deer

Fra tutti i creepy pasta lo Slenderman è indubbiamente il più noto e sono già usciti parecchi lungometraggi che lo coinvolgono. A mio modo di vedere il prodotto di gran lunga più interessante rimane, per ora, il documentario Beware the Slenderman, ma menziono per l’occasione due film previsti per il 2018 (e credo che altri ancora emergeranno), entrambi intitolati Slender Man. Uno è di Devin Hansen, più noto come attore che come regista, l’altro di Sylvain White, che per ora è stato attivo più che altro in televisione.
Il secondo sembra avere qualche marcia in più dal punto di vista della produzione e può vantare la presenza nel cast di di Javier Botet e Joey King che, fra The Conjuring e Wish Upon, comincia a essere un’attrice in vista nell’horror. Quest'ultimo lo vedremo nelle nostre sale il 17 maggio 2018.

Lo scandalo Weinstein ha riverberato anche su Dimension Films, e The Polaroid, completato da tempo, è nel limbo. Diretto dal debuttante Lars Klevberg, narra di una macchina fotografica in grado di condannare alla morte chiunque sia presente nelle istantanee che scatta.
Sembra un’operazione un po’ retro, che richiama i tempi dei j-horror che guardavano con timore a ogni marchingegno, elettronico o meno, e il trailer non dice nulla di speciale, ma ormai è girato e post-prodotto, fatelo uscire e caviamoci questo dente.

Un fotogramma dal film Polaroid

Non posso dirmi un grande appassionato di Bigfoot, ma questo Primal Rage, in arrivo il 26 gennaio negli USA, è stato accolto tutto sommato bene dalla critica e segna l’esordio alla regia di Patrick Magee, che ha lavorato come effettista e addetto make up a un sacco di titoli di varia grandezza e importanza. È lecito aspettarsi un titolo magari debole nello script ma efficace nella rappresentazione grafica del mito, lo scopriremo fra poche settimane.

Elvezio, ti sei fritto quel poco di cervello che ti rimane? Metti The New Mutants in un elenco di horror?
Lo so, lo so, ma il regista, Josh Boone, ha dichiarato in più interviste che si tratta di un film molto più oscuro e tenebroso rispetto alla media “fantascientifica” del resto dei mutanti, e il tutto è tratto dalla run del maestro Bill Sienkiewicz, che provocava paura e schizofrenia.
In più il trailer non è male per un prodotto major e il cast è un enorme punto di forza, piacione il giusto: raduna sia Anya Taylor-Joy (The Witch) che Charlie Heaton (Stranger Things), accontenta tutti.
Il regista, infine, sta già guardando alla pre-produzione di The Talisman (sì, quello di King e Straub) e pare quindi credibile. Insomma, non sarà proprio il concetto di orrore che preferisco, ma The New Mutants mi pare destinato a un discreto successo. 13 aprile per le sale americane.

Le produzioni Blumhouse sono sempre una scommessa, vedremo il 27 aprile come andrà a finire con Truth or Dare, storia di una studentessa americana in vacanza in Messico (Lucy Hale) che, dopo aver giocato alla sfida che fornisce il titolo del film (ha un nome in italiano? Obbligo o verità?) finisce in guai soprannaturali che la seguono fino a casa. Dirige Jeff Wadlow che è piaciuto a molti nella serie tv Bates Motel.

La sinossi di A Quiet Place per ora è tenuta in cassaforte, ma il titolo sta facendo discutere e viene segnalato da alcune testate fra i più attesi. Il merito è sicuramente nella presenza nel cast di due star di discreta grandezza quali Emily Blunt e suo marito John Krasinski, che per l’occasione si mette anche dietro la macchina da presa.
Preoccupa la sceneggiatura, visto che a scrivere troviamo Scott Beck e Bryan Woods, da tempo celebrati come nuovi talenti: il loro Nightlight (2015) è stato men che mediocre.
Il trailer rivela poco ma è interessante e riguarda una famiglia che cerca di vivere nel completo silenzio per timore di qualcosa che reagisce in maniera molto aggressiva a ogni tipo di rumore. Arriverà in Italia il 24 maggio col titolo Un posto tranquillo.

Un fotogramma dal film Un posto tranquillo

Anche Cadaver sembra far discutere più per gli attori coinvolti che per il soggetto o la regia: una ex poliziotta che ha avuto problemi con l’alcol (Shay Mitchell) lavora come guardia notturna in un ospedale nel quale si manifesterà una forza maligna, presente in un cadavere. Ad aiutarla a combattere il Male troviamo un’indomita infermiera, interpretata da Stana Katic.
Dirige l’olandese Diederik Van Rooijen su uno script di Brian Steve, che in precedenza ha firmato “pietre miliari” quali Boogeyman 2 e 3. Appuntamento il 24 agosto.

Abruptio si presenta come uno degli horror (ma l’appartenenza al genere può essere discutibile) più originali del 2018, non tanto per la trama quanto per il metodo d’attuazione.
Les Hackel (James Marsters di Buffy), che già non è un ragazzo che se la cava alla grande, si sveglia con una bomba nel collo.
Dovrà compiere crimini di vario tipo mentre tenta di scoprire chi lo sta manipolando.
Presenti nel “cast” anche Robert Englund (Nightmare), Sid Haig (La casa dei 1000 corpi) e Jordan Peele (Scappa: Get Out): cast l’ho scritto fra virgolette perché il film è realizzato con pupazzi in lattice a grandezza naturale.
Scrive e dirige Evan Marlowe, già autore di alcuni cortometraggi parecchio intriganti e dell’imperfetto ma interessante Horror House del 2012. Gran bel poster.

Rispunta Eli Roth con un progetto che, sulla carta, non sembra molto adatto a lui, e forse proprio per questo potrebbe spuntare qualcosa di interessante. Roth ha diretto The House With a Clock In Its Walls su sceneggiatura di Eric Kripke (Supernatural): si tratta del primo romanzo, uscito nel 1973, di quella che possiamo definire una serie di gotico per bambini, scritta da John Bellairs e memorabile, più che altro, per le illustrazioni di Edward Gorey.

Un bambino di dieci anni si trasferisce dallo zio e cominciano ad accadere strambe cose: scoprirà che il parente è un mago e che anche i vicini praticano arti occulte. Cast di rilievo, con Cate Blanchett, Kyle MacLachlan, Renee Elise Goldsberry e anche Jack Black. È un po’ come affidare Bambi a Tobe Hooper, ma ok, vedremo verso fine settembre.

Mentre di molti dei titoli dei quali vi ho parlato fino a questo punto so più o meno cosa aspettarmi, con Winchester (The House That Ghosts Built) è più difficile.
Da un lato c’è il materiale d’origine, che è affascinante e riguarda la storia della casa di Sarah Winchester, l’erede di una fortuna costruita sulle armi (il famoso fucile), reputata una delle magioni più infestate della storia.
Questa signora (interpretata dalla sempre brava Helen Mirren) pensava che la sua casa fosse posseduta dalle anime di tutte le persone uccise dalle armi fabbricate da papà e continuò ad aggiungere stanze, corridoi e altro alla sua casa, che rimase in sostanza un’opera in fieri fino al momento della sua morte.
Su quest’ottima base si innestano però i tremendi fratelli Spierig, che non riescono a combinarne mezza in carriera: prima quel pasticcio glamour di Daybreakers, quindi Predestination e ultimamente Saw Legacy.
Temo che rovineranno anche questo materiale e sarà un gran peccato, ma spero di avere torto marcio.
Il film esce in USA il 23 febbraio, arriverà anche in Italia col titolo La Vedova Winchester l’8 febbraio 2018.

Un fotogramma dal film La Vedova Winchester

Sono alte le aspettative di parecchi appassionati per quanto riguarda Annientamento (Annihilation), vuoi per la presenza di Alex Garland in cabina di regia (e alla sceneggiatura), vuoi perché è tratto da un best seller del talentuoso Jeff VanderMeer, il primo della sua Trilogia dell'Area X. Annientamento narra di una spedizione di quattro studiose e scienziate all'interno dell'Area X, una zona degli Stati Uniti nella quale non vigono le comuni leggi e la natura si è trasformata in qualcosa di alieno e molto pericoloso.

Cast di buon livello con, fra gli altri Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh, Oscar Isaac, Tessa Thompson e Gina Rodriguez. Anche in questo caso, come per altri film trattati in questo articolo, è difficile immaginare il tasso di horror presente nell'opera, e come sarà miscelato o bilanciato con gli elementi fantascientifici, drammatici, thriller e weird presenti nella fonte letteraria. Lo scopriremo presto, il 22 febbraio 2018 nelle sale italiane.

Un fotogramma dal film Annientamento

L'8 marzo 2018, data in qualche modo simbolica visto il contenuto del film, vedremo sugli schermi nostrani anche Muse, una co-produzione di Spagna, Francia, Belgio e Irlanda per la regia di Jaume Balagueró, che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Fernando Navarro.

La trama segue Samuel Solomon, professore di letteratura che, a causa della perdita della sua amata in un tragico incidente, non lavora più da ormai un anno ed è perseguitato da un incubo ricorrente, che riguarda una donna sacrificata in un misterioso rituale. Quando il corpo di quella donna viene ritrovato così come lo aveva sognato, Salomon si interesserà al crimine e conoscerà Rachel, che ha avuto il suo stesso sogno.
Insieme i due entreranno nel misterioso mondo delle Muse.

Da segnalare la presenza di Franka Potente e Joanne Whalley nel cast. Jaume Balagueró ha alternato prove eccellenti ad altre meno convincenti, speriamo di trovarlo in forma in questo Muse.

Slumber: Il demone del sonno sarà disponibile nei cinema italiani a partire dal 5 aprile 2018.
Il film è diretto dall'esordiente Jonathan Hopkins su una sceneggiatura che ha scritto insieme a Richard Hobley, anche lui alla sua prima prova. Presenti nel cast Sylvester McCoy e Maggie Q, che veste i panni di Alice Arnolds, dottoressa specializzata in disturbi del sonno, che ha scelto questa carriera in quanto da piccola ha perso il fratello proprio a causa di qualcosa di misto fra la paralisi nel sonno e qualche elemento più soprannaturale. Quando Alice comincerà a curare una famiglia di quattro persone che sembrano soffrire tutte dello stesso disturbo, inizierà ad avere anche lei incubi terrificanti.

Il sottoscritto ha ri-iniziato ad avere alcune occasioni di paralisi nel sonno (sleep paralysis) e ho sentimenti contrastanti al riguardo: da un lato è una esperienza in qualche modo esilarante e unica per un appassionato di horror, dall'altro lato posso tranquillamente affermare di non aver mai provato in vita mia nulla di più terrificante, non riesco nemmeno a spiegare a parole la profondità del terrore mortale che si prova.

Un fotogramma dal film Slumber: Il demone del sonno

Il 19 aprile 2018 vedremo sui nostri grandi schermi una produzione inglese, Ghost Stories, scritta e diretta da Jeremy Dyson e Andy Nyman, entrambi all'esordio su un lungometraggio cinematografico. Il film, come potete immaginare dal titolo, riguarda appunto più di una storia di fantasmi, tre per l'esattezza, con la cornice-spunto di Phillip Goodman, docente di psicologia ultrascettico che vedrà le sue convinzioni razionali seriamente minate dall'arrivo di documentazione riguardante tre casi legati a fenomeni soprannaturali.
Fra gli attori sono presenti Martin Freeman e Alex Lawther.

Something in the Dark è uno degli horror che attendo con maggiore curiosità, più per le idee di fondo che, per quel che posso valutare dal trailer, per la realizzazione delle stesse. Una donna (Sophie Turner) torna a vedere grazie all'aiuto di un paio di strani occhiali, ma scopre che oltre a vedere i vivi riesce a scorgere anche i fantasmi e, tanto per complicare le cose, non distingue gli uni dagli altri.
Aggiungete anche il fatto che qualche tipo di oscura entità comincia a prendersela con lei e che l’intero film, debutto di Steven Aguilera a scrittura e direzione, è privo di dialogo, e otterrete un qualcosa di potenzialmente molto, molto interessante.
Verificheremo dal 15 ottobre.

Un fotogramma dal film Something in the Dark

Dennis Iliadis non aveva convinto quasi nessuno con il suo remake de L’ultima casa a sinistra nel 2009, ma è pronto a tornare all’horror con Delirium, che vede nuovamente allo script Adam Alleca e che segue i guai e problemi di un uomo che, uscito recentemente da un istituto psichiatrico, eredita la casa dei genitori, casa probabilmente infestata.
Sono trame così generiche, dejà vu e dozzinali che verrebbe da mettere questi film nella sezione remake…

Ridendo e scherzando Jennifer Lynch ha già accumulato più di trenta titoli come regista su IMDb.com: molti sono telefilm, ok, ma si tratta comunque di un buon curriculum e, pur non amando praticamente nulla di suo, la trovo molto più coraggiosa di tanti colleghi. Attendiamo quindi con curiosità il suo prossimo (12 ottobre in USA) Hellfest, ambientato in un luna park horror nel quale un maniaco comincia ad ammazzare sul serio le persone. Lo so, lo script non brilla in originalità, ma la produzione è robusta e spunta anche il nome di James Cameron.

Nicholas Pesce evidentemente non ama la vita facile e, per il suo debutto inglese dopo aver incuriosito molti (il sottoscritto compreso) con The Eyes of My Mother, sceglie di trasporre su grande schermo un romanzo di Murakami Ryūnosuke, Piercing, il cui protagonista, che vorrebbe pugnalare a morte suo figlio, sceglie di deviare il desiderio su una prostituta, non aspettandosi che la stessa avrà qualche sorpresa in cantiere. Le parti principali sono state affidate a Christopher Abbott (It Comes At Night) e Mia Wasikowska. Pesce potrebbe dirigere anche il remake di The Grudge per la Ghost House di Sam Raimi, che recentemente è parsa più in forma del solito.

Un fotogramma dal film Piercing

I fan di J. J. Abrams e della sua Bad Robot troveranno pane per i loro denti a fine ottobre con Overlord, un horror ambientato verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. Scrivono Billy Ray e Mark L. Smith per la regia di Julius Avery, che ha debuttato con (se non l'avete ancora visto recuperatelo, vale la pena) il fulminante Son of a Gun.
La trama? Paracadutisti a stelle e strisce finiscono dietro le linee nazi, in un villaggio che serberà più di una sorpresa.


Buon 2018 a tutti

Chiudo ringraziandovi per la pazienza e l’attenzione e dandovi appuntamento a fra qualche settimana per cercare di trarre un bilancio di questo 2017 horror.

Nel frattempo vi ricordo ancora una volta che i titoli elencati sono solo la punta dell’iceberg horror 2018: ho già ora una settantina di altri film che mi sono segnato ma che, per un motivo o per l’altro, ho deciso di non includere in questo post.

Molti sono titoli non USA, tanti altri sono pellicole indie e confido che proprio in questo gruppo di “tralasciati” troveremo le sorprese più interessanti. Spero comunque di aver fornito una checklist minima per i mesi a venire, che possa esservi di qualche utilità.

Stay horror.


Calendario uscite cinema italiani horror 2018

Gennaio
The Midnight Man - 11 gennaio 2018
Insidious 4: L'ultima chiave - 18 gennaio 2018

Febbraio
La particella di Dio - 01 febbraio 2018
La vedova Winchester - 08 febbraio 2018
Annientamento - 22 febbraio 2018

Marzo
Muse - 08 marzo 2018

Aprile
Slumber: Il demone del sonno - 05 aprile 2018
Ghost Stories - 19 aprile 2018
The Killing of a Sacred Deer - 25 aprile 2018

Maggio
Slender Man - 17 maggio 2018

Giugno
nessun film ancora programmato

Luglio
nessun film ancora programmato

Agosto
nessun film ancora programmato

Settembre
nessun film ancora programmato

Ottobre
nessun film ancora programmato

Novembre
nessun film ancora programmato

Dicembre
nessun film ancora programmato



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Film horror 2018: tutti i più importanti in uscita nell'anno
Articolo scritto da: Elvezio Sciallis
Pubblicato il 24/12/2017
Fonte: LaTelaNera.com

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