Film > Recensioni > La Casa del Diavolo

La Casa del Diavolo

La Casa del Diavolo: visiona la scheda del film

La Casa del Diavolo: leggi la trama del film

La Casa del Diavolo
(The Devil's Rejects)

Nazione:
USA

Anno:
2005

Regia:
Rob Zombie

Interpreti:
Sid Haig, Bill Moseley, Sheri Moon Zombie



Intrappolati fra inesorabili e generalmente mediocri remake e assediati dalle spietate truppe dei teen slahers, alcuni horror fans attendevano con impazienza La Casa del Diavolo (The Devil's Rejects), la seconda prova di Rob Zombie, certi che il metallaro dell’orrore non avrebbe deluso le aspettative.

Reduce da un esordio, La Casa dei 1000 Corpi, che brillava nel mediocre mare delle pellicole di genere il filmaker statunitense aveva tutte le carte in regola per essere definitivamente consacrato quale alfiere del terrore più oltranzista.

E invece tocca parlare di una pellicola appena sopra la sufficienza, incerta sulla direzione da prendere, soffocata da omaggi e citazioni ma incapace di scintillare di luce propria. Non è certo una bocciatura tout court ma chi si aspettava un upgrade di House of 1000 corpses si troverà costretto a rimandare il buon e sempre entusiasta Zombie agli esami di settembre. Sarà davvero il suo terzo film a chiarire e spiegare quale percorso evolutivo e creativo voglia intraprendere questo regista.

La casa del Diavolo resta probabilmente vittima di alcuni guasti di produzione con un Rob Zombie fin troppo frettoloso nel girare un sequel che potesse cogliere l’onda lunga del successo del suo primo film e la fretta, si sa, non è certo amica delle buone sceneggiature. L’artista si lascia affascinare dai peana di critici e pubblico e cade nel fatale errore di prendersi troppo sul serio: scompare tutto quel fantastico humor nero e quella ricerca dell’eccesso che avevano caratterizzato così bene e potentemente House of 1000 corpses.

Via le maschere, via il gore, attenuati i colori forti e gli spruzzi di sangue, evaporati nel nulla il Dr. Satana e il suo delirante labirinto di cunicoli sotterranei, asciugati i personaggi da ogni possibile carica sovversiva e dissidente, al filmaker non rimane altra scelta che imbroccare la polverosa strada di un road movie traballante, in grado di entusiasmare solo a tratti (quelli, per forza di cose, maggiormente legati all’episodio precedente).

Scomparso il killing joke, svanita la risata che vi seppellirà, Zombie mette in scena una poderosa galleria di volti noti dell’horror mostrando di essere un regista tecnicamente preparato ma letteralmente incapace a dirigere gli attori, alcuni dei quali, notando la cosa, procedono con gusto a rubare ogni istante di scena possibile, riducendo la pellicola a un insostenibile collage di dialoghi buoni solo per il cinefilo più supponente che sarà in grado di citarvi a memoria i vari film interpretati da Tizio e Sempronio.

La trama di La casa del Diavolo svolta per i sentieri più prevedibili e scontati (si raggiunge il culmine con il tradimento di chi si riteneva amico) e se in tempi di ostelli sanguinolenti e colline occhieggianti (Hostel e The Hills Have Eyes) diventa difficile competere sul piano delle torture e del sangue, Zombie non ci prova nemmeno limitandosi a qualche sporadico geyser emoglobinico di pura routine e a qualche istante di sadismo che, privato dell’ironia e dell’allucinazione, finisce per giocare nel triste e problematico campo del voyeurismo fine a se stesso.

Il potenziale insito nelle scorribande dei tre pazzi in giro per gli Stati Uniti viene imperdonabilmente diluito e non ci resta altro che dimenticare qualche sbadiglio di troppo ricordando invece quel che Zombie sa fare bene: rimangono ancora alcune linee di dialogo brillante e politicamente poco corretto, la colonna sonora è come al solito strepitosa, le grazie di Sheri Moon sono inquadrate con maggiore attenzione rispetto al primo episodio e i personaggi in generale, giocoforza, riescono a reggere le sorti della pellicola interamente sulle loro spalle.

Il tempo ci svelerà le reali capacità di questo regista e chi vi scrive, nonostante la prova opaca offerta in questa occasione, continua a indicare in Rob Zombie una delle migliori promesse per l’horror a venire. Ma Dal tramonto all’alba e Natural Born Killers rimangono, in questo caso, modelli assai distanti e inarrivabili.


Recensione scritta da Elvezio Sciallis
Pubblicata il 12/11/2007

Film con zombie: i migliori

Favole Horror: le fiabe che fan paura da morire

La classifica dei 10 serial killer più famosi

Simboli Esoterici: significato, origini e uso

Film con vampiri: i migliori

Misteri e storie incredibili

Le più spaventose leggende metropolitane

Libri gialli, neri e fantastici

I 10 animali più velenosi al mondo

Tutto sulla festa di Halloween del 31 ottobre

Il malato mondo dei serial killer

I peggiori disastri della storia umana

Disclaimer e Diritti | Recapiti e Contatti | Domande & Risposte | Collaborare con noi | Supportaci