Recensione
Le Colline hanno gli Occhi

Le Colline hanno gli Occhi: visiona la scheda del film Stare anche solo a elencarvi semplicemente i titoli dei remake horror in cantiere in questo momento (2006) a Hollywood occuperebbe almeno una trentina di righe.

Né, d’altro canto, parlando di questo Le Colline hanno gli Occhi sarebbe in qualche modo utile lanciare l’ennesima crociata contro la moda dei rifacimenti o, come accortamente stanno facendo da tempo i maggiori magazine del settore, cominciare a parlarne aprioristicamente bene. Il concetto di remake è antico più o meno quanto la storia del cinema e il genere horror è particolarmente uso a questa prassi, con risultati quanto meno altalenanti ma, alcune volte, davvero necessari alla sua storia.

Alexandre Aja (Alta tensione) prende il classico Le Colline hanno gli Occhi (The Hills have Eyes) di Wes Craven e lo rivisita con alcuni intenti e riferimenti ben precisi: in più di una intervista il regista francese aveva dichiarato di voler usare Un tranquillo week end di paura e Cane di paglia come ulteriori filtri per inquadrare la vicenda di questa famiglia americana sperduta e massacrata nel deserto. Ma se del primo risulta infine latitante o fin troppo diluita la dialettica uomo/natura-ostile, del secondo il percorso di bestializzazione e vendetta del pavido individuo razionale è gestito in maniera didascalica e sbrigativa.

Meglio allora spostare l’attenzione, come in (ri-)uso da qualche tempo a questa parte, sul versante del gore e del sadismo, giocando una gara, nei confronti del predecessore che, perlomeno sul piano del make up, della gestione delle location (sia dal punto di vista fotografico che scenografico) e del tasso di emoglobina e violenza viene senz’altro vinta a mani basse.

Aja e Grégory Levasseur, insieme al direttore della fotografia Maxime Alexandre (Catacombs - Il mondo dei morti, -2 - Livello del Terrore, La città verrà distrutta all'alba, Silent Hill: Revelation 3D), filmano interni luridi e morbosi e la “falsa” città usata durante i test nucleari, con i suoi manichini e i mostruosi abitanti è un setting straniante e davvero notevole. Così come notevole, seppur fin troppo colorita, è la galleria di personaggi da freak show che Berger e Nicotero mettono in gioco durante i 107 minuti finendo con il caratterizzare i vari mostri più per il loro aspetto che per il loro comportamento.

I fan dello splatter e del gore avranno pane per i loro denti e l’abilità tecnica e il talento narrativo di Aja (seppur in tragica involuzione rispetto al brillante esordio) fanno comunque brillare questo remake in mezzo al piattume generale. Si distingue anche il cast, finalmente lontano dagli urletti monotoni dei teen actors e in grado di sorprendere con alcuni caratteristi che forniscono ottime prestazioni.

In questo Le Colline hanno gli Occhi permane purtroppo l’impressione di trovarsi di fronte a un giocattolino bello quanto si vuole ma che non riesce a oltrepassare il mero dato grafico e tecnico: il sottotesto delle malformazioni causate dagli esperimenti nucleari è insieme urlato (fin troppe volte e a più ripese durante il film, come se lo spettatore medio non fosse in grado mdi capire fin dalle prime immagini di apertura) e banalizzato mentre scompaiono tutti gli elementi sociali che erano così forti in Craven, a partire da quel contrasto famiglia contro famiglia fino al netto scontro civiltà/wilderness.

Nel remake di Aja da un lato non riusciamo a comprendere dinamiche e ruoli all’interno del gruppo dei mostri e dall’altro canto la scelta di farli vivere dentro una città vera e propria (nel film del ‘77 stavano dentro le caverne) induce una sensazione di scimmiottamento più che di reale alternativa o contrapposizione.

Rimane però da sottolineare che ci troviamo di fronte a un signor regista (e ben accogliamo la notizia che il suo prossimo lavoro, Riflessi di paura, sarà basato su una sceneggiatura originale incentrata su un orrore più “soprannaturale”) e che, a poche settimane dall’uscita del remake di The Fog, questo film è comunque una boccata d’aria. E di sangue.

Le colline hanno gli occhi anno 2006: occasione mancata e segno ulteriore dei tempi che corrono. Rimaniamo in attesa della fine di questa ondata di new new horror, sperando in una crisi (si, avete letto bene) che possa operare un minimo di selezione e rinforzare i talenti nascenti.


Titolo: Le Colline hanno gli Occhi
Titolo originale: The Hills have Eyes
Nazione: USA
Anno: 2006
Regia: Alexandre Aja
Interpreti: Aaron Stanford, Vinessa Shaw, Kathleen Quinlan, Laura Ortiz, Michael Bailey Smith, Dan Byrd

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Recensione del film Le Colline hanno gli Occhi
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 21/04/2006

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