Recensione
Half Light

Half Light: visiona la scheda del film I miei amici più saggi (da leggersi: tutti i miei amici) mi hanno da sempre spiegato che ci sono aspetti positivi persino nella più cupa e profonda delle desolazioni. L’attuale proliferazione di remake e sequel, di film ricchi di scene di violenza e tortura sembrava svolgere almeno un ruolo assai benefico nell’impedire la diffusione d’altri due o tre sottogeneri che ci avevano ammorbato le pupille negli ultimi anni. Finalmente scomparse le deliranti pellicole “poliziotta contro serial killer” e sensibilmente diminuiti anche i teen slashers cloni di Scream - Chi urla muore ma, meglio ancora, totalmente svanito un genere di pellicola nefando che non saprei come chiamare se non con “sola contro tutti”.

In questo tipo di pellicola abbiamo una giovane donna che ha tutto: casa stupenda, famiglia felice, lavoro soddisfacente, soldini a palate, marito bello e merendine del Mulino Bianco in tavola mattina e sera. Dopo dieci minuti di melassa presentativa entra in scena il TRAUMA che porta scempio e rovina in questo quadro sereno. Lei, a partire da questo evento, non riesce più a recuperare e perde progressivamente contatto con la realtà, alle volte vede anche dei fantasmi, nessuno le crede, amici e famiglia progressivamente l’abbandonano, incapaci di confrontarsi con la sua apparente follia. Si tratterà davvero di pazzia? Esistono davvero quei fantasmi? Qualcuno congiura contro la donna?

Pensavamo, dicevo, di esserci liberati di sonniferi del genere, che seguivano un andamento prevedibile in ogni minima svolta fino al momento del riscatto finale da parte di una donna che trovava ancora energie e motivazioni per riprendersi la vita che forze maligne intendevano rubarle.

Invece, quando meno te lo aspetti, ecco che la Lakeshore in combutta con il carneade australiano Craig Rosenberg decide di girare in Inghilterra, Galles e Irlanda con attori statunitensi (viviamo in tempi di globalizzazione, d’altronde…) l’ennesimo clone di questo tipo di vicenda.

La ricetta è quella consueta: splendide location fotografate con luci da pubblicità alpitour (un Ashley Rowe di routine), interni curatissimi, una star femminile (Demi Moore) bisognosa di rilancio pronta a giurare che la vita comincia a quarant’anni, un totem angosciante che incomba sulla scena (questa volta tocca al faro della morte) e l’eterogenea ma altrettanto banale folla di personaggi di contorno. Mischiate il tutto, aggiungete qualche scena vagamente inquietante (andiamo, i messaggi dall’oltretomba arrivano tramite giocattolini a pile e quelle lavagnette da bimbo con la sabbia grigia!), un concitato finale e avrete la vostra pellicola media pronta a fare incassi medi per poi vivacchiare su dvd per una stagione o due di svogliati e indecisi noleggi.

Half Light è un film che sembra uscito direttamente dai corsi di sceneggiatura con le sue puntualissime svolte di trama e i momenti di tensione drammatica distribuiti con precisa e robotica precisione lungo tutta la durata abusando di luoghi comuni (“Ho appena parlato con Tizio” e tutta la folla ammutolisce: “Non puoi averlo fatto! Tizio…. È morto tot anni fa!!!”) o scopiazzature da altri film (le lettere magnetiche sul frigo sono prese di peso dal recentissimo Amityville Horror…) senza mai accennare a un guizzo originale o a una sterzata imprevista.

Co-protagonisti insopportabili (il vecchio marinaio, la strega/bambolaia del villaggio pazza ma saggia, il giovane solitario e romantico…) e una colonna sonora invadente e pronta a sottolineare a sproposito vari momenti del film piantano ulteriori chiodi nella bara che non ospiterà mai troppo presto questa pellicola inutile, nata con almeno dieci anni di ritardo.

Brutto ritorno a un ruolo di protagonista per Demi Moore, dopo sei anni di pausa passati probabilmente a conoscere meglio il suo giovane marito (potete ammirarne le brillanti capacità nel programma Punk’d di MTV, di cui Ashton Kutcher è conduttore). L’attrice dimostra che palestra e silicone possono davvero fare miracoli e regala una prova tutto sommato adeguata sebbene basata su una sola corda espressiva. Il tempo, benigno con il resto del suo corpo, ha ulteriormente indurito la sua già proverbiale mascella, ora legnosa al limite del sopportabile.

Problemi durante la lavorazione del film con i soliti yankee che hanno invaso un’isola sacra per la popolazione locale (l’isola di Llanddwyn) per girare il loro film lasciandosi dietro una scia di lattine di birra vuote e altra spazzatura: le divinità si sono vendicate evocando tempeste e venti fortissimi che hanno ripetutamente causato problemi sul set giungendo anche a distruggerlo in un’occasione e bloccando l’arrogante produzione.


Titolo: Half Light
Titolo originale: Half Light
Nazione: Germania, Gran Bretagna
Anno: 2006
Regia: Craig Rosenberg
Interpreti: Demi Moore, Henry Ian Cusick, Therese Bradley, James Cosmo, Ellie Davis, Polly Frame

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Recensione del film Half Light
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 15/06/2006

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