Recensione
Lasciami Entrare

Lasciami Entrare: visiona la scheda del film Lasciami entrare (Låt den rätte komma in) è l’ennesimo gioiellino, questa volta svedese, che ci induce a sperare in un horror finalmente slegato da ogni dittatura del reparto marketing.

Non è facile sfuggire da una certa visione horror, imposta a tutto il mondo in virtù di uno strapotere produttivo, distributivo e propagandistico che fino a questo punto non ha conosciuto pari, ma sempre più velocemente e con sempre maggiore consistenza e qualità ci stiamo liberando, at last, della monolitica sintassi hollywoodiana e il quadro generale diventa sempre più variegato.

Il film, dstribuito in USA col titolo Let the Right One In, è un esempio dello straordinario potere del non visto, del lasciato tra le righe, del fuori scena.
Ovvero di caricare molto sulle spalle e sulla fantasia di chi guarda, fantasia che, se minimamente dotati, sarà sempre superiore alle possibilità di qualsiasi regista o scrittore. Questo il duo formato da Tomas Alfredson (regia) e John Ajvide Lindqvist (sceneggiatura da un suo romanzo originale) lo sa bene e allestisce con cura del particolare una serie di quadri gelidi e statici che dobbiamo riempire, completare con le nostre speculazioni e immaginazioni.

In uscita più o meno nello stesso periodo di Twilight, Lasciami entrare obbliga a un confronto per nulla campato in aria fra due modi così radicalmente differenti di affrontare temi importanti come l'adolescenza, il cosiddetto “coming of age”, le relazioni fra coetanei, l’amore e, perché no, il vampirismo. Si tratta in definitiva dello stesso iato che separa la società americana da quella europea e da un simile confronto il romanzetto nazionalpopolare di Stephenie Meyer ne esce con le ossa a pezzi a ogni possibile livello.

Non c’è nulla di urlato qui, ci sono solo due fuori-casta che, con diverse motivazioni, si cercano e infine si trovano superando barriere un po' più consistenti del vestitino da indossare la sera o del brutto voto a scuola. I dialoghi sono laconici ma spesso memorabili e la scoperta della sessualità è fatta attraverso poche domande che arrivano dritto al cuore della faccenda (compreso un momento di montaggio fantastico che rivela così tanto con così poco).

Se Twilight sguazza nello stigeo pantano di Moccia e derivati, Lasciami entrare riesce, senza nessun clamore, a forzare un dodicenne e una vampirella sua coetanea (“più o meno”, come dice lei a un certo punto, quando le viene chiesto se ha dodici anni) dentro un gioco da moglie del soldato che è un ottimo manifesto di accettazione del diverso.

Non mancano, come è giusto, i momenti horror, sia sul piano dell'azione (gli attacchi di Eli, il suo sordo brontolare, le reazioni degli animali, la fantastica scena della piscina) sia sul piano delle “regole” che definiscono (sempre meno, mi pare) questo archetipo. Eli si nutre di sangue umano, non può resistere alla luce del sole, vola e ha una forza sovraumana, il suo morso uccide o, se non completo, infetta e, come da titolo, non può entrare nelle case se non è invitata a farlo.

Ma, di nuovo, tutto questo non è mai urlato e sono dettagli spesso accettati da Oskar con un semplice cenno, come se tutto questo fosse più o meno normale.
Giocoforza, le rare scene in cui queste caratteristiche vengono invece urlate ci sorprendono per l’impatto, proprio in virtù della loro rarità e la morte della donna infetta nel letto d’ospedale arriva più o meno letteralmente come un fulmine a ciel sereno.

Regista e sceneggiatore compiono il miracolo di mettere in scena due ragazzini che non hanno nulla di accattivante, che non dicono frasi fighe per guadagnarsi la nostra simpatia, che spesso commettono deliberati atti di malvagità (Eli è una predatrice totalmente indiscriminata e uccide a caso, non “chi se lo merita”, per fortuna), insomma, due perdenti e noi ci ritroviamo, lentamente, a tifare sempre più per loro, a investire emozioni e aspettative, che è una delle cose più belle che possano accadere con la narrazione, di ogni tipo essa sia.

Non tutto fila alla perfezione nel film, è ovvio, ma sono i pochi difetti presenti erano "inevitabili" e non inficiano la resa del film, che rimane uno dei titoli più solidi per la stagione a venire e grande lezione anche a livello di dettagli di regia: molti autori che bruciano vagonate di soldi per far vedere la vampira in latex di turno fare i salti mortali e le mosse ninja dovrebbero studiare a memoria tutti i momenti in cui Tomas Alfredson mette in evidenza la natura vampirica di Eli con pochi, accortissimi trucchi di montaggio o di ripresa.

Ottime le prove dei due ragazzini, di buon livello tutto il reparto tecnico con menzione particolare per i pastosi neri notturni e i gelidi bianchi diurni di Hoyte Van Hoytema , mentre la colonna sonora è a tratti un tantino banale ed enfatica.

Lasciami Entrare: da vedere e rivedere, sperando in un doppiaggio italiano una volta tanto non farsesco.


Titolo: Lasciami Entrare
Titolo originale: Låt den rätte komma in
Nazione: Svezia
Anno: 2008
Regia: Tomas Alfredson
Interpreti: Kåre Hedebrant, Lina Leandersson, Per Ragnar, Henrik Dahl, Karin Bergquist, Peter Carlberg, Ika Nord, Mikael Rahm, Karl-Robert Lindgren, Anders Peedu, Pale Olofsson

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Recensione del film Lasciami Entrare
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 07/01/2009

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