Recensione
Shelter: Identità Paranormali

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Shelter: Identità Paranormali
(Shelter)

Nazione:
USA

Anno:
2010

Regia:
Mans Marlind, Bjorn Stein

Interpreti:
Julianne Moore, Jonathan Rhys Myers, Jeffrey DeMunn, Frances Conroy, Brooklynn Proulx, Nathan Corddry, KatiAna Davis, Michael Graves



Shelter: Identità Paranormali è una pellicola che oscilla tra il thiriller, l’horror e il soprannaturale, diretto dal duo svedese Mans Marlind e Bjorn Stein, noti al grande pubblico per aver sempre insieme firmato la regia di Storm (2005) e Underworld 4: Il Risveglio (2012), quarto capitolo della saga.

La trama è abbastanza interessante. Una psichiatra forense, con sulle spalle il trauma di aver assistito al brutale assassinio del marito, viene coinvolta dal padre, anch’esso psichiatra, nel caso di un giovane paziente che manifesta delle personalità multiple.

Affossata dalla depressione per ciò che ha vissuto e appesantita dal dover provvedere da sola alla figlia, la donna ritrova la curiosità della sua professione quando si rende conto che ciò che affligge l’uomo è qualcosa di mai incontrato prima. Scavando nelle differenti personalità e nelle storie raccontate, scopre presto che queste riconducono tutte a casi di omicidio.

Le sue indagini portano la dottoressa a un’antica leggenda narrata nella regione dei boschi, dove la componente magica e satanica vive ancora tra le popolazioni locali. La storia in cui s’imbatterà farà vacillare le sue credenze religiose e metterà a repentaglio la vita della sua famiglia.

Distribuito in Italia da Moviemax, porta la firma in sceneggiatura di Michael Cooney (cosa strana visto che i registi sono anche gli sceneggiatori che hanno firmate le altre due pellicole da loro dirette).

Devo ammettere che anche se alla base di Shelter: Identità Paranormali alla fine c’è la superstizione religiosa e una forma di paranormale a essa legata, il film riesce bene a non svelare queste sue carte fin dall’inizio, non risultando quindi scontato. La curiosità che trasmette riesce a intrigare bene lo spettatore, pur restando su una narrazione piuttosto lenta che a tratti forse risulta un filo pesante.

Personalmente avrei preferito assistere a uno sviluppo di trama legato sì al paranormal thriller, ma epurato dell’aspetto religioso, sfumatura a mio parere abusata e facilistica. Un intreccio più a doppio filo coi singoli casi di omicidio delle personalità, che alla fine convergesse in una particolarità, anche paranormale appunto, che li accomunava.

Importante, per questo genere di pellicole, che gli attori siano bene in parte, cosa che qui accade alla perfezione.

Particolare da apprezzare, un tipo di fotografia che riconduce a un cinema di cassetta dei grandi classici dell’horror, sicuramente senza stonature con gli effetti speciali ma con una qualità visiva volutamente inferiore agli standard di High Definition che ci si aspetta dalle pellicole recenti.

La regia merita un più sul registro, per via del non esser invasiva e sempre molto funzionale alla narrazione, denotando quindi una compostezza e un certo occhio distaccato a dispetto di una direzione più soggettivistica e legata a movimenti di macchina repentini(metodologia parecchio in voga sul genere) che sul primo momento sicuramente colpiscono, ma che alla lunga finiscono per stancare lo spettatore.

Prova abbastanza nei ranghi da parte della protagonista Julianne Moore (Il Settimo Figlio, The Forgotten, Lo Sguardo di Satana: Carrie), che ormai sembra un po’ abbonata a certi ruoli. Degno di nota Jonathan Rhys Meyers (Octane, Match Point), attore poliedrico, che offre una buona interpretazione nella versatilità dei cambi di registro delle diverse personalità.

Mi ha fatto piacere ritrovare anche Jeffrey DeMunn (The Hitcher: La Lunga Strada della Paura, Christmast Evil) nei panni del padre/psichiatra, attore abituato a trame a tinte forti (come nella serie tv The Walking Dead).

Da segnalare anche Frances Conroy (The Seeker: The Dark is Rising) e Brooklynn Proulx (Piranha 3D).

Shelter è un film nato più per il mercato home video che per il grande schermo, da vedere senza troppe aspettative ma che di sicuro sarà adattissimo per riempire a dovere una serata divano&popcorn con relativa adeguata soddisfazione.


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Recensione del film Shelter: Identità Paranormali
Recensione scritta da:
Pubblicata il 16/01/2016

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