Recensione
Legion

Legion: visiona la scheda del film Solo Garth Ennis può venirmi a raccontare storie di scontri apocalittici in una piccola tavola calda/stazione di servizio spersa nel deserto (con Dennis Quaid e Paul Bettany come ultimi baluardi del genere umano) e sperare di farla franca, non certo Scott Stewart e il suo Legion.

Detto questo, dalle parti di Hollywood devono avere delle sveglie sataniche che ogni tot anni avvisano i produttori sul fatto che è possibile fare il remake/reboot/copia/plagio di qualche idea e questa volta purtroppo è capitato a L'Ultima Profezia (The Prophecy, 1995).

Ovviamente, (ri)partorito nel nuovo millennio, il concept prende ben altre direzioni e protagonisti, senza parlare del feeling generale.
L'Apocalisse 2010, assecondando il clima generale, ha toni da fast food, uno snack pop da masticare svogliati, annichiliti da una delle peggiori estetiche e iconografie mai viste su grande schermo.

Nel film il regista/sceneggiatore Stewart mette in piedi in cinque minuti un gruppo di personaggi dalle psicologie raffazzonate e approssimative: all'interno della tavola calda spersa nel deserto troviamo il solito manipolo di burattini definiti dal monotratto.
Ci sono la tipa incinta che sta con il tizio che la ama moltissimo nonostante il figlio sia di un altro; il padre amareggiato e deluso; la coppia in crisi con figlia problematica annessa; il nero delinquente ma buono che tenta di riconciliarsi col padre e così via: a nessuno è concesso essere "normale", bisogna avere almeno un superproblema o un supertrauma nella FantaHollywood dei corsi di sceneggiatura e persino il cuoco, non sapendo bene come tratteggiarlo, si ritrova con un braccio di metallo, tanto per dare personalità almeno fisica anche a lui.

Come non tifare per gli angeli che vogliono la fine di tale branco di scimmie?

Ovviamente le cose cominciano a girare male dentro il Bar alla Fine del Mondo: TV e radio non funzionano, per non parlare dei telefoni e delle nubi di mosche che si avvicinano all'orizzonte; una adorabile vecchietta comincia a vomitare brutte parole, arrampicarsi sul soffitto, mostrare una certa aggressività e così via.

Per fortuna che arriva Michele il Guerriero/Condottiero a mettere a posto le cose: picchia gli angeli minori, istruisce i nostri su come cavarsela e trova il tempo per spargere un po' di fiducia e speranza negli sfiduciati e disperati.
La conclusione, dopo l'ovvio e facile sacrificio delle pedine secondarie e l'inevitabile showdown fra Mick and Gabry, ve la potete facilmente immaginare.

Paragonare questa pellicola con The Prophecy è esercizio utile per cercare di comprendere la terribile degenerazione a livello estetico-morale che ha colpito Horrorwood nel corso degli anni. Laddove, pur all'interno di una ricerca di estrema leggibilità e vendibilità del prodotto, si cercavano situazioni ricche e con un minimo di complicazione sia a livello di schemi che di morale, qui viene preferito il facilissimo assedio dei Cattivi contro i Buoni, senza se e senza ma, tutti di facile identificazione per gesti e connotazione fisica.
Laddove si preferiva una estetica meno immediata e volgare qui ci ritroviamo invece con angeli centurioni che paiono gli scarti di lavorazione di qualche Sword and Sandal di troppo tempo fa e, infine, laddove c'era un minimo lavoro di scavo e informazione qui si preferisce rimanere così sul vago da far sembrare alcuni atteggiamenti più frutto del tiro di un dado che di qualche tipo di ragionamento.

Ecco allora che il film diventa esclusivamente funzionale alla messa in scena di alcuni quadretti e sequenze: la vecchietta zannuta e cattivissima, il Ragno Gelataio Urlante (interpretato da un Doug Jones che dovrebbe valutare con maggiore attenzione come proseguire la sua carriera, evitando il cul de sac dei ruoli da mimo), Gabriele armato di mazza rotante supertecnologica e ali-rasoio in puro Marvel Style, e poco altro.
Film come questo, con lo sfondo di qualche tipo di facile canzoncina metal, potrebbero essere rimontati in un videoclip di cinque minuti senza che qualità ed efficacia ne risentano.

Intrappolato fra estrema (e inappropriata) serietà e ipercitazionismo (Brivido, Carpenter e Romero, Dal tramonto all'alba, Feast e tantissimo altro ancora, senza trascurare il fastidioso particolare della cittadina che si chiama, sigh, Paradise Falls), vittima di scelte di cast quantomeno dubbie (Dennis Quaid ha rinunciato a recitare da quando Stone gli ha spaccato la schiena mentre faceva il quaterback, purtroppo) e afflitto da un grave caso di cattiva computergraficosi, Legion arranca verso l'insopportabile finale che vuole forse convincerci di quanto siano davvero misteriose (schizofreniche?) le Sue Vie.

Paul Bettany cerca di salvarsi dal disastro, sceglie la via del tipo duro, rude e sparatutto: minimizza comunque i danni ma è poca cosa a fronte di un film che proprio nei momenti in cui si dovrebbe schiacciare sull'acceleratore sceglie di parcheggiare l'azione e inebetirci con qualche filippica random che pare estratta di peso dalle pagine della posta di Gente, Chi o fogliacci simili.

Dati tecnici sotto la media tenuto conto dei 26 milioni di dollari buttati dentro questo pozzo, con la fotografia talpoide di John Lindley (che così bene aveva fatto in Mr Brooks e Reservation Road) che tutto ottunde e occulta.
Quando le sue scarse luci avranno finito con il rendervi ciechi ecco che ci penserà John Frizzell a farvi diventare sordi con i suoi scontati cori dell'Apocalisse.
Lento (e confuso quando sceglie di muoversi), verbosissimo e privo di atmosfera religiosa, senso d'assedio o atmosfera da fine del mondo, questo è prodotto spiegabile solo con la fregola, da parte di ogni casa di produzione, di avere almeno un titolo da fine del mondo in catalogo entro il 2012.

Legion: da evitare a ogni costo a meno che non vogliate farvi una scorpacciata dei tatuaggi e bicipiti del Bel Bettany ...


Recensione originale apparsa il 15/02/2010 su Malpertuis, il blog ufficiale di Elvezio Sciallis.


Titolo: Legion
Titolo originale: Legion
Nazione: USA
Anno: 2009
Regia: Scott Stewart
Interpreti: Paul Bettany, Tyrese Gibson, Jon Tenney, Dennis Quaid, Kate Walsh, Kevin Durand, Charles S. Dutton,Willa Holland, Lucas Black, Adrianne Palicki, Doug Jones

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Recensione del film Legion
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 16/02/2010

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