Recensione
Severance - Tagli al personale

Severance - Tagli al personale: visiona la scheda del film Avevamo già intravisto Christopher Smith all’opera in Creep - Il Chirurgo (e successivamente in Triangle e Black Death) ma nulla lasciava presagire l’enorme evoluzione di stile che il giovane filmaker britannico ha raggiunto con questo interessantissimo ibrido fra umorismo e horror.

Quando si cerca di mixare due generi così distanti fra loro il risultato è di solito un film in cui la parte ridanciana prende il sopravvento e occulta le scene più macabre, ma questo non è certo il caso di Severance - Tagli al personale (probabilmente spunterà in qualche sala italiana verso maggio) nel quale al tipico humor britannico (veicolato attraverso ottimi dialoghi e interpreti efficaci) si alternano momenti splatter/gore di rara tensione ed efficacia grafica in una alternanza che non suona mai falsa o meccanica.

Il lungometraggio si imbarca ben presto in un territorio a metà strada fra Un tranquillo week end di paura e una qualsiasi pellicola che proponga un gruppo di buoni contro i cattivoni buzzurri del bosco ma riesce, vuoi per la compostezza dello stile di Smith, vuoi per l’ottima fotografia pastosa di Ed Wild, vuoi per un livello medio di casting davvero alto, a mantenere alto l’interesse del pubblico fra risate, trappole mortali, musiche in totale contrasto con quanto mostrato on screen e ottimo ritmo complessivo.

I protagonisti, come spesso fortunatamente accade nei film europei, si discostano dalla media belloccia/imbecille delle produzioni statunitensi e persino la figura del drogato del gruppo è gestita con alcune soluzioni narrative invidiabili.

Vi ritroverete un istante prima a ridere per poi quasi vergognarvi e soffrire insieme al malcapitato di turno, il tutto fino a un climax che è la parte più debole del film e tende a risolvere la vicenda in modo un po’ troppo roboante, quasi in contrapposizione con gli efficacissimi minuti iniziali che mettono in fila due prostitute cadute in una trappola e un manager che finisce legato gambe all’aria prima che un coltellaccio compia il suo sanguinoso dovere.

Piccole gemme all’interno di un’opera già pregevole, i racconti che i vari protagonisti si scambiano nottetempo, ognuno filmato con stile drasticamente differente, dal bianco-e-nero espressionista al soft-porno con tanto di infermiere porcone fino al grezzume dei mondo-cannibal-movie.

Fra torte di dubbia provenienza, esperienze lisergiche, decapitazioni e altro ancora, Severance è l’ennesima riprova che, a fronte della grave crisi dell’horror statunitense, l’Europa (e l’Inghilterra in particolare) ha molto da dire e proporre per quanto concerne il nostro genere preferito.

Ottima colonna sonora e effetti speciali ben sopra la media visto il budget non molto alto.

Severance - Tagli al personale: visione raccomandata per ogni serio fan che voglia evadere dalla solita carrellata di remake e sequel.


Titolo: Severance - Tagli al personale
Titolo originale: Severance
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 2006
Regia: Christopher Smith
Interpreti: Laura Harris, Toby Stephens, Danny Dyer, Tim McInernney and Andy Nyman

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Recensione del film Severance - Tagli al personale
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 03/07/2007

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