Recensione
The Fog

The Fog: visiona la scheda del film Come si può creare un film horror come questo The Fog, che è diventato negli anni una pietra miliare del cinema horror, senza spendere cifre folli?

Semplice. Prendete un talentuoso regista - John carpenter - capace e concreto al punto giusto, magari che abbia già scritto e diretto due anni prima un capolavoro come Halloween - La Notte delle Streghe o pellicole di culto come Dark star e Assault on Precinct 13, una manciata di attori perlopiù scononosciuti ma affidabili (senza pericolose primedonne), un set di fotografie eccezionali e fortemente evocative, un mago degli effetti speciali come Rob Bottin (sarà arruolato in un altro capolavoro come La Cosa), un sottofondo musicale che instilli atmosfera e tensione a go go, tagliente come una lama di rasoio, mescolate tutto per bene… et voilà.

The Fog si snoda attraverso la classica lotta tra il bene e il male, ma in questo caso il male (rappresentato da un’orda di fantasmi lebbrosi che provengono dal mare e il cui volto rimane pressocchè nell’ombra, tranne che per gli occhi malvagi) insidia, attraverso un fenomeno atmosferico piuttosto originale come la nebbia, una comunità intenta a preparare nel migliore dei modi un evento eccezionale come il centenario della sua fondazione.

La tranquilla e monotona cittadina di Antonio Bay è ignara di quanto sta per scatenarsi all’improvviso, così come è ignara del suo oscuro passato, fatto di tradimenti, cupidigia e inganni.

Bisogna doverosamente sottolineare ed elogiare i punti forti disseminati nel film. Un’atmosfera di pregevole fattura che resterà impressa nella memoria. Una componente musicale sempre azzeccata, che sia il sintetizzatore di Carpenter o la scaletta jazz scelta dalla conduttrice dell’emittente radio locale Stevie Wayne, impersonata dall’attrice Adrienne Barbeau (reciterà anche nel successivo 1997: Fuga da New York). Alcune scene sugli scudi che mantengono un ritmo serrato fin da subito (gli iniziali misteri come allarmi che suonano senza motivo o pompe di benzina che si rimettono in funzione, l’avvento della nebbia con i suoi assalitori sul peschereccio al largo, il cadavere che si rianima in ospedale e scrive un numero sul pavimento, il pericolo che incombe alla casa sul mare dove c’è il figlioletto della conduttrice radiofonica, la disperata difesa della Wayne al faro contro i vendicatori).

La vendetta conclusiva con l’uccisione del sesto traditore e il recupero di parte dell’oro rubato cento anni prima si consuma proprio in un edificio di culto come una chiesa, luogo che si rivela corrotto, con un’inquietante Blake (interpretato peraltro dall’eclettico Rob Bottin, che lavorerà in seguito per grosse produzioni come Fight club, Seven, Mission impossibile e Le streghe di Eastwick).

Che sia un lieve messaggio di critica da parte dell’autore? Non è dato comunque saperlo.

Quello che si sa è che (l'allora giovane) John Carpenter, oltre alla regia, alla sceneggiatura e alle musiche, fa lo straordinario interpretando un cameo nelle battute iniziali in veste di aiutante del prete.

The Fog: il classico film destinato a essere di quelli senza tempo è servito. Non fartelo sfuggire, invece di perdere tempo (e soldi) con un insulso e bugiardo remake.


Titolo: The Fog
Titolo originale: The Fog
Nazione: USA
Anno: 1980
Regia: John Carpenter
Interpreti: Adrienne Barbeau, Jamie Lee Curtis, Hal Holbrook, Janet Leigh, John Houseman

Recensione del film The Fog
Recensione scritta da: Univers
Pubblicata il 06/04/2013

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