Recensione
L'Inquilino del Terzo Piano

L'Inquilino del Terzo Piano: visiona la scheda del film L’inquilino del terzo piano è un affondo ai remoti luoghi della mente umana. Una tragica impasse nei recessi della psiche. Una materializzazioni dell’Io scisso, dai toni esistenziali.

Il film diretto da Roman Polanski (Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York, La Nona Porta) nel 1976 trova il suo punto espressivo massimo nella struttura. Una struttura circolare, o per meglio dire, un percorso narrativo che si risolve in una forma che rimanda al Nastro di Möbius.

Un percorso narrativo a due facce, dove l’inizio coincide con la fine e sembra alludere a un continuo iterare ossessivo, una compulsiva coazione a ripetere del protagonista, incastrato in un sistema, che è quello della psiche, ma anche e soprattutto, quello di una società disumanizzante.

Una struttura ripresa dal più recente Strade Perdute di David Lynch, che ne rafforza ancor di più i toni surreali.

Ma tale angoscia destabilizzante si spinge oltre. È l’angoscia di un individuo che non conosce il senso delle sue pene. Un personaggio puramente kafkiano, sempre più vicino al baratro dell’autodistruzione.

Ma ancor di più, è una riflessione sulle insensate violenze perpetuate al popolo ebraico – non a caso Trelkovsky è un polacco in un paese estero –, e sul senso di alienazione e crisi identitaria che quel popolo avrà subito, Polanski in primis.

Quest'ultimo lascia sublimemente trasparire tutto ciò con un perfetto lavoro di regia, riuscendo a coinvolgere lo spettatore stesso in quell’oblio destabilizzante. Gli oggetti e gli spazi che circondano Trelkovsky perdono la loro reale connotazione, diventando forme grottesche, in una visione soggettiva del povero inquilino. Una visione distorta e contorta di tutto ciò con cui egli entra in contatto, una vera e propria soggettiva psicologica.

Il finale aperto e indefinito de L’inquilino del terzo piano allude appunto ad una condanna, quella dell’essere umano, a eternare il suo percorso di vita, scevro di un senso ultimo, di un perché.


Titolo: L'Inquilino del Terzo Piano
Titolo originale: Le Locataire
Nazione: USA, Francia
Anno: 1976
Regia: Roman Polanski
Interpreti: Roman Polanski, Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Jo Van Fleet, Shelley Winters, Bernard Fresson, Lila Kedrova, Claude Dauphin

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Recensione del film L'Inquilino del Terzo Piano
Recensione scritta da: Andrea Schiavone
Pubblicata il 25/02/2014

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