Recensione
Dead Silence

Dead Silence: visiona la scheda del film Che James Wan (Insidious, Death Sentence) fosse attratto da pupazzi e marionette lo si era già capito in Saw - L'enigmista, dove l’esordiente cineasta faceva ottimo uso di un manichino su un triciclo, passando attraverso l’obbligatoria citazione argentiana.

Ecco quindi che il giovane malesiano, in combutta con il compagno di merende Leigh Whannell, torna sul luogo del crimine e affronta di petto uno dei totem più potenti del genere horror in questo Dead Silence.
E il filmaker trentenne parte molto forte senza dilungarsi in preamboli o introduzioni varie: lasciando stare improbabili accostamenti lynchiani (qualcuno ha accostato la marionetta alla videocassetta in Strade Perdute - Lost Highway) nei primi dieci minuti arrivano pupazzo e fatti di sangue, graficamente ben realizzati e parecchio inquietanti.

La vicenda sembra procedere ancora meglio: niente ragazze in canottiera che diventano coraggiose, si armano di fucile a pompa e sradicano il Male, il pubblico si trova a seguire le peripezie del fresco vedovo che cerca di seppellire bambole e portare alla luce segreti, il tutto con buon ritmo e una discreta messa in scena.

Peccato che dopo venti minuti scarsi il film, abbandonato ogni possibile sviluppo innovativo, si impaludi nei territori della serie B anni ottanta, con l’aggravante di alcune caratterizzazioni francamente improbabili e insopportabili (il detective con il rasoio elettrico suscita più di una risata…).

Il meccanismo dell’indagine diventa derivativo con pesanti debiti da pellicole/concept quali The Blair Witch Project, Al calare delle tenebre e compagnia danzante: il tema del fantasma vendicativo è presto scoperto ed evidente e il percorso investigativo di Jamie assume rigidità e schematismi noiosi, con risvolti fin troppo prevedibili.

Cosa rimane allora da fare con Dead Silence?

Buttarsi nel fascino morboso di marionette e pupazzi, ben realizzati e disturbanti quanto basta. Peccato che anche sotto questo aspetto, come in molti altri frangenti, Wan dimostri di non avere ancora compreso appieno alcune basilari regole narrative e ecceda in sovraesposizione. Troppi manichini fatti vedere troppo a lungo: l’overdose visiva crea assuefazione e ben presto anche i più automatofobici fra noi non provano più grandi brividi alla vista dell’ennesimo burattino.

Dead Silence si tartarugheggia verso l’obbligatorio finale a sorpresa che rischia di farci slogare la mandibola dagli sbadigli, riducendo anche noi a bambole insensibili.

Per fortuna sia la fotografia (un John Leonetti che gioca con toni cupi e freddi) che lo score musicale tengono a galla il teatrino. Effetti speciali e manichini sono sopra la media e pareggiano certa voglia di strafare da parte del regista e l’inefficacia di Ryan Kwanten (Tru Calling, Red Hill, True Blood) nel ruolo protagonista.

Prodotto non privo di interesse, se non altro per il merito di proporre contenuti diversi in tempi di torture e poco altro, Dead Silence non riesce però ad andare oltre l’onesto intrattenimento di genere: Forca (Magic, recentemente rieditato in DVD) o Chucky rimangono modelli inarrivabili.


Titolo: Dead Silence
Titolo originale: Dead Silence
Nazione: USA
Anno: 2007
Regia: James Wan
Interpreti: Amber Valletta, Ryan Kwanten, Leigh Whannell, Donnie Wahlberg, Michael Fairman, Joan Heney, Judith Roberts, Laura Regan

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Recensione del film Dead Silence
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 30/03/2007

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