Recensione
Jonah Hex

Jonah Hex: visiona la scheda del film Uno dei più brutti film visti nel 2010, Jonah Hex è opera nella quale non si riesce a trovare nessun lato positivo che si possa salvare dall'immane disastro, catastrofe appesantita da un budget di un certo rilievo che non permette nemmeno la scusante dei pochi soldi a disposizione.

Ovvio, il problema non è comunque quasi mai nella somma a disposizione quanto nei neuroni impiegati a pensare e mettere su carta il frutto dei pensieri. Neuroni che hanno prodotto una sceneggiatura scollegata, incongrua, illogica e pacchiana, che non riesce nemmeno a giocare nel campo del è così brutto che piace...

Di sicuro non ha aiutato l'abbandono dei registi di Crank e l'arrivo dietro la macchina da presa dello sprovveduto Jimmy Hayward (Ortone e il mondo dei Chi), mandato al massacro dal quel mondo dell'animazione che sembra dominare molto meglio rispetto ai film con attori in carne e ossa.
Ne esce quindi un film-Frankenstein assemblato in maniera confusa, fra materiale già girato e scene improvvisate, che lascia allo spettatore un retrogusto di soap opera televisiva, con un cinico quanto grezzissimo riutilizzo dello stesso girato che ci viene propinato un sacco di volte sotto forma di segmenti onirici e flashback.

Il mostro è anche sonoro, con i pur bravi Mastodon e Marco Beltrami che pasticciano, rielaborano, si rilanciano la palla e a furia di star seduti al mix e tornare in studio finiscono col bruciare la torta, in linea con tutto il resto della produzione, come per esempio il mediocre direttore della fotografia, Mitchell Amundsen, la cui idea di sequenza onirica è riassumibile in “boh, coloreranno il cielo in modo strano con il computer, non sono affari miei”.

Sono così tanti gli elementi insopportabili nella scrittura degli sceneggiatori Mark Neveldine e Brian Taylor che si rimane frastornati dal bombardamento che giunge da ogni lato: dall'orrenda, stupida, ignorante e degradante idea di mistica nativo-americana alla metodica costruzione di una galleria di personaggi, eroi e cattivoni, con i quali è impossibile empatizzare. Dall'estetica weird western di gomma e polistirolo fino a una computer graphic del paleolitico, l'elenco dei fallimenti è lungo.

Terribile in Jonah Hex la gestione della maggior parte delle scene d'azione e del climax, che vengono quasi sempre interrotti da ricordi/sogni. E quando questo non accade ciò che vede lo spettatore pare roba presa da un episodio moscio di Walker Texas Ranger.

Un gruppo di pellerossa da spiaggia che viene usato come il peggiore fra tutti i deus ex machina possibili, pronti a spuntare all'occorrenza (da dove non si sa) per curare e riarmare il nostro intrepido e bofonchiante eroe per poi tornare di corsa nel loro accampamento (extra-dimensionale).

Un brutto e cattivo cane che diventa amico per la pelle di Hex. Ma perché?
Un tizio che pare normale e invece è ultra-agile e sputa veleno acido! Ma perché?
Eli Whitney, l'inventore della sgranatrice per cotone, che nel tempo libero progetta cannoni atomici a lunga gittata impiantabili su delle navi. Ma perché?

Ma non si può chiudere questo indegno capitolo della storia del brutto cinema senza menzionare il pessimo cast, frutto di scelte assurde a monte e di prove da ricottari a valle.

Josh “ceppo di legno” Brolin (Planet Terror, The Dead Girl, Non è un paese per vecchi) capace solo di fare l'orso arruffato che bofonchia frasi senza senso attraverso la ferita.

John Malkovich (Mutant Chronicles) che pare aver perso da un po' troppo tempo la bussola della carriera e cerca di approdare alla pensione un brutto ruolo via l'altro, giorno dopo giorno, assegno dopo assegno, turata di naso dopo turata di naso.

E poi Megan Fox (Jennifer's Body) che quando si capirà che esistono centinaia di attrici molto più belle e, appunto, con il bonus di essere attrici e non costosi pezzi di mobilia, non sarà mai troppo tardi.
Messa nei panni del solito personaggio vetero-maschilista brilla in maniera intensa per dabbenaggine e inefficacia, ma non credo che a nessuno possa interessare qualcosa delle sue inesistenti capacità professionali.

Se, ripescando personaggi a fumetti secondari e weird western/steampunk, si cerca di agganciare e conquistare il pubblico dei nerd è meglio pensarci due volte, perché si tratta di pubblico esigente che non lascia passare il minimo errore, figurarsi questa immane montagna di raffazzonature.

Jonah Hex: stai alla larga dal wwwest così poco selvaggio e così tanto noioso...


Recensione originale apparsa il 14/01/2011 su Malpertuis, il blog ufficiale di Elvezio Sciallis.


Titolo: Jonah Hex
Titolo originale: Jonah Hex
Nazione: USA
Anno: 2010
Regia: Jimmy Hayward
Interpreti: Josh Brolin, John Malkovich, Megan Fox, Will Arnett, Michael Shannon, Michael Fassbender, Brandi Coleman, Natacha Itzel

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Recensione del film Jonah Hex
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 17/01/2011

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