Recensione
The Innkeepers

The Innkeepers: visiona la scheda del film The Innkeepers, ultima opera di Ti West, è un oggetto raffinato, evocativo, perturbante, suntuoso e a tratti - per un certo tipo di pubblico abituato alle solite sceneggiate splatteriformi sfornate di continuo da Hollywood - autoreferenzialmente freddo in modo disturbante.

A partire dai titoli di testa, con quelle lettere che si decompongono e scivolano via sulla dissolvenza dei nomi in scorrimento, cullati dalla elegantissima e incisiva colonna sonora di Jeff Grace, il film si staglia subito come un monumento di bellezza non usuale.

Ti West (The Roost, Cabin Fever 2: Spring Fever, Trigger Man) si prende tutto il tempo e tutto lo spazio per dire e fare cinematograficamente ciò che desidera.
Lunghissimi dialoghi tra i due principali protagonisti. Movimenti di macchina lenti, felpati, lontani da qualsiasi frenesia adrenalinica di sorta. Effetti speciali dosati in quantità minima e con virtù. Interazione tra i vari personaggi quasi teatrale, e ingresso di nuovi personaggi all'interno di una sceneggiatura pacata, fluidissima, un velluto narrativo che si srotola piano piano.

Nella prima lunga ora di pellicola potremmo dire, banalizzando, che "non succede niente".
Ma Ti West non vuole "far succedere", vuole raccontare, e perchè ci sia racconto, occorre si crei il vuoto dell'ascolto.

Non si può raccontare, in un "tutto pieno", in un rumereggiare di effetti pseudo-perturbanti che servono solo come fuoco d'artificio che poi si spegne e scompare dalle nostre retine. Il raccontare implica un ritrarsi del "pieno", implica appunto un vuoto di tipo zen, nel quale tutto si deve fare silenzioso, perchè poi si senta, si intuisca la presenza, la vera voce del fantasma.

Perchè di fantasmi stiamo appunto raccontando, in particolare di quello della defunta Madeline O'Malley, suicida per amore, e il cui cadavere è stato successivamente nascosto in cantina, almeno cent'anni prima dei fatti narrati nel film.

West è un regista molto giovane - ha 32 anni - ma in questo film evidenzia un talento, una sapienza visiva, una profondità di riflessione sul genere perturbante (già abbondantemente mostrata in The House of the Devil, 2009) da lasciare increduli.

The Innkeepers appare molto "psicoanalitico", per l'uso che fa - per stupire, ammaliare, sedurre - dell'assenza, dello scarto, dell'evocazione, a partire da un genere che oggigiorno sembrerebbe volgere lo sguardo verso il sensazionalistico, il concreto, il corporeo, cioè verso il collasso del simbolico.

Ti West "toglie", crea spazi, allunga i campi, i tempi, svuota l'immagine da emozioni superflue, iperboliche.

Pensiamo per esempio alla scelta della pallida biondina Sara Paxton (Shark Night 3D, L'Ultima Casa a Sinistra): geniale scelta che va nel senso sin qui definito. Una protagonista femminile lontanissima dagli stereotipi hollywoodiani del corpo femminile narcisistico, seduttivo, bulimico, tutto curve e rimandi erotici. La Paxton in questa pellicola sembra una volontaria della croce rossa che passava di lì per caso, quando West faceva il casting.

E Pat Healy ha quell'aria da vicino di casa qualsiasi, oppure da vecchio cugino di famiglia tranquillone e nullafacente, ma felice del suo stato di inazione permanente.

Entrambi interagiscono in modo sublime, accentuando il contrasto tra il loro liquido presente, e il denso passato condensato nel volto scuro e vuoto di Madeline O'Malley, le cui rare comparse possiedono l'impronta del "fantasma", ma nel senso psicologico del termine, cioè nel senso del "fantasma perturbante inconscio", il "passato" che si fa "presente".

A West interessa l'anima delle cose, non il deserto inanimato dell'intrattenimento superficiale e fine a se stesso.
Noi lo seguiremo sempre con entusiasmo di questo The Innkeepers, grandemente, gli siamo grati.


Recensione originale apparsa il 14/01/2012 su Ulteriorità Precedente, il blog di Angelo Moroni.


Titolo: The Innkeepers
Titolo originale: The Innkeepers
Nazione: USA
Anno: 2011
Regia: Ti West
Interpreti: Sara Paxton, Pat Healy, Kelly McGillis, George Riddle, Lena Dunham

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Recensione del film The Innkeepers
Recensione scritta da: Angelo Moroni
Pubblicata il 20/01/2012

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