Recensione
The Uninvited

The Uninvited: visiona la scheda del film Con The Uninvited si poteva intravedere la possibilità del disastro da molto lontano.
Del resto per copiare un già non eccelso ma molto elegante prodotto orientale di qualche anno fa (A tale of two sisters, di Jee-Woon Kim) sono stati chiamati chiamati due giovani registi inglesi privi di grande esperienza con le major e la riscrittura dello script viene è stata affidata a ben tre sceneggiatori.

Scrittori e registi stiracchiano il film in vista del grande, shyamalaniano colpo di scena "ribaltatore" finale, non comprendendo che gran parte della potenza di tale meccanismo risiede proprio negli sforzi compiuti negli 80 minuti precedenti, che bisognerebbe impiegare a costruire atmosfera e senso del mistero.
Entrambi invece latitano nelle splendide location canadesi e pare di assistere a un episodio particolarmente noioso de La Signora in Giallo, fra meravigliose baie, sceriffi bonari, stupende case in riva al mare e ripetitive visite all'emporio locale.

Non aiutano certo i protagonisti (brilla però, come al solito, David Strathairn), che o sembrano eccessivamente ossessionati da una singola sfumatura d'interpretazione (Elizabeth Banks non fa altro che matrigneggiare per un'ora e mezza) o paiono recitare a corrente alternata (Emily Browning o sgrana gli occhioni quando vede i fantasmi o sporge le labbra a canotto quando mette il broncio perché "qualcosa non la convince".

In The Uninvited ci ritroviamo quindi, vagamente intrigati da intreccio e apparizioni, a seguire con progressivo sconcerto e vago senso di noia la cortina fumogena emanata dal cast tecnico, sperando che possa accadere qualcosa in grado di dare un senso a quello che sarebbe altrimenti un semplice spreco di tempo.

Il senso, o semplicemente uno squarcio di visione valida non arriverà mai, mentre pescheremo invece a piene mani nel disastroso montaggio di Jim Page e Christian Wagner: tutto in questo film sembra richiedere lo sforzo di più di una persona che dimostrano chiaramente di non avere un senso del tempo e della ritmica horror, lasciando sullo schermo sempre troppo a lungo il fantasma, mostro o apparizione di turno e vanificandone quindi il già scarso potenziale perturbante.

Ed è un peccato, perché la situazione in sé, diversamente trattata, avrebbe potenziale da vendere: quel che maggiormente funzionava nella pellicola originale era, a mio avviso, la potente e accurata descrizione del legame esistente fra le due sorelle, elemento centrale che diventava ancora più rilevante proprio in vista degli ulteriori sviluppi della vicenda.
Qui invece abbiamo il solito polpettone stereotipato e non viene speso un singolo grammo di energia in questa direzione, scelta perlomeno dubbia specie se proveniente da due registi fratelli.

The Uninvited resta quindi solo un involucro vuoto, con alcuni gradevoli paesaggi, degli interni ben curati, quattro vestitini carini, dialoghi banali e una certa tendenza a mentire al pubblico, a non giocare lealmente.
Sinceramente troppo poco per competere con quanto di buono ha da offrire l'horror contemporaneo.


Titolo: The Uninvited
Titolo originale: The Uninvited
Nazione: Canada, USA
Anno: 2009
Regia: Thomas Guard, Charles Guard
Interpreti: Elizabeth Banks, David Strathairn, Arielle Kebbel, Emily Browning, Maya Massar, Kevin McNulty, Heather Doerksen

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Recensione del film The Uninvited
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 11/05/2009

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