Recensione
Insidious

Insidious: visiona la scheda del film Insidious è un film complesso e pluristratificato, che necessità quindi di una lettura mobile e ugualmente diversificata, cioè capace di guardare al visivo e al narrativo attraverso u'ottica che potremmo definire a tal proposito "binoculare".

Fino a circa un quarto di pellicola ci sembra infatti di assistere ad una riproposizione di stilemi risaputi quanto evocativi: il tema della "casa maledetta", tanto quanto quello del "bambino demoniaco" o posseduto, ci vengono messi su un piatto d'argento, e il tema del "coma" ci rimanda suggestivamente addirittura a Patrick (1978) dell'australiano Richard Franklin, lontanissimo cult anni '80, nel quale il protagonista, un paziente in coma, si scopre dotato di poteri soprannaturali e omicidi.

Il piccolo Dalton cade da una scala nella soffitta della nuova casa in stile neovittoriano in cui i due giovani e prolifici genitori (Patrick Wilson e Rose Byrne) si sono appena trasferiti per vivere il loro radioso futuro.

Con gradualità straniante, e senso del perturbante di non trascurabile spessore, il regista James Wan (che già si era fatto ben notare con le precedenti e solide prove di Saw - L'Enigmista, 2004 e Dead Silence, 2007), lavora una sceneggiatura spiraliforme, ascendente a scatti come una scala a chiocciola lugubre e scricchiolante, spiazzando ogni aspettativa dello spettatore, nonchè introducendo, ad ogni giro di scala, nuovi curiosi personaggi che di volta in volta aggiungono grani di inquietudine.

Lasciateci alle spalle le suggestioni in stile Paranormal Activity e Patrick, presenti nella prima parte del film, ecco che il giovane regista originario di Kuching, Malesia, prende in mano la sceneggiatura del "socio" Leigh Wannel (molto ben scritta, e prima ancora, molto ben pensata) e la cucina con pennellate visive e sceniche in cui i brividi non mancano, rielaborando in modo geniale addirittura alcuni stereotipi di genere.

Per esempio l'ingresso in scena dei due "indagatori del paranormale", che ci sembreranno sulle prime degli sprovveduti "ghostbusters", si rivelerà invece una vera e propria chiave di volta del film, immergendoci in un abisso visionario che porterà felicemente via tutta la nostra attenzione nell'ultima mezz'ora di pellicola.

Ma, oltre ai due "indagatori", è certamente la figura-chiave della medium Elise Rainier (una notevole e molto ispirata Lyn Shaye) a fare da punto cardinale di un film che proprio nell'ultima mezz'ora dà il meglio di sè, soprattutto perché sviluppa spunti perturbanti molto efficaci nel costruire un "mondo dell'Ulteriorità" in cui le anime morte popolano un vero e proprio regno dell'inquietudine.

Il sonoro di Insidious è uno dei mezzi portanti di questa operazione simbolopoietica di Wan: le risatine dei fantasmi, gli scricchiolii della vecchia casa, i pianti della neonata, giungono in modo improvviso e ansiogeno, tanto quanto le "apparizioni" visionarie che da un certo punto in poi popolano la mente e lo spazio abitativo della coppia di genitori.

James Wan possiede una mirabile mano nel descrivere la dialettica tra esterno/interno abitativo e interno/esterno psichico, producendo l'effetto di creare uno spazio perturbante sempre più abissale, e abitato da esseri "ulteriori", nel quale ci trasporta con gradualità e inesorabilità. Lo spettatore ha infatti come l'impressione di sprofondare lentamente nelle sabbie mobili di una storia che si fa sempre più intricata quanto visivamente spaventosa.

Un pò come se fossimo immersi piano piano in uno di quei fondali marini, tipo Fossa delle Marianne, dove a un certo punto si incontrano creature mai viste o comunque non segnalate dalle più note tassonomie naturalistiche. Alcune immagini finali di Josh con in mano la lampada da campeggio all'interno del buio dell'"Ulteriorità", fa giustappunto pensare a certi pesci abissali e molto aggressivi che portano sulla testa una protuberanza luminescente.

La pellicola poteva essere forse più compatta in alcuni punti, soprattutto nella prima parte, ma rimane comunque un'opera molto interessante e capace di indagare l'immaginario perturbante con una maestria e una profondità che non è facile reperire nella produzione di genere odierna.

Insidious: decisamente consigliato.


Recensione originale apparsa il 17/04/2011 su Ulteriorità Precedente, il blog di Angelo Moroni.


Titolo: Insidious
Titolo originale: Insidious
Nazione: USA
Anno: 2010
Regia: James Wan
Interpreti: Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Andrew Astor, Lin Shaye, Chelsea Tavares

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Recensione del film Insidious
Recensione scritta da: Angelo Moroni
Pubblicata il 26/09/2011

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