Recensione
Nella mia pelle - In My Skin

Nella mia pelle - In My Skin: visiona la scheda del film Noi horror fan dovremmo essere abituati alle ferite, alla carne, ai libri di sangue.
Ne abbiamo letti molti e diventa sempre più difficile sorprendere un’audience smaliziata, specie se quel che guida la mano del supposto autore è proprio la voglia di sorprendere e scandalizzare a ogni costo.

Ecco uno dei tanti motivi per cui non amo la recente ondata di torture movie (vedi Hostel): persino il più stupido piccolo slasher degli anni ottanta conteneva un fondo di riflessione, di speculazione, di morale (per quanto biecamente conservatrice potesse essere, non importa lo schieramento) che agiva attraverso le immagini e la sceneggiatura, magari involontariamente, magari ereditata dal tempo e dalle pellicole “vicine”.
Questo non accade con i recenti tentativi di exploitation che fanno sorridere in quanto privi di tensione e così presi dal concepire la nuova innovativa tortura da perdere di vista qualsiasi altra istanza.

Questo, ribaltato, è il motivo per cui le torture di Takashi Miike invece funzionano, eccome.

La visione di Nella mia Pelle (Dans ma peau, conosciuto anche come In My Skin) è una terrificante, disturbante boccata d’ossigeno.

Scritto, diretto e interpretato dall’ozoniana Marina de Van (Sotto la sabbia, 8 donne e un mistero), il film è una morbosa e mesmerizzante caduta negli inferi che, per chi come me ha conosciuto persone che sono passate attraverso questa esperienza, è ancora più disturbante.

La (per me) bellissima attrice mostra un talento non comune anche in fase di sceneggiatura e regia e sceglie di denudare la vicenda da ogni possibile sottotesto, tentativo di analisi psicologica o azzardi di riflessione sociologica, evita metafore e abbellimenti intellettuali e usa la camera come un coltello, indagando la vista, il tatto e il sapore delle proprie ferite, senza lasciare nulla fuori campo.

Questa tendenza può anche essere vista come il principale limite del film che non riesce a spingersi più in là della mera esposizione di fatti e qualcuno potrà lamentare l’assenza di una risoluzione o di un qualche tipo di ulteriore piano di lettura e della, in definitiva, autoindulgenza tipica di molti one man show (pardon, woman) dove l’autore pretende di controllare tutti gli aspetti dell’opera, ma di fronte alla potenza visionaria di alcune scene possiamo anche accettare determinati difetti.

Il cuore di Nella mia Pelle, la vera e propria scena madre è l’allucinata cena di lavoro nella quale Esther, stimolata sensorialmente a 360 gradi dall’ambiente circostante, si distacca letteralmente da se stessa e si tortura con una forchetta sotto il tavolo, senza farsi vedere dai colleghi e fuggendo quindi nella cantina del ristorante per completare l’opera, un tour de force lungo parecchi minuti che, senza motoseghe, trapani, occhi sgusciati e altre amenità riesce a generare molto più orrore, straniamento e disagio di quanto possano fare molti supposti talenti del genere horror.

Marina de Van ricorre a parecchi trucchetti e lavora molto bene sia con il sonoro che con un uso dello split screen finalmente funzionale alla narrazione e trova la giusta spalla in un Laurent Lucas (già ammirato nel seguente Calvaire) bravo a dar volto e corpo, con il suo Vincent, alla tipica reazione di fronte a eventi così fuori dalla normale comprensione.

Quando, verso il prevedibile ma non per questo meno potente finale, Esther si chiude dentro una camera di hotel, sappiamo che non ci sarà nessun amante segreto ad aspettarla se non il suo stesso corpo e quel che avverrà dietro quella porta chiusa non sarà certo una scappatella romantica in un pomeriggio rubato al normale tran tran.

Nella mia Pelle è un titolo da recuperare a tutti i costi e da accumulare sulla già enorme pila che giorno dopo giorno segna la vittoria dell’horror (anche involontario, come questo) intelligente, che sempre più spesso equivale a dire o produzioni a basso costo statunitensi o film europei.


Titolo: Nella mia pelle - In My Skin
Titolo originale: Dans ma peau
Nazione: Francia
Anno: 2002
Regia: Marina de Van
Interpreti: Marina de Van, Laurent Lucas

Recensione del film Nella mia pelle - In My Skin
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 24/05/2007

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