Recensione
May

May: visiona la scheda del film Il deserto di relazioni umane che circonda May fin da quando è una bambina, è il terreno di coltura di una sottile follia che in quel deserto crescerà di giorno in giorno, in un orizzonte di disadattamento sociale che il regista Lucky McKee (All Cheerleaders Die, Il mistero del bosco, Red, The Woman) sa fotografare con occhio horror-poetico considerevole e profondità psicologica non usuale.

McKee è capace di accompagnarci lungo il tragico sentiero trasformativo della protagonista, una Angela Bettis (Il mistero del bosco, Toolbox Murders - La casa dei massacri) che, soprattutto nell’ultima parte del film, sembra un personaggio appena uscito da un racconto di Edgar Allan Poe, cioè una donna maledetta, una Ligeia morta dentro da sempre, da sempre imbottigliata in una scatola di vetro, come Susan, la bambola di porcellana che la madre le regala quando è ancora bambina, ordinandole di non aprire MAI la scatola.

Ordine naturalmente osservato con ossessiva dedizione, fino al giorno in cui un gruppo di bambini non-vedenti di un istituto confinante con la clinica veterinaria in cui May lavora, mandano in frantumi la scatola-reliquia di Susan, scatenando l’inferno congelato fino ad allora nell’anima della protagonista.

Da questo punto dello script in poi tutto si trasforma e assume la forma catastrofica dell’emersione della psicosi, del caos interiore, della frantumazione in pezzi dell’identità, che May cerca di "cucire", naturalmente fuori, e non dentro di sè, come fa con i suoi vestiti, "creando" un oggetto d’amore concreto, fatto delle parti anatomiche umane di coloro che l’hanno rifiutata, e nei quali lei aveva invece riposto inutili speranze d’amore.

May esprime sequenze struggenti, come quella del gruppo di bambini non-vedenti di cui parlavo più sopra, oppure come quelle che raccontano il primo approccio in lavanderia con Adam (Jeremy Sisto, Rosencrantz and Guildenstern Are Undead, The Thirst, 436: la Profezia, Dead & Breakfast, Dead even - Sangue caldo, Wrong turn - Il bosco ha fame), che non sarà tuttavia capace di amarla, e naturalmente cadrà sotto la scure dei sentimenti vendicativi della ragazza.

May è un film horror fino a un certo punto, è cioè un'opera che sa andare molto oltre un genere cinematografico circoscritto. Si tratta di un film che descrive la potenza distruttiva dell’amore frustrato, deprivato, nonché la natura vendicativa di un amore di questo tipo.

Angela Bettis è molto brava e non si fa mai ingabbiare nei soliti stereotipi del "personaggio traumatizzato" durante l’infanzia. In verità qui il "trauma" è solo accennato, evocato in alcune sequenze iniziali, in particolare quella del compleanno: in fondo May è una bambina semplicemente strabica, ma sua madre enfatizza questo piccolo e molto diffuso difetto infantile, con una benda da pirata che pone subito May, agli occhi dei suoi compagni di scuola, come una “diversa”.

Si tratta quindi di un trauma "solo" psicologico, relazionale, di un sadismo del comportamento materno senza effetti o danni "fisicamente" percepibili, ma comunque capace di infiltrare l’identità in progress di May, deformando l’asse delle sue capacità interattive con il mondo.

McKee, sulla base di una sceneggiatura per certi versi un po' troppo diluita, è in grado di generare atmosfere in cui il degrado psicotico della ragazza è reso con una grande finezza empatica, che si sposa felicemente con alcune delicate scene gore non aventi alcuna funzione esibitiva, ma che lasciano il segno inconfondibile del Perturbante sulle nostre retine.

L’ottima colonna sonora di Jaye Barnes Luckett e di altri gruppi, accompagna con gusto tutto il film, che è peraltro ispirato da una canzone dei Nirvana, come dichiarato dallo stesso regista.

May: un film da vedere necessariamente anche per capire meglio il percorso artistico di un filmaker molto impegnato a scandagliare il lato perverso-psicotico delle relazioni umane, attraverso una rappresentazione estetica sempre interessante.


Recensione originale apparsa il 10/11/2010 su Ulteriorità Precedente, il blog di Angelo Moroni.


Titolo: May
Titolo originale: May
Nazione: USA
Anno: 2002
Regia: Lucky McKee
Interpreti: Angela Bettis, Jeremy Sisto, Anna Faris, James Duval, Nichole Hiltz, Kevin Gage, Merle Kennedy, Chandler Riley Hecht

Recensione del film May
Recensione scritta da: Angelo Moroni
Pubblicata il 30/06/2011


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