Recensione
Il Silenzio degli Innocenti

Il Silenzio degli Innocenti: visiona la scheda del film Dopo l’ottimo, ma piuttosto sottovalutato Manhunter: Frammenti di un Omicidio (regia di Michael Mann), tratto dal romanzo Red Dragon di Thomas Harris, Jonathan Demme con questo Il silenzio degli innocenti (The Silence of the Lambs) porta di nuovo sul grande schermo l’affascinante figura di Hannibal Lecter (interpretata precedentemente dall’attore Brian Cox), apparsa sullo sfondo della precedente storia che vedeva come protagonista un serial killer soprannominato "Dente di fata".

La sceneggiatura viene affidata a Ted Tally che ispirandosi all’omonimo romanzo di Harris ed avvalendosi della consulenza del celebre profiler del FBI John Douglas riesce a confezionare uno script capace di esaltare le doti del cast artistico, ma soprattutto di affrontare il tema serial killer con un’analisi scientifica del fenomeno.

Viene, infatti, "presentata" al grande pubblico la tecnica investigativa del criminal profiling volta, attraverso lo studio della scena del crimine, a dare indicazioni sulla personalità del autore del delitto permettendo così agli inquirenti di restringere la rosa dei sospetti.

Ottimamente caratterizzato il personaggio di "Buffalo Bill" (così chiamato per la sua firma, cioè lo scuioamento della vittima) costruito attingendo da alcuni profili di veri serial killer statunitensi. In questo personaggio, infatti, è possibile riscontrare alcuni tratti comportamentali di assassini seriali come Ed Gein (come lui scuoia le vittime per conciare le pelli con il fine di realizzare una nuova pelle con cui vestirsi), Gary Heidnik (dal quale eredita il modo in cui imprigiona le vittime rinchiudendole in una sorta di pozzo sotterraneo) e anche, seppur in modo meno esplicito, Ted Bundy (relativamente alla tecnica utilizzata per la cattura della vittima).

Decisamente sopra le righe, invece, il personaggio di Hannibal Lecter che ha poco in comune con i reali serial killer presentandosi come un individuo altamente raffinato, colto e amante delle buone maniere.

Tuttavia, la sua figura attribuisce al film un fascino talmente perverso tanto che il suo personaggio, sebbene si macchi di un duplice omicidio davvero cruento, finisce col guadagnarsi la simpatia dello spettatore anche nel poco rassicurante finale.

Immenso Anthony Hopkins (premiato con l’oscar, Dracula di Bram Stoker, The Wolfman, Il Rito) che offre una prova agghiacciante e, sebbene resti in scena per poco più di una ventina di minuti, riesce stampare un ricordo indelebile nella mente dello spettatore.

Memorabili i suoi dialoghi con la giovane recluta Clarice Starling, interpretata perfettamente da Jodie Foster (oscar anche per lei, Panic Room, Inside Man), in cui riesce a incollare lo spettatore allo schermo recitando battute macabre con una freddezza terrificante e mostrando un carisma talmente elevato da ipnotizzare chi lo sta ascoltando.

Ottimo anche Ted Levine ("Buffalo Bill", Le colline hanno gli occhi, Shutter Island) che fornisce qui un’interpretazione che non sarà più capace di ripetere nella sua scialba carriera cinematografica. Completano il cast un attore di livello come Scott Glenn (Caccia a Ottobre Rosso) e i bravi Anthony Held (Boston Public) e Charles Napier (Austin Powers - Il controspione).

Ottima la regia, premiata con l’oscar, di Jonathan Demme che dirige splendidamente gli attori ottenendo il meglio da ognuno di essi e regala un finale di pellicola tesissimo con originali riprese ad infrarossi.

Da applausi le scenografie e la fotografia che riescono a dar vita ad un cocktail che trasuda decadenza e marciume da ogni poro. Molto curato l’arredamento del "covo" di Buffalo Bill con presenza di alcune finezze che solo un appassionato di criminologia può cogliere (vedi, per esempio, la svastica dipinta su una coperta a simboleggiare il fascino che molto spesso i serial killer provano per la figura di Hitler in quanto quest’ultimo impersonifica il loro desiderio di controllo e di onnipotenza).

Completa il tutto l’inquietante colonna sonora composta da Howard Shore che contribuisce, con il suo sound, a mettere a disagio il pubblico.

Il film avrà un sequel (Hannibal) diretto da Ridley Scott in cui Hannibal Lecter sarà al centro della storia e un prequel (Red Dragon) remake (in cui sarà dato maggior spazio al personaggio interpretato da Hopkins rispetto al film originale) del film con cui abbiamo aperto la recensione.


Titolo: Il Silenzio degli Innocenti
Titolo originale: The Silence of the Lambs
Nazione: USA
Anno: 1991
Regia: Jonathan Demme
Interpreti: Jodie Foster, Anthony Hopkins, Scott Glenn, Ted Levine, Anthony Heald, Charles Napier, Kasi Lemmons, Chris Isaak

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Recensione del film Il Silenzio degli Innocenti
Recensione scritta da: Matteo Mancini
Pubblicata il 06/04/2013

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