Recensione
The Invitation

The Invitation: visiona la scheda del film

The Invitation: leggi la trama del film

The Invitation
(The Invitation)

Nazione:
USA

Anno:
2015

Regia:
Karyn Kusama

Interpreti:
Logan Marshall-Green, Tammy Blanchard, Emayatzy Corinealdi, John Carroll Lynch, Michiel Huisman, Michelle Krusiec, Aiden Lovekamp, Mike Doyle, Jordi Vilasuso, Marieh Delfino, Lindsay Burdge



The Invitation è un film diretto da Karyn Kusama e ascrivibile al sottogenere del cinema horror che si occupa di culti e sette. Questo titolo arriva sulla scena mondiale nella prima metà dell’anno in corso e, a mio modo di vedere, è già possibile scommettere fin d’ora sul fatto che entrerà in molte delle classifiche di fine anno sui migliori film horror del 2016.

La qualità di questo titolo e il modo in cui l’autrice riesce a giocare con tensione e paranoia fino agli ultimi minuti del film, ricorrendo a ben poche scene forti ed esplicite, sono ancora più stupefacenti se pensiamo al curriculum di Karyn Kusama: Aeon Flux ha raccolto critiche negative più o meno ovunque e anche Jennifer’s Body non era riuscito a convincere a dovere sia i fan che i giornalisti del settore.

Difficile capire cosa sia cambiato, visto che il nome alla regia è lo stesso e anche gli sceneggiatori, Phil Hay e Matt Manfredi, hanno già collaborato i precedenza con la Kusama e hanno scritto qualche altro titolo di scarsa qualità. Cambia il direttore della fotografia, ma Bobby Shore non sembra in possesso di un curriculum significativo e non credo che da solo possa aver inciso più di tanto.

Rimane il mistero, l’unica minima spiegazione che mi viene da tentare è che si tratta del primo lungometraggio kusamiano che ha un protagonista maschile, e che magari il fatto ha provocato qualche cambio di marcia nell’intero team.

È infatti la scrittura del personaggio di Will che esalta ed eleva The Invitation e questo accade in misura ancora maggiore se pensiamo alla scarsità di personaggi maschili interessanti e devianti dalla norma nel thriller e horror contemporanei.

Will, interpretato alla perfezione da un Logan Marshall-Green (lo abbiamo visto nel 2010 in Devil) al top della carriera, è un uomo che, pur reso quasi folle dal dolore per la morte del figlio, ha il coraggio di tornare, con la nuova compagna, nella casa dove ha vissuto e rivedere amici, la sua ex moglie con il nuovo compagno e anche dei perfetti estranei, cercando di passare una buona serata.

E quando, man mano che si succedono i fatti nella splendida ma sinistra villa losangelina (barre alle finestre, alti cipressi a bordare la proprietà, porte chiuse e niente ricezione…), Will comincia a convincersi che chi li ospita faccia parte di una setta e voglia uccidere tutti gli invitati, cerca quindi di agire di conseguenza.

Mette continuamente in dubbio le sue percezioni e i pensieri e quando si isola non lo fa certo come musone che vuole rovinare la serata a tutti, ma come persona ben conscia che il suo stato di depressione potrebbe spingerla a pensare male e ha bisogno di quiete e solitudine per riflettere al meglio.

E noi con lui, grazie al buon meccanismo della sceneggiatura e all’insinuante regia di Karyn Kusama, oscilliamo continuamente fra il pensarla come Will e l’arrenderci all’evidenza di certi fatti che ci spingono a pensare che il tutto possa essere spiegato in tanti modi logici e che non ci sia nulla di maligno all’opera.

Tutti i comparti sono all’altezza, Theodore Shapiro snerva a dovere con la colonna sonora e il gruppo di attori ha una buona media qualitativa, con Tammy Blanchard (Into the Woods) e John Carroll Lynch (Zodiac, American Horror Story, Shutter Island) in gran spolvero.

Particolare plauso deve essere rivolto alla scenografia e alla scelta di interni ed esterni: per un semi-kammerpsiele come è The Invitation diventa basilare la scelta dei pochi ambienti in cui far girare gli ospiti e qui il lavoro è ineccepibile.

I pochi esterni sono quelli delle colline losangelene che s’accrocchiano sotto la famosa scritta "HOLLYWOOD": uno stranissimo ecosistema, una porzione di territorio arido nel quale sorgono queste stupende ville, gran parte delle quali tutto sommato poco appariscenti rispetto a quello che economicamente potrebbero essere.

E, grazie ai soldi, chi vive da quelle parti può portare quanta acqua vuole, creando così una natura più modificata del solito e molto affascinante.

All’interno di quella che è una gated community, ecco ulteriori rafforzi alla Fortress America con vigili cipressi, graziose barre, belle porte chiuse: The Invitation è anche un monito, vagamente ballardiano, su alcuni possibili esiti della castle doctrine.

L’ambiente isolato e immerso nel buio delle colline non può far altro che amplificare la paranoia nostra e di Will, e la regia di Karyn Kusama non chiarifica mai nulla, assumendo spesso quello che potrebbe più o meno essere il punto di vista del protagonista, una posizione dalla quale qualsiasi frase, qualsiasi allusione o parola può nascondere un problema, un pericolo o un sospetto.

Ne scaturisce quindi il classico slow burner nel quale non accade poi così tanto di fronte alla camera e che riguarda più la nostra reazione al lutto, al dolore e alla perdita che la demente assurdità di qualche culto.

The Invitation è anche un piccolo, quietissimo, grido d’allarme nei confronti di quel che ci può accadere quando abbiamo paura e soffriamo e cerchiamo di affidare a qualche miracolo esterno la soluzione a questi nostri stati.

Finale suggestivo e molto inquietante.


Condividi la lettura con i tuoi amici!

Recensione del film The Invitation
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 25/04/2016

Tutti i migliori film horror del 2017

Tutti i migliori film horror del 2016

Film con zombie: i migliori

Favole Horror: le fiabe che fan paura da morire

La classifica dei 10 serial killer più famosi

Simboli Esoterici: significato, origini e uso

Film con vampiri: i migliori

Misteri e storie incredibili

Le più spaventose leggende metropolitane

I 10 animali più velenosi al mondo

Tutto sulla festa di Halloween del 31 ottobre

Il malato mondo dei serial killer

I peggiori disastri della storia umana

Disclaimer e Diritti | Recapiti e Contatti | Questo sito usa i cookie: consulta le nostre privacy policy e cookie policy | P.I. 03460680139