Recensione
Tutti i Ragazzi Amano Mandy Lane

Tutti i Ragazzi Amano Mandy Lane: visiona la scheda del film Se ci fosse bisogno di un ulteriore manifesto per la dabbenaggine di quei minus habens dei fratelli Weinstein questo è proprio All The Boys Love Mandy Lane (Tutti i Ragazzi Amano Mandy Lane).
Realizzato nel 2006, il film ha attirato attenzione durante il consueto giro dei festival e poco dopo sono apparsi i Weinstein sulla scena, pronti ad accollarsi la distribuzione del tutto. Grande entusiasmo e via dicendo, se non fosse per il fatto che i due fratelli amano dire la sua sui film e nel caso di All The Boys Love Mandy Lane ciò non era possibile in quanto il film era già montato. Contrariati da alcune scelte narrative, i due (inserite qui il vostro epiteto preferito) hanno congelato il tutto per molto tempo. Grazie a Cthulhu è entrata in azione la Senator e ora il film potrà circolare liberamente, due anni dopo.

Ma posso capire cosa abbia attirato gli avidi brothers e in seguito abbia fatto loro storcere il nasone. All The Boys Love Mandy Lane è una rarissima ventata d’aria fresca nell’immobile stagno del teen slasher, un film che gioca con tutti gli stereotipi narrativi del genere senza mai “metagiocare”. Il debuttante Jacob Forman riesce a metter giù uno script efficace decidendo fin dall’inizio di prendere tutto sul serio, senza mai ammiccare all’audience e provando piuttosto a manipolarla quel tanto che basta per portare a qualche twist finale che, seppur prevedibile (almeno lo è stato per me questa volta, e io non sono una cima a indovinare le svolte) rimane assai efficace.

All The Boys Love Mandy Lane ha successo grazie all’enorme cura per i particolari, cura che leviga situazioni e lima personaggi, aumentando il realismo di alcune scene e, di conseguenza, l’investimento affettivo che il pubblico è disposto a compiere nei riguardi dei protagonisti. I teenagers messi su carta da Forman e quindi su celluloide dal regista Jonathan Levine sono molto, molto più realistici del 99% degli adolescenti di questo tipo di film e riescono a esserlo pur facendo le stesse cose, anzi, facendole ancora di più. Tutti questi ragazzi bevono come Bukowski in agosto, si drogano con l’entusiasmo del primo Mick Jagger e cercano di scopare anche i cespugli rotolanti ma lo fanno con…insicurezza e fragilità. Alle volte travestite da spavalderia, altre volte da rabbia.

Basta aggiungere questo sottotono, questa chiave minore peraltro mai urlata e tutto diventa più credibile, e ci ritroviamo ad assentire a scene viste mille volte e a essere incuriositi e coinvolti.

E ammetterete che non è poco per un film che parte da un college e finisce in un ranch con un killer che assedia i ragazzi. E se l’investimento sullo sviluppo psicologico ripaga in pieno, Levine non appare ancora contento e aggiunge al mix altre scelte azzeccate, dall’ambientazione anni settanta (vuoi per gli esterni, vuoi per le scelte cromatiche di Darren Genet) a una colonna sonora che rispecchia il film, anche lei pronta a pescare nel pop-rock tipico del genere ma con infinita più grazia e saggezza dei molti predecessori (brani delle Go Go’s, The Earlies, Peaches, Defibulators e altri ancora che non ho identificato).

Persino quel che sembra un insistere esagerato sull’uso di sostanze stupefacenti è perfettamente funzionale sia alla psicologia che alla trama, e se violenza e sangue latitano per due terzi del film, quando finalmente entrano in scena generano abbastanza emovolume da soddisfare anche i patiti della trippa, specie nello showdown finale con tanto di fossa piena di cadaveri.

E che dire di una protagonista che una volta tanto non inizia il film truccata con occhialoni, brufoli e coda di cavallo per poi mutare in stragnocca? E di un ragazzo nero che, ehi, sembra una persona come noi e, wow, non segue la regola aurea riguardante i ragazzi neri nei film horror?
E di un colpo di scena narrativo che non viene spiegato subito dopo con il montaggio in flashback che mette assieme i pezzi del puzzle? E di dialoghi finalmente credibili e cattivi al punto giusto?

Con All The Boys Love Mandy Lane siamo di fronte a una delle più sane reazioni post Scream e a un film a cui qualsiasi fan del genere dovrebbe dare un’occasione.
All the horror fans love Mandy Lane…


Titolo: Tutti i Ragazzi Amano Mandy Lane
Titolo originale: All the Boys Love Mandy Lane
Nazione: USA
Anno: 2007
Regia: Jonathan Levine
Interpreti: Amber Heard, Anson Mount, Michael Welch, Aaron Himelstein, Edwin Hodge, Whitney Able, Luke Grimes, Melissa Price, Adam Powell

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Recensione del film Tutti i Ragazzi Amano Mandy Lane
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 02/07/2008

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