Recensione
Daybreakers - L'Ultimo Vampiro

Daybreakers - L'Ultimo Vampiro: visiona la scheda del film In Daybreakers - L'Ultimo Vampiro i vampiri vestono firmato, girano in Chrysler e bevono emo-cappuccini. Quando non ne bevono abbastanza, novelli Pinocchiosferatu, gli vengono le orecchie grandi e a sventola che devono poi coprire coi capelli.
La resistenza umana è capitanata da un inguardabile Willem Dafoe che è il primo ex vampiro, si chiama Elvis, ha un accento insopportabile e spara sciocchezze ogni volta che apre bocca.

Quando in un film la salvezza dell'umanità viene posta nelle mani di Ethan Hawke c'è già da mettersi a piangere in automatico, preventivamente: mono-espressivo e incapace, in grado di tirarsela come pochissimi altri attori della sua generazione e assolutamente non in grado di gestire ruoli d'azione, il buon Hawke viene eclissato ogni volta che nel quadro entra in scena anche solo l'ultima delle comparse.

Da quando abbiamo deciso che esteticamente il futuro, invece di Blade Runner, sarà un bastardo ibrido fra Matrix e Gattaca è andata ancora peggio e protagonisti e antagonisti hanno reagito al cambio di scenografia infighettandosi tutti e aumentando istericamente l'attitudine poseur, al punto che talvolta mi pare di sfogliare qualche rivista tipo Men Style, con macchine fighe e gente dal ruolo facilmente identificabile appiccicata su sfondi laccati a dovere, piegata in posizioni innaturali e inspiegabili.

Sam Neill ci regala un capitalista malvagio da operetta, nello spiraleggiare d'una carriera che avrebbe bisogno di minore indifferenza nell'accettare ogni tipo di ruolo, e la sottotrama della figlia ribelle e rediviva è uno dei più classici esempi di spreco di personaggio secondario, sarebbe da portare a un corso di sceneggiatura per principianti.

Nulla si salva in quello che sulla carta mi pareva progetto interessante e degno di interesse, ma d'altronde mamma Lionsgate ha da tempo dimostrato tutto il suo viscerale odio per l'horror: quale migliore occasione che prendere due registi ancora acerbi come i fratelli Peter e Michael Spierig e depersonalizzarli completamente sotto il peso di una produzione patinata e marchettara come questa?

Stile (mediocre) sopra sostanza (inesistente), sviluppi di trama prevedibili, effetti speciali altalenanti e recitazioni latitanti funestano un prodotto che arranca verso un finale obbligato. Cosa possiamo salvare in Daybreakers - L'Ultimo Vampiro, un pasticcino dove la glassa predomina su tutto il resto?
Qualche splatteristante, qualche mostriciattolo e alcuni momenti così deficienti da risultare spassosi: se qualche secolo fa si facevano ribellare le masse per le brioche, qui, in adeguato completamento del ribellismo da colazione, la borghesia non morta è stanca e non ne può più e mette a ferro e fuoco la città al grido di "più sangue nel mio cappuccino", scena che mi pare fotografare in maniera impietosa lo stato della nazione vampirica.

Dove la pellicola si trascina e avvilisce ancora di più, scene d'azione e svolte narrative a parte, è nella sua pedante ricerca del commentario sociale da denuncia, così sclerotico e cliché da rendere impossibile qualsiasi scelta di schieramento (ma è difetto comune a tanta fantascienza e horror di un certo budget di rilievo, da parecchi anni a questa parte). Mentre dove il film si confonde e smarrisce spesso e volentieri è nella sua costante ricerca di mix fra scienza e soprannaturale, che provoca ovvie voragini logiche a livello di rifondazione dell'archetipo, poteri e debolezze compresi.

Peccato, perché partendo da tali presupposti e fregandosene una buona volta dei poveri umani, dei loro amori, delle loro indomite vite, dei loro valori che conquistano e (con)vincono persino i mostri, della loro continua fiducia in un miglioramento e della noiosa ricerca di libertà, saltando tutte queste banalità ci sarebbe stata l'occasione per proporre qualche altro tipo di discorso, a partire proprio da un mondo dominato dai vampiri.

In una società di immortali estremamente egoisti e avidi come i nosferatu gli strati sociali si cristallizzerebbero ancora di più, la proprietà privata diventerebbe ancora più importante, persino i rapporti con la propria prole muterebbero drasticamente a fronte di una esistenza eterna.
La gestione delle risorse diventerebbe ancora più conflittuale e sarebbe virtualmente impossibile spostarsi di casta anche nel corso dei millenni, se non attraverso aspri scontri.
Il tutto con ovvie ripercussioni sul sistema giuridico-legale e sul piano politico.

Tutto questo purtroppo non accade ma in cambio vi beccate le magnifiche sorti dell'amore e dell'umanità che tutto può e che tutto vince, il traditore che poi saprà farsi perdonare (ma che comunque morirà dopo aver ristabilito il karma, that's Hollywood...), l'arrivo della cavalleria all'ultimo minuto, la caduta del malvagio, rapporti tra padre e figlia e tra fratelli, un passato tribolato e un futuro radioso.
Daybreakers - L'Ultimo Vampiro: buon cappuccino a tutti quanti, occhio a non schiumare...


Recensione originale apparsa il 01/03/2010 su Malpertuis, il blog ufficiale di Elvezio Sciallis.


Titolo: Daybreakers - L'Ultimo Vampiro
Titolo originale: Daybreakers
Nazione: USA
Anno: 2010
Regia: Peter, Michael Spierig
Interpreti: Ethan Hawke, Sam Neill, Willem Dafoe, Claudia Karvan, Michael Dorman, Vince Colosimo, Robyn Moore

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Recensione del film Daybreakers - L'Ultimo Vampiro
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 04/03/2010

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