Recensione
The Riverman

The Riverman: visiona la scheda del film Unite un regista (Bill Eagles) che non è mai riuscito ad elevarsi da una aurea mediocritas di un pugno di serial televisivi (CSI, Battlestar Galactica, Numb3rs…) e uno sceneggiatore (Tom Towler) specializzato nello stesso campo (JAG, Crime Story…) e non potrete ottenere con questo The Riverman altro che un piatto TV-movie a metà strada fra un clone spudorato de Il Silenzio degli Innocenti e un qualsiasi documentario sulle mortali gesta di un serial killer.

La vicenda parte alta in medias res con il ritrovamento di un corpo nel fiume ma il motore cinematografico si imballa tragicamente nel giro di pochi minuti e comincia una lunga e tediosa serie di dialoghi a due che in pratica, insieme a qualche occasionale flash back, vanno a costituire l’intero film.

Privo di scene d’azione e senza nessun tipo di documentazione seria ad alimentare l’indagine, il lungometraggio tenta di giocare l’abusatissima carta dell’immedesimazione fra cacciatore e preda ma lo fa in modo legnoso e datato.

Di primo piano in primo piano, di dialogo ping-pong in sporadiche scene di omicidi, il film annoia per la sua buona ora e mezza fallendo nel suo unico campo di gioco possibile, quello dell’atmosfera e dell’esplorazione del binomio Keppel-Bundy.

C’è molta professionalità all’opera.
Gli attori coinvolti sono di buon livello, la fotografia di Steve Cosens (The Dark Hours) è sufficientemente scura e torbida, ma ciò non basta ad elevare il film sopra la media di un qualsiasi episodio televisivo degli ultimi tempi, anzi, spesso il confronto sarebbe improponibile.

Bruce Greenwood (Super 8, Cell 213, Below) ci mette faccia e mestiere ma lo abbiamo visto più efficace in altre situazioni. Sam Jaeger (Within) sembra sempre a disagio in ogni abito che sfoggia mentre Cary Elwes (Saw - L'enigmista, L'ombra del vampiro, The Alphabet Killer, Psych:9) incarna con buona lena l'assassino seriale Ted Bundy, finendo in qualche modo con il somigliargli fisicamente.

L’elemento che sposta in maniera decisa il giudizio sono le terribili frasi che dobbiamo subire da tutti i protagonisti, perle di filosofia e di cupa riflessione sull’animo umano che suonerebbero risibili anche sulla bocca dei migliori personaggi, figuriamoci quando vengono pronunciate con serietà dalla moglie casalinga del profiler.

Alla fine vengono concessi pochissimo spazio e tempo al Green River Killer. E il doppiaggio italiano aggiunge melò e mistero dove non ci sono.

The Riverman: guardate una volta ancora Il silenzio degli innocenti o procuratevi direttamente il libro di Robert D. Keppel, l’orrore e la tensione non stanno in questo pezzettino di tubo catodico…


Titolo: The Riverman
Titolo originale: The Riverman
Nazione: USA
Anno: 2004
Regia: Bill Eagles
Interpreti: Cary Elwes, Bruce Greenwood

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Recensione del film The Riverman
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 23/06/2006

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