Recensione
Nine Lives

Nine Lives: visiona la scheda del film È guardando la vasta pletora di film come questo Nine Lives che ci si rende conto che a distanza di pochi anni abbiamo dimenticato tutti gli insegnamenti del primo Scream e, fra pubblico e produzioni, siamo tornati a replicare ad nauseam gli stessi identici meccanismi “denunciati” con lucidità e sarcasmo da Kevin Williamson.

Si continuerà per sempre a radunare gruppi di attori di scarsi mezzi in set raffazzonati facendoli comportare come i peggiori cretini di fronte a un qualsiasi tipo di pericolo, fra battute muffite, psicologie congelate ai tardi ottanta e svolte di trama da rischio di slogamento di mascella per gli sbadigli che provocano. Il pubblico noleggerà in una serata nella quale non ci sarà altro di nuovo da vedere, i produttori rientreranno nelle spese e guadagneranno pure qualcosa e verrà aggiunto l’ennesimo chiodino nella bara del genere…

In Nine Lives tocca a uno spettro scozzese animato da istinti tanto vendicativi quanto classisti far scempio di un insieme di personaggi sgradevoli (difficile empatizzare e provare qualche rimpianto per quelli che muoiono in Nine Lives…) riuniti alla meno peggio in un set che Nick Palmer vorrebbe strindberghiano e che invece ha il sapore di porridge e cavoli bolliti travestiti da cuoio antico e legno pregiato.

L’elemento soprannaturale innestato da Andrew Green (produttore, regista e sceneggiatore) appare pretestuoso e superficiale, una sorta di "Dieci piccoli indiani incontra Il tocco del male" e i sogghigni di derisione si trasformano in smorfie di incredulo disgusto quando una delle oche riunite a starnazzare nella villa cerca di approfondire insieme al ragazzo random di turno il concetto del gatto di Schrödinger.

Fra i peggiori dialoghi ascoltati da tempo (il regista ha infatti chiamato Tom MacRae ad aiutarlo a scrivere), peggiorati dalla traduzione italiana (“Andy, andiamo!” è solo un esempio…) e dalla scelta dei patronimici: Tim e Tom, nominati di continuo in coppia, relegano la pellicola nel territorio grigio-rosa della comicità involontaria.

Il regista ha girato questa perla nell’ormai lontano 2002 e purtroppo da allora non ci ha regalato altri lampi di genio, restiamo in attesa.
Sangue, tensione e nudità fanno a gara in Nine Lives per scoprire chi è più assente dallo schermo e non sappiamo indicare il vincitore; di sicuro ci perde lo spettatore e vengono sconfitti per l’ennesima volta l’intelligenza e il buon gusto.


Titolo: Nine Lives
Titolo originale: Nine Lives
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 2002
Regia: Andrew Green
Interpreti: Rosie Fellner, Vivienne Harvey, Paris Hilton, David Leitch

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Recensione del film Nine Lives
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 02/01/2005

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