Recensione
Killer Klowns from Outer Space

Killer Klowns from Outer Space: visiona la scheda del film Quando ci si inoltra in quel vasto e curioso oceano che è la filmografia di serie B, il rischio di incappare in pellicole squallide o pretenziose è elevatissimo. Il settore dei film horror thrash, poi, è forse quello piò a rischio, poiché questo genere è quello che più di tutti risente del fenomeno della “clonazione” ossia della produzione incontrollata di copie mal fatte di film di maggior successo (vedere gli infiniti cloni de Lo Squalo, i seguiti apocrifi de La Casa di Raimi, o il farlocchissimo Alien 2, una patetica produzione italiana del 1980 che costrinse Hollywood a chiamare Aliens il seguito del capolavoro originale di Ridley Scott).

In mezzo a tutto questo ciarpame cinematografico, però, non è raro trovare degli autentici capolavori, destinati a lasciare il segno (spesso in maniera inconsapevole) nella successiva storia del cinema. Killer Klowns from Outern Space, il film di cui stiamo parlando, appartiene sicuramente a questa categoria.
Ma andiamo con ordine.

A voler essere precisi, Killer Klowns from Outern Space non è propriamente un film horror in senso stretto, ma un film horror-demenziale, poiché trae spunti volutamente comici da molti dei topos delle più famose pellicole horror e fantascientifiche dell’epoca, soprattutto Blob, L’invasione degli Ultracorpi e Alien.

Tale precisazione non deve, però, trarre in inganno: tra Killer Klowns (titolo con cui è circolato in Italia) e altri titoli horror-demenziali, come l’infinita saga dei “Movie” (quella cominciata con Scary Movie, per intenderci) c’è un abisso, in gran parte costituito dal tipo di comicità perseguito e dalla struttura filmica che ne deriva.

Nel primola parodia e le gag umoristiche non sono mai ricercate fino all’esasperazione ma sono, anzi, funzionali per la prosecuzione della trama, senza la quale il film stesso non avrebbe gran senso di esistere.

Come rendere ancora attuale un canovaccio fin troppo sfruttato dalla cinematografia di serie B come quello dell’invasione aliena in una città americana di provincia? La scelta dei Fratelli Chiodo è stata quella di girare il tutto esattamente come se fosse un film di genere, rovesciandone allo stesso tempo le atmosfere e i topos con idee a dir poco geniali.

Invece dei classici bug-monsters del cinema da drive-in, i cattivi sono Clown provenienti dallo spazio, atterrati sulla Terra con un gigantesco tendone da circo. Sono, ovviamente dotati, di armi di inimmaginabile potenza, quali pistole spara pop-corn, torte (in faccia) acide e ombre cinesi viventi.

Il loro scopo, benché non venga mai detto esplicitamente, sembra essere quello di rinchiudere i maschi umani in bozzoli di zucchero filato (le femmine, invece, vengono imprigionate in grossi palloncini colorati) per usarli come riserva alimentare. A tal fine, il colpo di genio della "cantina" dell’astronave, dove decine di bozzoli di zucchero filato (simili in tutto e per tutto a prosciutti appesi per la stagionatura!) vengono "saggiati" da un Clown con una cannuccia.

Per contro, tanto i protagonisti quanto i personaggi secondari umani del film risultano estremamente stereotipati e interpretati con una recitazione piatta che li rende decisamente dimenticabili.

Le uniche eccezioni sono costituite dai Fratelli Terenzi (interpretati dai debuttanti Michael Siegel e Peter Licassi), che con la loro parlantina fortemente allusiva e le continue gaffes costituiscono l’elemento irriverente del film e dal poliziotto Curtis Mooney (John Vernon, Animal House) il cui comportamento scontroso e sospettoso fino all’eccesso (fino alla fine resterà convinto che l’invasione aliena sia un complotto dei Fratelli Terenzi contro di lui) permetteranno la costruzioni di alcune delle scene più memorabili della pellicola.

La scelta di mantenere anonimi i protagonisti perfino nel cast - Grant Cramer (Santa Claws), Susanne Snyder (Il Ritorno dei Morti Viventi 2, Dimensione Terrore) e John Allen Nelson (Deathstalker III - I guerrieri dell'inferno, Feast III: The Happy Finish) non erano propriamente degli attori di fama - è tutta volta a garantire quanto più spazio possibile ai Clowns che, pur senza praticamente dire una parola, riempiono il film con le loro gag e i loro modi assurdi di uccidere gli umani.

Questo non vuole certo dire che questo sia solo un film comico, anzi: uno dei punti di forza della pellicola è proprio quello di aver saputo mantenere l’equilibrio tra l’horror e la demezialità. A tal fine la scelta è stata quella di isolare un numero circoscritto di scene da brivido a dir poco magistrali (tra tutte, quella di Curtis trasformato in un pupazzo da ventriloquo umano) la cui forza risulta ulteriormente ampliata dal fatto di cogliere totalmente di sorpresa lo spettatore, che fino a qualche minuto prima si stava sbellicando davanti all’ennesima gag comica.

In conclusione, Killer Klowns from Outern Space è un film godibilissimo, un piccolo capolavoro che non può mancare a chiunque sia un appassionato della cinematografia horror o di fantascienza. Unico dispiacere è che i suoi registi e sceneggiatori, i Fratelli Chiodo, non abbiano continuato a sfruttare la straordinaria vena artistica che hanno dimostrato con questo film e abbiano preferito tornare a svolgere l’attività di supervisori degli effetti speciali.


Titolo: Killer Klowns from Outer Space
Titolo originale: Killer Klowns from Outer Space
Nazione: USA
Anno: 1988
Regia: Stephen Chiodo
Interpreti: Grant Cramer, Suzanne Snyder, John Allen Nelson, John Vernon, Michael Siegel, Peter Licassi

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Recensione del film Killer Klowns from Outer Space
Recensione scritta da: White Pretorian
Pubblicata il 23/08/2014

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