Recensione
L'Alba dei Morti Viventi

L'Alba dei Morti Viventi: visiona la scheda del film Non entrate in sala prevenuti, pronti a paragonare questo L'alba dei Morti Viventi (Dawn of the Dead) con il classico di George A. Romero. Sarebbe una mattanza critica.

E non state a dibattere se gli zombi possono o meno correre, se l’horror ha bisogno o meno di sottotesti, se è preferibile una visione irrazionale a una razionale: non sono distinzioni e basi adatte a giudicare un film horror, si tratta di questioni speciose e irrilevanti in quanto... In quanto entrando in sala cerchiamo orrore, paura, terrore, ribrezzo. E queste sono emozioni, concetti, sensazioni difficili da filmare con uno stile videoclipparo, da figlio di MTV, come quello di Zack Snyder (300, Watchmen).

L’orrore fugge via quando sente puzza di tecnica up-to-date che lo vuole costringere entro i termini di una qualsiasi puntata di Friends. Scappa verso altri lidi, fuori dai centri commerciali.

Il film funziona molto bene nei primi minuti seppur più entro i canoni di una pellicola di azione che altro. Ma appena i nostri eroi decidono di entrare nel supermercatone la sceneggiatura si accartoccia esibendo buchi attraverso i quali potrebbero penetrare orde di mostri e zombi. Ma va bene, siamo fan dell’horror, stringiamo i denti e andiamo avanti, accettando dialoghi dementi e azioni idiote pur di assistere all’orrore.

Il problema è che questo non si fa vivo, le comparsate dei morti viventi spingono al sorriso e i pochi momenti gore vengono edulcorati dalla fotografia "così carina".

I personaggi, come spesso accade, vengono ridotti a monofunzioni stereotipate (il buono, il brutto, il duro, il sarcastico, la donna forte, la donna fragile...) al cui confronto gli zombi assedianti sembrano pieni di vita e l’intero film si riduce a un discontinuo scontro con il morto di turno, cadendo spesso nel ridicolo involontario (che è la tomba di ogni pellicola horror) il cui esempio più fulgido è la "spassosissima" scena del parto.

Va meglio quando lo sceneggiatore decide per l’umorismo volontario (il cecchino cui vengono indicati i non morti da terminare tramite le somiglianze con attori famosi) o per il film d’azione tout court (la fuga sul mezzo blindato, i sotterranei del centro commerciale) ma niente riuscirebbe a salvare una pellicola pessima come questa.

Vi è un solo momento che brilla di una luce intensa ed è l’ultimo messaggio segnato sul cartello dal cecchino, non posso spiegare altro per non rovinare la sorpresa a nessuno, si tratta di un istante "barkeriano" di rara efficacia. Occhio alle varie citazioni e cameo (il più evidente è quello di Tom Savini) e soprattutto non uscite subito dalla sala appena scorrono i primi titoli di coda in quanto il film continua verso la sua scontata fine...

Se siete giovani e non conoscente il mondo dei morti viventi rifugiatevi comunque in ottime pellicole recenti quali Resident Evil o 28 Giorni Dopo mentre se avete esperienza di zombie potete sempre rispolverare le vecchie videocassette di Romero o Lucio Fulci e rifarvi gli occhi con visioni di orrore non ancora conciliato da mamma Blockbuster.

Essendo un horror-fan di lunga data non posso far altro che provare dispiacere per come Hollywood sta trattando il mio genere preferito, preferendo fornire al pubblico una visione all’acqua di rose e soffocando i progetti realmente validi sotto una coltre di pessima distribuzione e scarso budget. Il prossimo passo, già annunciato dagli imminenti remake e progetti, sarà sicuramente quello di conciliare e normalizzare anche la visione orrorifica orientale, lasciando alla sola Inghilterra la precaria difesa di idee e pellicole non comuni. Per nostra fortuna il mercato dei DVD e filmati di vario formato reperibili nei siti e nei negozi online ci parla di una scena parallela e totalmente diversa rispetto a quella ufficiale delle sale, una scena che fa ben sperare per il futuro.

Se siete amanti del brivido ci sono in definitiva due modi per affrontare una situazione del genere e non sarò certo io a permettermi di giudicare uno superiore all’altro: o versate allegramente i vostri soldi per questo remake sperando che servano per ampliare il mercato e dare occasione anche ad altri progetti oppure usate la somma per premiare qualche prodotto più alternativo con l’ottica del “meglio tre film all’anno che ho davvero gradito piuttosto che venti con i quali ho fatto fatica ad arrivare fino in fondo”. A voi la scelta.


Versione 2.0 | Recensione pubblicata originariamente il 02/02/2003


Titolo: L'Alba dei Morti Viventi
Titolo originale: Dawn of the Dead
Nazione: USA
Anno: 2004
Regia: Zack Snyder
Interpreti: Sarah Polley, Ving Rhames, Jake Weber, Mekhi Phifer, Ty Burrell, Michael Kelly, Kevin Zegers, Michael Barry, Lindy Booth

Condividi la lettura con i tuoi amici!

Recensione del film L'Alba dei Morti Viventi
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 02/02/2004

Concorsi letterarii in Italia
Il Catalogo delle Bici Elettriche 2018

Film horror: tutti i migliori del 2018

Tutti i migliori film horror del 2017

Tutti i migliori film horror del 2016

Film con zombie: i migliori

Favole Horror: le fiabe che fan paura da morire

La classifica dei 10 serial killer più famosi

Simboli Esoterici: significato, origini e uso

Film con vampiri: i migliori

Misteri e storie incredibili

Le più spaventose leggende metropolitane

I 10 animali più velenosi al mondo

Tutto sulla festa di Halloween del 31 ottobre

Il malato mondo dei serial killer

I peggiori disastri della storia umana

Disclaimer e Diritti | Recapiti e Contatti | Questo sito usa i cookie: consulta le nostre privacy policy e cookie policy | P.I. 03460680139