Recensione
Highwaymen - I Banditi della Strada

Highwaymen - I Banditi della Strada: visiona la scheda del film Robert Harmon chiude con Highwaymen - I Banditi della Strada un ideale circolo della tensione on the road aperto vent'anni prima con il suo The Hitcher - La Lunga Strada della Paura. E lo fa con una pellicola asciutta e secca come i paesaggi desertici che dipinge. Affida al volto intenso di Jim Caveziel il ruolo del man with a mission e a Rhona Mitra quello della brunetta del destino ma le vere protagoniste degli ottanta minuti sono le due macchine e il paesaggio circostante.

L'Eldorado zannuta appare fin da subito macchina infernale ben più credibile della vecchia Christine e la Barracuda riesce a reggere il confronto con l'altro mostro di metallo a suon di rombi e frenate.
Harmon mostra eccellente polso nelle scene maggiormente concitate e alcuni degli scontri strappano un sussulto anche al più smaliziato degli spettatori grazie al montaggio molto furbo e up to date.

L'altro campo nel quale eccelle il regista (reduce, lo ricordiamo, dall'inguardabile They - Incubi dal Mondo delle Ombre) è il tratteggio del paesaggio che alterna assolate distese desertiche a iperrealistici quadri notturni che, complice la colonna sonora, sembrano usciti da The Big Heat di Stan Ridgway.

Allora dove fallisce il film?
Highwaymen crolla vistosamente proprio nel mancato sviluppo e approfondimento delle premesse più interessanti e gran parte della colpa è, con ogni probabilità, da attribuire agli sceneggiatori.
La figura del serial killer (condannato alla sedia a rotelle e provvisto di varie protesi), vero e proprio mostro cronenberg/ballardiano non viene esplorata a sufficienza e se l'acciaio delle auto in Crash dettava la via a un nuovo eros qui ci si limita alla pura caratterizzazione esteriore senza nulla dire dell'intimo rapporto fra carne e metallo (il killer in pratica vive a bordo dell'auto, dotata di comandi particolari e, come lui, "cieca" da un fanale) che avrebbe potuto creare una dialettica interessantissima.

Altro dato stimolante prima accennato e poi subito scartato è quello di un neo-alfabeto da porre accanto alla nuova carne martoriata e miscelata al ferro, quella scrittura formata dalle frenate, dai segni delle gomme sulla strada, dai rottami delle auto che, afferma il poliziotto esperto di incidenti, narrano ognuno la propria storia e possono essere letti da chi ne conosce l'alfabeto.

Materiale che sotto la direzione di un regista più accorto avrebbe potuto generare una memorabile pellicola di quel nuovo orrore che attendiamo da troppo tempo. Nelle mani di Harmon tutto ciò si trasforma in una vicenda ricca sì di momenti d'azione ad alto tasso adrenalinico ma priva di genio e di gusto del macabro, vicenda che sfocia infine in un atroce lieto fine che lascia in bocca un sapore di telefilm ben girato.


Titolo: Highwaymen - I Banditi della Strada
Titolo originale: Highwaymen
Nazione: Canada
Anno: 2003
Regia: Robert Harmon
Interpreti: James Caviezel, Rhona Mitra, Frankie Faison, Colm Feore

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Recensione del film Highwaymen - I Banditi della Strada
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 24/06/2004

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