Recensione
American Psycho

American Psycho: visiona la scheda del film Tratto dal romanzo omonimo, capolavoro di Bret Easton Ellis, American Psycho deve per forza operare alcune cesure rispetto al testo di partenza per la violenza estrema di certi brani, perdendo in questo modo l’immediatezza del flusso di coscienza godibile mediante la lettura.

Ma questo è l’unico dato negativo dell’opera di Mary Harron che, in un periodo di forte abuso della figura del serial killer, confeziona un prodotto stilisticamente maturo e contenutisticamente assai intrigante.

Grazie a ottime scelte di scenografia e fotografia veniamo scagliati negli effimeri anni ottanta, fatti di loft ultrafreddi (nello scegliere un’illuminazione di questo tipo Sekula compie un buon lavoro), edonismo reganiano e fiumi di cocaina. La regista, alternando ai momenti di vita “normale” (quasi più agghiaccianti dei crimini stessi) gli efferati e insensati atti di violenza, prende lo spettatore per mano e lo sprofonda in un incubo insolito, dove uccidere un’altra persona è forse l’unico modo per sentirsi ancora vivi in una metropoli vetrificata e deserta.

È proprio l’assenza di motivi in American Psycho, l’impossibilità di una spiegazione finale o di una redenzione (“This is not an exit” recita una scritta su una porta al termine del film…) che turba lo spettatore già stremato dall’impatto grafico di alcuni degli omicidi.

Grande, enorme rilievo ha la recitazione di Christian Bale (The Dark Knight Rises, Terminator Salvation, Il cavaliere oscuro, The Prestige, L'uomo senza sonno), fisico e volto da vero yuppie, ghigno folle e sguardo che scava dentro lo schermo, in cerca di risposte da parte nostra, risposte che latitano. Il giovane attore recita con il corpo e con le espressioni facciali, mantiene un certo distacco anche nelle situazioni più coinvolgenti e condisce le sue performances con una sottile vena d’ironia che sicuramente non guasta.

Ennesima ottima prova di Willem Dafoe (Daybreakers- L'ultimo vampiro, Antichrist, Anamorph: i ritratti del serial killer), qui nelle vesti di un ispettore di polizia, funzionale tutto il resto del cast.

Da sottolineare infine come la Harron abbia posto molta enfasi nel farci dubitare di tutto quel che vediamo: American Psycho potrebbe essere solo un gigantesco trip mentale del deviato protagonista, aspetto questo sul quale l’autore del romanzo non riversa grande attenzione.


Versione 2.0 | Recensione pubblicata originariamente il 02/04/2003


Titolo: American Psycho
Titolo originale: American Psycho
Nazione: USA
Anno: 2000
Regia: Mary Harron
Interpreti: Christian Bale, Reese Witherspoon, Chloe Sevigny, Samantha Mathis, Jared Leto, Willem Dafoe

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Recensione del film American Psycho
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 02/04/2003

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