Recensione
Antropophagus

Antropophagus: visiona la scheda del film Antropophagus è un classico della filmografia orrorifica italiana e probabilmente il più famoso film di Joe D’Amato, al secolo Aristide Massaccesi. A contrario di quanto si possa pensare e pur presentando due momenti iper truci (omicidio di Serena Grandi e l’assurdo finale), il film non è una sagra dello splatter.

D’Amato gioca molto sulle regole tipiche dello slasher movie americano, creando molte situazioni di potenziale pericolo dove non accade nulla e mettendo, poi, in scena il killer quando lo spettatore meno se lo aspetta.

La sceneggiatura di Luigi Montefiori (alias George Eastman) non è pessima-pessima, visto che cerca di imbastire un minimo di storia (non male l’idea del villaggio abbandonato che ricorda vagamente le “visioni” Lovecraftiane), tuttavia non è esente da buchi narrativi (per esempio, non si capisce perché l’assassino non sia stato internato dalla polizia) e non caratterizza a dovere alcuni dei personaggi principali (vedi la signora che si suicida e l’assassino).

Un po’ fuori luogo la scena iniziale che cita al quanto stranamente, visto il genere, Lo Squalo (!?).

La regia di D’Amato è più che sufficiente, ma non può paragonarsi a quella dei vari Argento, Fulci, Bava, Soavi, Martino, Deodato e via dicendo, essendo assai meno creativa sotto il profilo visionario.

Rozza la fotografia (dello stesso D’Amato), pessima la colonna sonora di Giombini. Quest’ultimo aspetto è un vero peccato, visto che con un altro sound alcune scene di Antropophagus avrebbero reso decisamente meglio.
Buonissime e affascinanti le scenografie (bella la scena nel cimitero e soprattutto quella nella catacomba) con location scelte con gusto.

Interpretazioni e make up ai limiti della sufficienza, inquietantissimo, però, Montefiori che se ne va in giro con un espressione davvero aberrante.

Nel cast artistico si segnalano, oltre al volto noto di Montefiori, Tisa Farrow, sorella della famosa Mia Farrow (la biondina di Rosemary’s Baby), che la leggenda vuole fosse una guidatrice di taxi, Zora Kerova (la bionda appesa per i seni in Cannibal Ferox di Lenzi) e una giovanissima e irriconoscibile Serena Grandi (accreditata come Vanessa Steiger).

In definitiva, Antropophagus è un prodotto particolarmente considerato dai cultori del genere, ma che a mio avviso non si segnala in un ipotetica top ten dei migliori horror di casa nostra. In ogni caso da avere in videoteca per gli appassionati di B-Movies alla matriciana.


Titolo: Antropophagus
Titolo originale: Antropophagus
Nazione: Italia
Anno: 1980
Regia: Joe D'Amato
Interpreti: Tisa Farrow, Saverio Vallone, Vanessa Steiger, Margaret Donnelly, Mark Bodin, Serena Grandi, Zora Kerova

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Recensione del film Antropophagus
Recensione scritta da: Matteo Mancini
Pubblicata il 03/05/2008

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