Recensione
The Butterfly Effect

The Butterfly Effect: visiona la scheda del film L’idea alla base di The Butterfly Effect, seppur priva di originalità, prestava il fianco a vari e succosi sviluppi, tutti accuratamente scartati dal duo alla regia, esclusivamente preoccupato da una messa in scena prettamente televisiva che ricorda molto, complici gli attori, una qualsiasi serie giovanilistica da Baywatch a Dawson Creek passando per i vari Buffy l'ammazzavampiri.

Eric Bress (poi sceneggiatore di The Final Destination) e J. Mackye Gruber sembrano attratti dall’idea di un protagonista immateriale che condizioni la vita dei protagonisti attraverso una serie di accadimenti confusi e di difficile credibilità. Nella loro precedente sceneggiatura, Final Destination 2, questo ruolo "invisibile" era svolto nientemeno che dalla Morte sotto forma di tragici quanto inevitabili incidenti, mentre questa volta tocca al viaggio temporale con tanto di teoria del caos. Agiti da queste forze primordiali i protagonisti dei loro copioni subiscono passivamente il destino e vengono sviliti al ruolo di macchiette senz’anima.

La sceneggiatura, oberata dal peso di una continua reiterazione del "ritorno al futuro" crolla sotto una serie inevitabile di cortocircuiti diegetici ai quali si aggiunge un sovraccarico di tematiche (frammenti di film carcerario, commedia romantica, camp-movie, kammerspiel freudiano, esaltazione della giovinezza...) che non giova certo alla narrazione.

Lo script non viene poi sorretto da nessuna delle componenti del film: la regia è priva di reali momenti di interesse e non riesce a innescare nessun momento di tensione mentre la fotografia spesso eccede nel sottolineare il sottotesto ricorrendo a colori marcati, specie nei momenti di felicità del personaggio, con toni pastello esasperati all’inverosimile. Si aggiunga una colonna sonora che sembra composta da fondi di magazzino New Line e una scenografia che fa della banalità la sua regola e sarà facile immaginare la qualità generale del film.

Inutile rimarcare l’inadeguatezza di larga parte del cast, è già stato segnalato in altre recensioni quanto l'attore protagonista Ashton Kutcher, proveniente dalla commedia leggera, appaia totalmente incapace di reggere un ruolo drammatico.

Quel che trovo veramente preoccupante, in The Butterfly Effect, sono due cose ben precise che sembrano aver contagiato la narrazione statunitense avente come oggetto l’universo giovanile.

Il primo aspetto negativo è l’estrema stereotipizzazione di persone, cose ed eventi: tutto viene urlato a piene lettere nel tono più univoco possibile, senza sfumatura alcuna in un processo di omologazione terribile a vedersi. Gli ambienti scolastici sono tutti uguali, le camere delle ragazze sono come ce le descriverebbe un romanzo harmony di serie B, gli alberi sono “Alberi” da libro di botanica, i ragazzi cattolici hanno tutti il golfino e la riga dei capelli da una parte. Insomma, quel che in The Truman Show era artificio e fonte di riflessione/risate in questo genere di film diventa la realtà, in un morboso gioco che lascia l’amaro in bocca.

Diretta conseguenza di questo “fascismo formale” è l’insopportabile messaggio reazionario latente in queste pellicole: chi si droga, addirittura chi fuma, chi ascolta musica diversa insomma chi devia dalla norma in qualsiasi modo viene “punito” in sede di caratterizzazione e dipinto a tinte fortemente negative sia per quanto concerne la psicologia che la pura forma fisica. Si tratta di un gioco al massacro che non piace e che dona al film un’aria didattico-moralista (condotta fra l’altro in maniera smaccatamente sleale) francamente fuori posto.

Chiunque di voi sia interessato al tema trattato in questo film (attraverso diverse angolature e sfumature) può pescare titoli che lo trattano in maniera assai più adeguata, da Memento a Ritorno al Futuro passando per Donnie Darko, mentre per chi cerca in uno spettacolo cinematografico un buon esercizio di recupero di situazioni e stilemi narrativi tipici dei serial televisivi la visione di The Butterfly Effect è raccomandata fuor di ogni dubbio.


Versione 2.0 | Recensione pubblicata originariamente il 03/03/2003


Titolo: The Butterfly Effect
Titolo originale: The Butterfly Effect
Nazione: USA
Anno: 2003
Regia: Eric Bress, J. Mackye Gruber
Interpreti: Ashton Kutcher, Amy Smart, Elden Henson, William Lee Scott

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Recensione del film The Butterfly Effect
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 03/03/2003

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