I castelli medievali più belli della Lombardia: la classifica

La classifica dei castelli medievali più belli e famosi della regione Lombardia realizzata per LaTelaNera.com dallo scrittore Livio Gambarini.

La classifica dei castelli medievali più belli della regione Lombardia

Minacciosi, maestosi, evocativi… Che siano cinti da un fossato o che se ne stiano appollaiati come rapaci di pietra sulle alture più impervie, è difficile rimanere indifferenti di fronte alla bellezza dei castelli medievali.

Cimeli di storia e memoria, lasciati in eredità dai nostri bellicosi antenati, il più delle volte si presentano rovinati, diroccati o completamente stravolti dai rimaneggiamenti.

Per fortuna un certo numero di essi ha mantenuto intatta la sua bellezza attraverso i secoli: si possono visitare ed esplorare, sono perfetti sia come sfondo per i selfie che come meta per un’escursione in famiglia. L’importante è non fermarsi lì.

La vera meraviglia di un castello è legata a quello che rappresenta, al suo ruolo nella Storia: visitarne uno senza conoscerla è come ordinare una leccornia al ristorante e poi accontentarsi di guardarla.

Ecco quindi un’agile guida a quelli che sono secondo noi i 5 più bei castelli della Lombardia.

L’epoca che abbiamo privilegiato è il basso medioevo, più in particolare il periodo tra il XIII secolo e il Rinascimento. In quest’epoca, infatti, si assiste a una rincorsa tra il perfezionamento delle fortificazioni e quello dell’arte ossidionale (o poliorcetica), ovvero l’insieme delle tecniche e degli strumenti atti a espugnare un castello.

Il castello di Pagazzano
foto: il castello di Pagazzano in provincia di Bergamo | fotografo: Mercurioblu


Lombardia fortificata: la Rocca di Angera (VA)

In questo viaggio nel tempo, la prima tappa è alla Rocca di Angera.
Sorta su antiche fortificazioni sulla cima di una cresta di roccia, la sua mole sobria e poderosa domina il Lago Maggiore dai primi secoli dopo il Mille.

Il maggiore restauro si ebbe nell’epoca successiva a Ottone Visconti, il famoso arcivescovo che preparò alla sua casata la strada per la signoria di Milano, infliggendo una dura sconfitta alla famiglia rivale Della Torre nella Battaglia di Desio del 1277. Tale episodio fu splendidamente raffigurato nelle Sale di Giustizia della Rocca, in un ciclo di affreschi tra i più importanti del Duecento italiano.

Il punto migliore dell’edificio in cui godere del panorama del lago e delle Prealpi è senz’altro l’alta torre castellana, ma merita una visita anche quella che sovrasta il belvedere pergolato, fatta costruire e affrescare da quel Giovanni Visconti che fu arcivescovo e co-signore di Milano nei decenni centrali del Trecento. Lo stendardo della Vipera continuò a sventolare sulla Rocca fino al 1449, quando la proprietà passò alla famiglia Borromeo, che la possiede tutt’ora.

Tra i vari allestimenti didattici e museali ospitati nelle sale della Rocca (tra cui il museo del giocattolo, degli automi e delle maioliche), ai piedi del corpo principale si stendono i Giardini medievali, ricostruiti sulla botanica e la farmacopea dell’Età di Mezzo.

La Rocca di Angera in provincia di Varese
foto: una bella panoramica sulla Rocca di Angera | fotografo: Alessandro Vecchi


Lombardia fortificata: il castello di Malpaga a Cavernago (BG)

La seconda tappa del viaggio è invece in pianura, nel paese di Cavernago (BG) in cui sorge il castello di Malpaga. Della famigerata rivalità che oppose i guelfi e i ghibellini in gran parte dell’Italia centro-settentrionale sul calare del Medioevo, il contado bergamasco registrò pagine particolarmente sanguinose.

Essendo collocato nei domini vescovili in pianura, a meno di una giornata di viaggio da Bergamo, questo castello giocò un ruolo di sorveglianza del territorio nei secoli XII-XV, venendo coinvolto in numerosi fatti d’arme che lo lasciarono diroccato e in rovina; i suoi anni d’oro tuttavia dovevano ancora cominciare.

Nel 1456 il Comune lo vendette a Bartolomeo Colleoni, il famoso condottiero bergamasco che nella propria insegna nobiliare sfoggiava con orgoglio i tre testicoli di cui pare fosse provvisto. Sopravvissuto a innumerevoli imprese militari, al culmine della sua carriera ottenne il comando dell’intero esercito di Venezia; stabilì quindi la sua dimora nel vecchio castello e investì ingenti risorse per trasformare il rudere in una reggia degna di un Signore di fine ‘400.

Per prima cosa fece ristrutturate le mura, ampliò gli alloggi delle truppe e scavò un secondo fossato attorno al primo, per contrastare eventuali attacchi di artiglieria; a quel punto si dedicò all’attività mecenatesca chiamando sul posto quotati artisti locali e d’Oltralpe, di cui rimangono splendide rappresentazioni negli affreschi delle varie sale.

Tra i più significativi vi sono quelli attribuiti al Romanino nel Salone dei banchetti, raffiguranti la visita a Malpaga del re Cristiano I di Danimarca, e la rappresentazione nel cortile interno della Battaglia della Riccardina, uno dei grandi trionfi bellici del Colleoni.

Caso rarissimo, il condottiero ebbe tutto il tempo per godersi il proprio ritiro a Malpaga, trascorrendovi ben due decenni di agiata vecchiaia prima di spirare, ottantenne, nel suo letto. Come d’accordi, la Serenissima gli dedicò un monumento bronzeo da esporre in Piazza S. Marco e ne incassassò l’eredità di ben 300.000 ducati (oltre una tonnellata d’oro zecchino).

Rispetto alle poderose piazzeforti sforzesche e viscontee sparsi in tutta la Lombardia, il castello di Malpaga deve il suo fascino al suo carattere curiosamente ibrido, partecipe sia della concezione medievale di castello inespugnabile e scomodamente fortificato, sia di quella rinascimentale del palazzo come luogo di splendori, sede di una corte di artisti che simboleggia la ricchezza e il successo del Signore.

il castello di Malpaga a Cavernago (Bergamo)
foto: le mura esterne del castello di Malpaga a Cavernago | fotografo: trolvag


Lombardia fortificata: il castello di Soncino (CR)

La terza tappa del viaggio delizierà quanti, più che affreschi e ambienti interni, amano l’architettura militare tipica dei castelli. In effetti, in tutta Europa poche fortezze possono vantare un colpo d’occhio pari al Castello di Soncino (CR), che domina la pianura padana a eguale distanza da Cremona, Brescia e Bergamo.

Tutto, in questa rocca voluta nel 1454 da Francesco Sforza e rafforzata nei decenni successivi, contribuisce a evocare il fischiare dei dardi e il clangore delle spade, soverchiate dal rimbombare delle pietre scagliate dai mangani e dai ritmici colpi dell’ariete sui portoni fasciati di ferro.

L’interno è spoglio e delle decorazioni restano pochi frammenti, ma abbondano elementi iconici come i vasti sotterranei con prigioni e depositi, il cortile principale con il pozzo e le stalle, chiuso in un quadrato di mura merlate dotate di camminamento e incardinato da robuste torri angolari (di cui una, cilindrica, è un gioiello architettonico di rara bellezza), il tutto cinto da un largo fossato scavalcato da due ponti levatoi, uno protetto da un barbacane, l’altro da una seconda piazza d’arme collegata alla prima, il tutto coronato da feritoie e caditoie da cui gettare pietre, frecce e liquidi bollenti.

Una meraviglia!

Riguardo all’ultima arma menzionata, così micidiale nella sua semplicità, può essere interessante sfatare un piccolo luogo comune sugli assedi medievali. Non capitava quasi mai, infatti, che i difensori di un castello riempissero di olio i paioli sulle caditoie, essendo da un lato un materiale pericolosamente infiammabile (il camminamento e le tettoie protettive erano in gran parte di legno), ed essendo dall’altro molto costoso, al punto che era molto raro che all’interno del castello ne venisse stipata una quantità sufficiente per tale uso.

Nella realtà storica, pare che i calderoni bollenti rovesciassero invece pece, acqua putrida e materiali d’avanzo: non di rado di escrementi umani liquidi e solidi, che avevano la caratteristica aggiuntiva di infettare qualunque ferita con cui entravano in contatto, con effetti micidiali.

il castello di Soncino (Cremona)
foto: gli esterni del castello di Soncino | fotografo: Fabio Poggi


Lombardia fortificata: la Rocca di Sirmione (BS)

La quarta tappa del viaggio ci porta all’estremità orientale della Lombardia, alla bellissima Rocca di Sirmione (BS), che si caratterizza subito per la sua spettacolare collocazione: nella strozzatura di una penisola che divide in due le acque del Lago di Garda meridionale, a custodia dell’accesso al centro storico di Sirmione e alle famose Grotte di Catullo.

Inglobando resti di un’antica fortezza romana e levandosi come per magia dalle acque che lo circondano, questo castello di pietra bianca è tra i più belli e meglio conservati d’Italia, oltre che un rarissimo esempio di fortificazione lacustre.

Del complesso difensivo fanno parte diversi tratti di mura, porte-torri e ponti levatoi, che si articolano attorno alla fortezza dotata di tre massicce torri e di un mastio che svetta contro il cielo per ben 47 metri, dalla cui sommità si può godere (per una modesta somma) di una vista impareggiabile sul lago e sui dintorni.

Parte rilevante del complesso è la darsena, un porto fortificato che ospitava la flotta militare sempre pronta a lasciare gli ormeggi per raggiungere qualunque punto del lago.

A chi si deve, storicamente, il merito della costruzione di questa meraviglia? Dalla merlatura a coda di rondine delle cortine murarie è facile intuirne l’antica appartenenza allo schieramento ghibellino, come gli altri castelli del presente catalogo; stavolta però non si tratta dell’opera di una casata lombarda, bensì di una veneta.

Veronese, per la precisione: la costruzione del castello fu infatti avviata intorno al 1280 da Mastino I della Scala per sorvegliare il lago e i territori della vicina Brescia, e completata durante la signoria del famoso Cangrande.

Quest’ultimo riuscì a elevare la propria casata all’egemonia in gran parte dell’Italia nord-orientale in un’avventurosa parabola familiare di matrimoni diplomatici alternati a guerre, da un lato con gli omologhi nord-occidentali, i Visconti, e dall’altro con l’astro crescente della Repubblica di Venezia.

la Rocca di Sirmione
foto: il fossato e la Rocca di Sirmione | fotografo: Manfred Heyde


Lombardia fortificata: il Castello Sforzesco di Milano (MI)

Siamo all’ultima, irrinunciabile tappa del viaggio nella Lombardia fortificata: il Castello Sforzesco di Milano.

Chi può dirsi lombardo e non aver mai attraversato il gigantesco Cortile delle Armi all’ombra della Torre del Filarete? Chi non ha sorriso guardando l’affresco dell’elefante in fondo alla Corte Ducale? Chi non ha mai ammirato da vicino i cupi torrioni cilindrici sugli angoli che guardano al Duomo, con la superficie tempestata di piramidi in serizzo a base quadrata, alcune ancora scheggiate da antichi colpi di cannone…

Sì, è vero: l’edificio in cui vissero Ludovico il Moro e Francesco Sforza venne distrutto durante le guerre napoleoniche e nei decenni che seguirono.

È vero: il gigante turrito che oggi separa via Dante dalla distesa di Parco Sempione (verde e marrone) è in gran parte frutto della ricostruzione fatta dell’architetto Luca Beltrami dopo il 1893.

È vero: diversi altri castelli visconteo-sforzeschi (Pavia, Pagazzano, Trezzo, Pandino…) potrebbero rivendicare a buon diritto un posto in questa guida.

Ma la variatio impone di sceglierne uno soltanto, e la scelta ricade non può che ricadere su di lui, il più grande castello medievale d’Italia; una scelta che ha davvero poco a che vedere con le sue dimensioni.

Il Castello Sforzesco è un vero e proprio scrigno di meraviglie per gli estimatori di Medievo e Rinascimento: Leonardo da Vinci, Bramante e innumerevoli altri hanno percorso le sale del complesso lasciandovi un’impronta.

Per i cultori d’arte, la Pinacoteca ospita le opere di Mantegna, Tiepolo, Canaletto e Correggio, insieme all’ultima opera scultorea di Michelangelo, la Pietà Rondanini.

Per i bibliofili c’è la Biblioteca Trivulziana con i suoi 1500 codici manoscritti e gli oltre 180.000 testi a stampa; per gli appassionati di musica c’è il Museo degli Strumenti musicali.

Per tutti gli altri, tutti, anche i più inerti e svuotati, come sempre più spesso siamo noi dell’era di Internet, ci sono gli altissimi camminamenti porticati da percorrere a piedi, da cui le persone sembrano grandi come topolini, e da cui Milano sembra sprofondare indietro nel tempo.

C’è l’emozione incontestabile e primitiva del solido e del gigantesco, che ci obbliga a uscire dal nostro registro comune per viaggiare con la mente in un’epoca in cui la guerra non era ancora qualcosa di sgradevole in un telegiornale o di emozionante in un film, ma un’ombra nera all’orizzonte, una burrasca costante che richiedeva scogli spropositati come quello, e come quello ne era parte integrante.

il cortile interno del Castello Sforzesco di Milano
foto: il cortile interno del Castello Sforzesco di Milano | fotografo: Fishponds1981


Altri bellissimi castelli medievali lombardi

La classifica di LaTelaNera.com è troppo breve per poter raccogliere e citare tutti i meravigliosi castelli presenti in lombardia. Qua sotto potete leggere in ordine sparso un elenco dei più famosi che non sono entrati nella nostra cinquina delle meraviglie: per conoscere la loro storia e le loro particolarità potete fare riferimento a Wikipedia o TripAdvisor.

Castello di Brescia (Brescia)
Castello Scaliigero (Sirmione)
Castello di Vezio (Perledo)
Castello di Chignolo Po (Chignolo Po)
Castello di San Vigilio (Bergamo)
Castello Sforzesco (Vigevano)
Rocca di Solferino (Solferino)
Castello di Desenzano (Desenzano Del Garda)
Castello di Padernello (Borgo San Giacomo)
Castello Visconteo (Pavia)
Castellaro Lagusello (Monzambano)
Castello Dal Verme (Zavattarello)
Castello Bonoris (Montichiari)
Castello Visconti di San Vito (Somma Lombardo)
Castello di Padenghe (Padenghe sul Garda)
Castello Visconteo (Trezzo sull'Adda)
Castello Di Pandino (Pandino)
Castello di Pagazzano (Pagazzano)
Castello Borromeo (Peschiera Borromeo)
Castello dell'Innominato (Vercurago)
Castello Di Breno (Breno)
Castello Quistini (Rovato)
Castello di Masnago (Varese)
Castello Baradello (Como)
Castello Mediceo (Melegnano)
Castello Visconteo (Abbiategrasso)
Castello Morando Bolognini (Sant'Angelo Lodigiano)
Castello Albani (Urgnano)
Castello Visconteo (Legnano)
Castello di San Colombano (San Colombano al Lambro)
Castello di Moniga del Garda (Moniga del Garda)
Castello di Bornato (Bornato)
Castello della Marigolda (Curno)
Castello di Oramala (Val di Nizza)
Castello di Belgioioso (Belgioioso)
Castello di Polpenazze del Garda (Polpenazze del Garda)
Castello Cova (Milano)
Castello Mina Della Scala (Casteldidone)
Castello Visconteo di Binasco (Binasco)
Castello di Corenno Plinio (Dervio)
Castello di Gorzone (Darfo Boario Terme)
Castello di Monzambano (Monzambano)
Castello Visconteo (Voghera)
Castello Carmagnola (Clusane sul Lago)
Castello Di Cavernago (Cavernago)
Castello di Macconago (Milano)
Castello Di Rezzonico (Santa Maria di San Siro)
Castello di Frascarolo (Induno Olona)
Castello di Sulbiate (Sulbiate)
Castello di Nazzano (Rivanazzano Terme)
Castello Oldofredi (Iseo)
Castello di Scaldasole (Scaldasole)
Castello di Drugolo (Lonato)
Castello Suardi a Bianzano (Bianzano)
Castello di Santa Maria (Tirano)
Castello di Cimbergo (Cimbergo)
Castello di Pomerio (Erba)
Castello Scaligero (Ponti sul Mincio)
Castello di Casiglio (Erba)
Castello di Cigognola (Cigognola)
Castello Beccaria (Pieve del Cairo)
Castello Avogadri (Marne)
Castello Crivelli (Inverigo)

E non dimenitace, cosa molto importante, durante e dopo la visita ai più bei castelli della Lombardia, è cogliere l’occasione per approfondire la conoscenza sul nostro passato.

Historia magistra vitae: ieri, oggi e domani!


Due parole sull'autore dell'articolo...

Lo scrittore ed editor Livio Gambarini

Livio Gambarini, classe 1986 e bergamasco d’origine, è scrittore, editor e insegnante di narrativa. Tutor e docente del corso di Alta Formazione Il piacere della scrittura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è co-sceneggiatore dei videogiochi Fangold e Land of Britain di Potato Killer Studio.

Il suo romanzo d’esordio Le Colpe dei Padri, ambientato nella Lombardia del 1300, è stato il best seller della casa editrice Silele Edizioni e ha inaugurato una trilogia a cui è seguito I Segreti delle Madri. Il romanzo Eternal War – Gli Eserciti dei Santi (Acheron Books) è stato finalista del Premio Italia come miglior romanzo fantasy italiano del 2015.

Sito personale: www.liviogambarini.com.


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I castelli medievali più belli della Lombardia: la classifica
Articolo scritto da: Livio Gambarini
Pubblicato il 20/07/2017


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