Recensione Romanzo Horror
Messa di mezzanotte

Libri > Recensioni > Messa di mezzanotte, di F. Paul Wilson, edito da Gargoyle Books nel 2007 al prezzo di 16.00 euro. Leggi la trama.

Clicca per leggere la scheda editoriale di Messa di mezzanotte di F. Paul Wilson Alcune premesse prima di iniziare…

Dobbiamo molto alla Gargoyle Books e non lo dimenticheremo mai.
Se l’horror tornerà nelle librerie, questa casa editrice passerà alla storia come coraggiosa apripista; se invece ciò non dovesse accadere, l’editore romano rimarrà comunque un raro esempio di coraggio e pervicacia.

Proprio per questo motivo sono sempre stato “tenero” nel parlare delle loro uscite: a riprova però di una fondamentale onestà intellettuale, il direttore della Gargoyle mi ha sempre incitato a non trattarli con i guanti.

L’ho fatto, al tempo, per vari motivi: dall’entusiasmo per una casa editrice che ci provava “davvero”, fino alla convinzione che in tempi di magra fosse opportuno cercare di aumentare il volume di fuoco horror by any means necessary, per dirla con due tizi più in gamba di me…

Ora è passato del tempo, la Gargoyle ha nel curriculum una ventina di uscite e i suoi libri occhieggiano dagli scaffali di qualsiasi libreria italiana che si rispetti.

Nel frattempo il sottoscritto ha cambiato opinioni circa il ruolo della critica e, in particolare, è ora assolutamente convinto che sia meglio non avere nessuna uscita horror piuttosto che delle uscite di qualità dubbia.

Ne sono ancor più sicuro se penso all’immane massa di ottimi titoli che attendono di essere valutati e tradotti, e che molto probabilmente non vedranno mai la luce nel nostro Paese.

A lato, piccola nota sulla confezione: ottima carta e grande cura editoriale, è innegabile.
Copertine un po’ anonime e simili fra loro e prezzi non certo popolari.

Da un lato devo rimarcare che si tratta comunque di prezzi convenienti se rapportati con la media dei volumi di simile fattura di altre case editrici (e, di nuovo, non è poco); d’altro canto mi piacerebbe che si pensasse a una maggiore diffusione nei confronti di chi non può permettersi certi prezzi.

Infatti un incremento delle uscite in una collana di tascabili potrebbe significare un aumento di diffusione in determinate fasce di lettori più giovani, con la conseguente creazione di un parco di pubblico in grado di crescere insieme alla casa editrice.

Vi sono alcuni titoli del catalogo Gargoyle di buona caratura, e almeno 2 di assoluto rilievo: titoli che rendono ancora più impietoso il confronto con questo Messa di mezzanotte di un irriconoscibile F. Paul Wilson.

Non che sia mai stato un autore di enorme statura nel pantheon della letteratura fantastica (per favore, non venitemi a tirare in ballo le copie vendute perché allora, mutatis mutandis, si potrebbero aprire immani baratri di valutazione…) ma conservo piacevoli ricordi del suo La Fortezza che, a questo punto, dovrei andare a rileggere per capire se ero giovane e stolto io o bravo e capace lui.

Curioso che, nell’intervento presente sul volume in chiusura di romanzo, si parli di “epopea”, perché se vi è una cosa assente in queste 430 pagine è l’epos.
E insieme a lei il mythos e il pathos.

Presente è invece la minestra riscaldata di cui, di nuovo, si parla nell’intervento.
Minestrone i cui elementi base sono da cercarsi più nel fumetto che nella letteratura, a partire dai disastrosi protagonisti: caricaturali e stereotipati, privi della potenza della stereotipizzazione dell’epos, appunto.

Una suora dinamitarda innamorata di un prete fustacchione con tanto di amico rabbino e nipote lesbo-karateka… Un quartetto che nemmeno l’Azzarello o l’Ennis peggio in arnese avrebbero usato senza paventare il ridicolo.
Aggiungete a questo una caratterizzazione psicologica pressoché inesistente (vi sfido, nelle prime pagine, a capire se chi parla è Bernadette o Carole basandovi puramente su dialogo e gesti, per esempio) e una trama diluitissima, e comincerete a farvi un’idea di dove sia andato a ficcarsi F. Paul Wilson.

E se si pensa che il romanzo è uscito in originale nel 2004, quindi poco tempo fa, le cose si fanno ancora più fosche, perché subisce il pesante confronto con altre recenti narrative horror-apocalittiche che settano standard difficilmente immaginabili per l’ormai stanco Wilson.

Senza compilare una lunga lista, possono bastare da un lato l’epopea zombie della World War Z di Max Brooks e la sfrenata terapocalisse di Brian Keene: da un lato una documentazione panottica e una capacità di estrapolazione dati ed elaborazione di possibili scenari che potrebbe far impallidire un Blue Gene, e dall’altro una fantasia necro-punk sfrenata, in grado di supplire a eventuali deficit di credibilità attraverso pirotecnie d’oltretomba.

Elementi del tutto assenti in un Wilson che bypassa furbescamente (perché ispirazione e talento possono andare e venire, ma il mestiere rimane) ogni descrizione di come si sia arrivati alla Vampire Era, fingendo di rifarsi a miti, iconografia e folklore, salvo poi evitare poteri, figure e specifiche che potrebbero inficiare la trama (e a tale scopo piega anche le scarne psicologie dei vari personaggi).

La scelta di far intravedere una apocalisse mondiale senza poi approfondirne i dettagli, ma anzi spostandosi subito in mezzo alla suburbia yankee, crea un brusco cortocircuito nelle aspettative del lettore che, da uno scontro di civiltà, eserciti e continenti, e dall’affresco di una pandemia emoglobinica di inusitate proposizioni, si trova poi scagliato a forza nella chiesetta locale, nel giardino di casa, nello scantinato della zia, in una riduzione di termini e figure che crea un crollo verticale degli interessi e dei coinvolgimenti.

Cosa rimane quindi?
Qualche scena d’azione, qualche mossa irrazionale (la sepoltura nella spiaggia è compitino da 4 secco al primo semestre di qualsiasi scuola di scrittura, così come l’intero evolversi della figura del prete), qualche lampo di zanne e qualche schizzo di sangue, due esplosioni e occasionale sesso per educande, il tutto reso greve da certi riferimenti alti (Beckett addirittura, e citato come lo si cita al bar, o un personaggio minore chiamato Carmilla, suvvia…) che in una narrativa pulp (in senso deteriore) come questa ci stanno come il proverbiale cavolo a merenda.

Esemplare il fatto che Wilson sbeffeggi la Anne Rice (autrice che non amo e quasi non digerisco) quando molto potrebbe imparare dalla scrittrice per quanto concerne descrizione e caratterizzazione, atmosfera e documentazione.
Ecco, forse in mano a qualche scavezzacollo di Hollywood (Tarantino, Rodriguez e altri paggetti dei Weinstein, pescate nel mucchio) la suora dinamitarda, il prete irlandese e la lesboindomita potrebbero fare furore fra i 16enni (e i 40enni male invecchiati), ma sulla carta rimangono figurine morte e bidimensionali che galleggiano senza disturbare nella minestrina tiepida.

Portatevi almeno sale e formaggio grattugiato prima di consumare.
E anche uno spicchio d’aglio.
Per insaporire, mica per altro.


Articolo originale apparso su Mal-Pertuis, il blog ufficiale di Elvezio Sciallis.

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Recensione del libro Messa di mezzanotte
Recensione scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 21/12/2007

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