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Recensione Romanzo Noir
LovemeLoveme

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LovemeLoveme: leggi la trama del libro

Autore:
Fabio Marcheselli

Casa Editrice:
Lettere Animate

Anno Edizione:
2014

Codice ISBN:
B00O8YDMWC

Pagine:
109

Prezzo:
0,99€

Genere:
Romanzo Noir



Ci sono occasioni in cui andare a “spiare” qualche dettaglio personale sull'autore diventa una lente importante attraverso cui comprendere meglio la sua opera: Fabio Marcheselli, scopriamo, è “psicologo, perfezionato in psicologia forense presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, criminologia e scienze forensi presso l’Università La Sapienza di Roma, perito presso il tribunale di Bologna. Collabora con il Centro Studi e Ricerche sul Diritto di Famiglia e dei Minori.”
Per ora passiamo sopra ai titoli e professioni, ma teniamoli a mente perché ci torneranno utili per comprendere alcuni punti di forza del suo romanzo.

Romanzo breve, questo LovemeLoveme, forse troppo breve e anche su questo vedremo di tornare in chiusura, romanzo che si avventura, con successo, in un campo complesso e difficile quale la delinquenza giovanile e la logica del branco.

Il successo è creato da un insieme di punti di forza che si mischiano in una sorta di spirale sempre più avvolgente e il primo di questi punti di forza è sicuramente il gioco di incastri narrativi fra il passato e il presente.
Punto zero, Big Bang che unisce questi due livelli narrativi è il crimine, il gesto, l'atto: prima di questo, nel passato, seguiamo le dinamiche fra i tre ragazzi protagonisti del crimine stesso e dopo il gesto cominciamo a seguire la procedura investigativa, l'indagine e i suoi, diversi, protagonisti.

Questo nostro tuffo nella “semplice” morte di una ragazza non segue una corrente unica quindi, un andamento cronologico e narrativo che ci porta dal punto A al punto B, bensì un continuo gioco di rimandi che, partito ovviamente con una certa difficoltà (si tratta pur sempre, ed è nozione che sorprende, dell'esordio dell'autore in ambito narrativo) diventa sempre più fluido fino a che non lo percepiamo come naturale.

Un altro punto di forza è la il linguaggio usato da Marcheselli, ricco nel vocabolario e articolato nella struttura, dotato quindi di un maggiore numero di armi descrittive, armi migliori rispetto alla media di chi si avventura in questi territori narrativi.
Un vocabolario che a tratti può persino diventare ostacolo nel caso l'autore voglia avere un pubblico vasto, perché richiede uno sforzo più consistente del solito e chiede al lettore un impegno, un apporto personale che a mio modo di vedere non dovrebbero mai mancare e formano un sodalizio, un patto fra chi scrive e chi legge.

Il terzo punto di forza di LovemeLoveme è formato dai personaggi: pur non essendo mai più di tanto originali e anzi, in alcuni casi partendo come stereotipati (penso per esempio a Vitale) ecco che man mano che entrano nel campo percettivo di Marcheselli essi prendono vita in modo prodigioso e si compie, sia con i “buoni” che con i “cattivi” l'eterno miracolo dell'empatia, al punto che quando arriviamo a pagina 107 completiamo la lettura con la sensazione di perdere di vista delle persone che cominciavamo a conoscere bene, e ci dispiace.
Fosse anche solo per questo piccolo dispiacere, dovremmo essere grati allo scrittore.

In partenza scrivevo della professione e dei titoli di Marcheselli, ne ho parlato perché sono la chiave che è in grado di spiegarmi i tre punti di forza che ho elencato.
Lo scrittore ha a che fare ogni giorno con crimine e minori, con le procedure investigative e con i tribunali, con vittime e colpevoli e conosce quindi la materia che ha scelto di trattare. Una conoscenza che non è frutto di qualche semplice ricerca in rete o quattro chiacchiere con un ispettore e nasce invece da uno studio e una frequentazione quotidiani.

Ecco quindi che un certo infodump, sia per quanto riguarda i meccanismi investigativi che per le dinamiche psicologiche dei vari personaggi, non giunge mai come ingombrante corpo morto, come montagna di dati inutili appiccicati per simulare comprensione bensì come descrizione viva di elementi fondamentali della vicenda, del come e perché si arriva ad accoltellare una ragazza e del come e perché si arriva a identificare chi quella ragazza l'ha accoltellata.

Non c'è qualche fantomatico genio del crimine né, tanto meno, un talentuoso investigatore che annusa l'aria e acchiappa i colpevoli: c'è una enorme montagna di lavoro, lavoro che svolgiamo o che subiamo e che porta comunque a dei risultati. Il lavoro del narcisismo, della noia, della scarsità di sguardo e orizzonti nei ragazzi, il lavoro dell'alcol e della cocaina, dell'incapacità di guardare agli altri come soggetti e quindi, come conseguenza, di considerarli poco più che oggetti che ci permettono di arrivare a nostri scopi e soddisfazioni.
E quando consideri l'altro come un oggetto, ecco che ti diventa ben più facile romperlo senza provare grandi dispiaceri o dubbi: al massimo lo sostituirai con un altro oggetto, più o meno carino come quello, più o meno colorato come quello che hai rotto.
Ecco anche perché in precedenza ho virgolettato buoni e cattivi: non esistono.
Ma anche il paziente lavoro di polverine e Luminol, di rilievi e tabulati, di testimonianze e impronte, un lavoro che si accumula e porta i suoi frutti.

Da psicologo Marcheselli ha anche ben più presente rispetto a molti fra noi il valore del rapporto fra passato, presente e futuro e questo gioca a suo favore nel creare il puzzle di rimandi fra oggi e ieri e, di nuovo da psicologo, l'autore sa benissimo quanto siano cruciali le parole, consapevolezza che lo obbliga a sceglierle con estrema cura mentre scrive LovemeLoveme.

Nessun esordio è privo di difetti o accuratamente bilanciato, ma il dato particolare di questo romanzo è che i suoi punti di forza, se non vengono amministrati con cura, alle volte possono diventare ostacoli alla lettura: ecco quindi che l'infodump, che come ho detto è di solito funzionale alla storia, alle volte si inceppa e si avvita e andrebbe scremato in fase di editing, così come alcuni dei riferimenti più precisi (penso per esempio alle molte canzoni citate) servono soltanto al lettore che già conosce quelle coordinate e risultano invece di ostacolo a chi non ha ascoltato certi pezzi o gruppi. E mentre il lessico è scelto con cura altrettanto non si può dire della punteggiatura. Sono, per fortuna, carenze minime e sporadiche e l'aspetto positivo è che si tratta di elementi che migliorano con il passare del tempo, con la scrittura e un accurato processo di revisione.

L'impatto delle conoscenze di Marcheselli talvolta è impressionante per come riesce a donare verosimiglianza alle scene. Prendiamo per esempio il momento dell'assunzione della cocaina: la fusione di nozioni biochimiche e psicologiche dona un forte realismo a certi dettagli, realismo spesso assente in quegli autori, anche molto noti, che amano spargere sesso e droga in molte pagine senza accorgersi che si tratta di sesso e droga parecchio irreali, molto “fantasy”.

Troppo breve, scrivevo all'inizio: anche in questo caso è evento ormai raro in una narrativa sempre più obesa, sempre più ricca di trilogie formate da volumoni. Il materiale contenuto in questo romanzo avrebbe potuto essere espanso per almeno un'altra cinquantina di pagine e non mi riferisco al finale, che può apparire un po' brusco ma per me è scelta molto azzeccata, quanto al percorso prima di arrivare al finale, ma è meglio finire un'opera avendo ancora voglia della stessa piuttosto che chiuderla quando non se ne può più.

Se volete vivere e provare a comprendere meglio alcuni tragici fatti che spuntano spesso nelle nostre pagine di cronaca, e se volte farlo tramite uno sguardo che è partecipe e mai giudicante, LovemeLoveme è il romanzo che fa per voi.

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Recensione del libro LovemeLoveme
Recensione scritta da: Franco Gemma
Pubblicata il 30/03/2015

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