La notte dei figli di nessuno

Un racconto sulla festa di Halloween scritto da Marta Cammarata

Spense il portatile e decise che era ora di tornare a casa. Sospirando si rilassò al pensiero che la settimana era finita e un certo fremito lo pervase alla prospettiva di avere davanti a sé tutto il weekend. Ben due giorni di tempo, pensò, tutto il tempo che voleva. A lui piaceva fare le cose con calma e finalmente poteva fare tutto quello che voleva con moltissima calma. Salutò i colleghi e guidò piano fino a casa.

Quando accese la luce dello scantinato lo vide seduto per terra appoggiato al muro. Era svenuto, con gli arti penzoloni appesi alle catene e la testa appoggiata al petto. Bene, forse ci siamo - pensò. Si avvicinò al bambino e lo colpì alla gamba: niente. Si abbassò e cominciò a scuoterlo per le spalle, ma la testa rimaneva abbassata e si lasciava trasportare dai movimenti.

Si stava pregustando quel momento da molti giorni, dall'ultima vittima erano passati già due mesi. Lui li voleva tutti maschi, e tutti rigorosamente morti. Il direttore dell'orfanotrofio poteva essere definito suo amico, anche se nessuno dei due sapeva come si chiamasse l'altro, o dove vivesse, o quanti anni avesse; niente bigliettini a Natale o uscite insieme nei weekend, ma tra loro c'era una profonda e reciproca fiducia, una fiducia marcia che solo i soldi sono in grado di comprare. Il prezzo di ogni vittima era considerevole, certo, ma lui era un brav'uomo e un gran risparmiatore. Viveva solo e non aveva vizi: niente fumo, alcol o droghe e non sperperava i suoi soldi alle slot machine. Qualche extra per il suo hobby, così lui lo definiva, poteva anche permetterselo. Viveva tranquillo poiché il suo segreto era ben nascosto in piena luce: nessuno fa domande se sei un povero vedovo di mezza età che vive in un quartiere residenziale ed è manager in una prestigiosa azienda della città.

Mentre si faceva la doccia pensava che questa volta era stato proprio fortunato. La vittima era morta di venerdì e avrebbe avuto giusto il tempo che gli serviva prima che cominciasse a puzzare. Domenica notte l'avrebbe poi sistemato insieme a tutti gli altri "figli di nessuno" nel giardino. Un piano perfetto. La doccia bollente, quella che lui considerava la prima di una lunga serie per quel weekend, aveva lavato via la stanchezza della settimana e qualsiasi contatto con il mondo esterno. Adesso c'era solo lui e nient'altro.

Tornò in cantina ma quello che vide lo strappò dai suoi pensieri perversi e lo riportò immediatamente alla realtà. Il panico si impossessò di lui facendogli girare la testa. La sua vittima non era più al suo posto! Le vertigini gli annebbiarono la vista. Imprecando pensò che quel maledetto l'aveva fregato, era riuscito a scappare. L'avrebbe denunciato? L'avrebbero scoperto? Ma chi gli avrebbe creduto? In ogni caso doveva ritrovarlo...

In verità non sapeva che quella era la notte di Halloween, la festa delle streghe, degli zombie e dei mostri; ma in quella casa chi era il vero mostro? Stava per risalire le scale quando da dietro le sue spalle i "figli di nessuno", che da troppo tempo ormai aspettavano quel momento, chiesero in coro: «dolcetto o scherzetto?». Era il tramonto, finalmente avrebbero avuto un'intera notte tutta per loro. Si stavano pregustando quel momento già da molti giorni e ora avevano a disposizione tutto il tempo che volevano per porre fine a quel perverso ciclo di violenze. La risposta a quella domanda retorica furono urla strazianti di terrore e dolore. Non poteva dare risposta migliore: nella notte di Halloween nessuno fa domande se da una normalissima casa di periferia escono urla raccapriccianti. Sfortunatamente per lui quella sera la morte lo raggiunse solo molto tardi, a notte inoltrata, e con moltissima calma.

La serata per quei bambini però non si sarebbe conclusa lì, c'era un'altra casa nella città che aspettava di essere visitata. C'era qualcun altro che doveva rispondere alla loro domanda. E così si mossero, per le strade che quella sera pullulavano di mostri.


L'Autrice
Marta Cammarata ha 25 anni ed è una neolaureata in Filosofia. Le piace leggere, scrivere, cucire, studiare kung-fu, nuotare, cucinare. Con il racconto La notte dei figli di nessuno ha esordito nel mondo dei concorsi lettarari sul forum del sito La Tela Nera.com.

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