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Voci

Un racconto sulla festa di Halloween scritto da Tina Caramanico

La bambina disse:
"La maestra Elisabetta all'asilo si è arrabbiata perché non ho voluto mangiare la minestra. La maestra Elisabetta era nervosa, quel giorno: i suoi bambini a casa avevano la febbre. A me la minestra di verdura non piace, maestra. Mi ha preso per i capelli e mi ha chiuso in uno sgabuzzino buio, e da quel buio non sono uscita più. Avevo paura, ho pianto tanto. Talmente tanto che il mio cuore si è fermato.
Uccidili."

La ragazza disse:
"Era una bella sera di fine giugno. Sono uscita un attimo davanti casa a prendere una boccata d'aria e ho visto le lucciole. Non ne avevo ancora mai viste così tante, quell'anno. Mi sono incamminata sulla strada, volevo avvicinarmi per guardarle meglio. Il vento era così dolce. Paolo il guercio mi ha presa alle spalle, all'improvviso. Mi ha trascinata nel prato a lato della strada, tra l'erba alta. Non voleva uccidermi, questo no, però l'ha fatto. Poi è tornato a casa da sua moglie e dai figli. E mi ha lasciata pallida e insanguinata in mezzo al campo, eternamente chiusa nell'orrore.
Uccidili."

La madre disse:
"Giuseppe il macellaio, mio marito, una sera che aveva bevuto mi pestò a sangue, perché la minestra era sciapa e perché, dunque, io ero una puttana. Mi uccise con un calcio sulla tempia, quando ero già a terra. Portavo in grembo un figlio, ma non lo sapevo ancora. Morimmo in due, fu un incidente. Giuseppe ha un'altra moglie, due bambini. Io sto in una bara, e il mio ventre è la tomba di mio figlio.
Uccidili."

La vecchia disse:
"Mia figlia Sofia finché ho potuto l'ho aiutata: ho venduto tutto per lei e le portavo anche la cena pronta, i panni stirati. Quando non ce l'ho fatta più, mi ha salutato e se ne è andata via, a sposare chissà chi, senza farsi più viva. Sono morta di tristezza, sola, aspettando una lettera, una telefonata. Non ho conosciuto i nipotini.
Uccidili."

Uccidili. Uccidili. Uccidili. Uccidili.

Mariadele la strega ha una ricetta: acqua piovana e un calice di rum, farina, uova, zucchero e cannella, micidiale veleno quanto basta. Impasta i biscotti e dà loro forma: zucche, fantasmi, cappelli appuntiti.
Inforna e guarda alla finestra il sole tramontare. Sibila un incantesimo, mano a mano che la notte scende.

È mezzanotte, c'è la luna dietro le nuvole, i dolcetti sono pronti. Ed ecco, da lontano, in fila, arrivare i figli di Elisabetta, Paolo, Giuseppe e Sofia, pallidi come spettri, cantando in coro la stessa lugubre canzoncina:
"La notte i morti vengono,
a incontrare le streghe.
La notte i morti parlano,
raccontano i segreti.
Stanotte i bimbi mangiano
dolcetti avvelenati.
Saranno i bimbi morti
a vendicare i torti."



L'Autrice
Tina Caramanico vive e lavora in provincia di Milano. Scrive poesia o noir, ma non si nega esperimenti con altri generi. Pubblicazioni: Guida a Milano invisibile, Nulla Die editore, 2011; Adele in Tags, 18:30 edizioni, 2012. Altri suoi testi sono in diverse antologie (tra cui il Giallo Mondadori n. 3035, luglio 2011 e Anonima assassini/5, Del Bucchia, 2011).
Il suo blog: http://dentroilcerchio.blogspot.it/

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