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La Notte della Vigilia

Un racconto sul Natale scritto da Sofia Ferrara

Le capitava tutti gli anni.
Proprio non riusciva ad addormentarsi la notte della vigilia di Natale.
Si girava e rigirava nel letto incapace di sgombrare la mente dai pensieri.
Era inevitabile: ritornava indietro, a quel passato che la seguiva qualunque cosa facesse e in qualunque posto si trovasse e ogni volta diventava più difficile e doloroso.
La casa era avvolta dal buio e dal silenzio.
Sentiva il respiro dell’uomo che le era a fianco, regolare e profondo. Dormiva di un sonno tranquillo, completamente ignaro della sua inquietudine.
Sarebbe stato il prossimo?
Era una brava persona Paolo, almeno così le sembrava, lo conosceva solo da pochi mesi.
E se lo avesse svegliato subito?…Poteva tentare di raccontargli tutto.
Qual era la cosa peggiore che poteva accadere? L’avrebbe considerata pazza?
Forse non le avrebbe nemmeno creduto.
Oppure poteva mandarlo via. Ordinargli di andarsene in fretta e non dargli nessuna spiegazione.
Tanto il Natale lo passava da sola sempre. Era anche quella una specie di tradizione, l’unica che rispettava tutti gli anni.
“Non ci devi più pensare” cominciò a ripetere tra sé e sé.
Inutile.
Ricordava.
Le tornavano quelle immagini davanti agli occhi, così nitide come se tutto quel tempo non fosse mai passato. Tanti flash back che si susseguivano come in un film, sempre più reali.
Aveva undici anni.
Non aveva nella memoria ricordo di un giorno di festa trascorso con serenità.
Rivide la sua vecchia casa con l’albero di Natale nell’ingresso. A lei piaceva anche così: piccolo e disadorno, senza luci, solo nastri rossi tra i rami e finti pacchetti regalo realizzati da sua madre. Era comunque l’unico tocco di colore in quella casa vecchia e spoglia.
All’improvviso le sembrò di sentire ancora i passi di suo padre, lenti ma pesanti.
Era tornato a casa ubriaco anche la sera di quella vigilia…
“No!!! Noooooooo! Ti prego non farlo ancora!“ urlò di colpo.
Paolo si svegliò, sobbalzando per lo spavento. La osservò con sguardo interrogativo:
“Che succede? Brutto sogno? “
“Bruttissimo… ma non era solo un sogno!”
“Che vuoi dire?”
Lucia sospirò, decise almeno di provarci…
Cominciò a raccontare della sua infanzia infelice, del padre che odiava, che picchiava lei e sua madre.
Gli spiegò che non ne aveva parlato mai, con nessuno. Non era riuscita in tanti anni a trovare un compagno capace di comprenderla e restarle vicino.
Le sue storie finivano presto.
Paolo all’inizio sembrò commuoversi, la ascoltava attento.
Per un istante Lucia si illuse: forse con lui le cose potevano andare in modo diverso.
Si decise a continuare, a parlargli anche di quella terribile notte della vigilia…di come li avevano trovati il mattino dopo, tutti e tre in un lago di sangue, i corpi martoriati da coltellate profonde.
Paolo non smise di guardarla, muto, mentre un’espressione attonita si dipingeva sul suo volto.
Lucia non si fermò.
Aggiunse che il trauma le aveva fatto dimenticare tutto, ma le avevano detto che era stato suo padre ubriaco e disperato.
Dopo averle picchiate per l’ennesima volta si era accanito con un coltello su sua madre, su di lei e infine anche su stesso.
Lei era l’unica miracolosamente sopravvissuta.
“È… è terribile quello che hai passato” finalmente Paolo riuscì ad articolare parola.
Ma era troppo turbato.
Lucia si avvicinò a lui.
“Abbracciami” gli disse piangendo.
“Sai…ogni vigilia mi ritorna qualche ricordo.”
Senza che Paolo si accorgesse di nulla tirò fuori il coltello da sotto il cuscino.
Gli tappo la bocca.
Primo colpo alla schiena e poi secondo nel ventre.
Era diventata abile e veloce.
Li aveva uccisi tutti così i compagni che aveva avuto in questi anni.
Nemmeno a lui era riuscita a raccontare tutta la verità.
Era lei l’assassina.
Aveva ammazzato suo padre e poi sua madre, colpevole di non essere capace di difenderla. Aveva scelto da vittima di diventare carnefice.
Anche Paolo era colpevole, come gli altri prima di lui, di non poterle regalare il giorno felice che sognava.
Si alzò, doveva prepararsi ad un altro Natale da sola.


L'Autrice:
Sofia Ferrara è prima di tutto una lettrice accanita, divora libri spaziando tra svariati generi letterari. Scrivere é una passione che coltiva per gioco e senza prendersi sul serio. È pugliese ma ha recentemente rivoluzionato la sua vita con matrimonio, nuovo lavoro e trasferimento in una nebbiosa città del nord.

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