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Sì, zia!

Un racconto sul Natale scritto da Nozomi

- …e allungami quella birra, sbrigati!
- Sì, zia!
- Non se ne andavano più quelle vecchie cornacchie bavose delle tue zie! Pezzenti della malora! Sorelle, puah! Sarà poi vero? Per l’anima candida di tua nonna, non c’è da metterci la mano sul fuoco! Hai visto come mangiavano? A quattro ganasce! Che dico! A otto, altroché! Per fortuna anche questa Vigilia ce la siamo tolta dalle così dette! Noterai, scimmietta, come io abbia detto “così dette”. “Così dette” si può dire, “palle” no, hai capito?
- Sì, zia!
- Brava, idiota! Vedi che capisci? Che ci andavi a fare a scuola, dimmi? A perdere tempo o, peggio, a farti ingravidare dal primo imbecille foruncoloso di passaggio? Come no! Così, dopo, devo pensare a mantenere te, lui e un marmocchio bastardo! Neanche se campassi cent’anni! Devi stare qui, a casa, buona e zitta, da adesso in poi!
- Sì, zia!
- Piuttosto! Molla i soldi che ti hanno dato le cornacchie! Cosa credi? Che per mantenerti debba battere ad Haymarket? Su, dammi qua!
- Sì, zia!
- Bene! Ah, solo questi? Che micragnose! Non è che te ne sei inguattati parte in saccoccia, veh? Attenta che te le busso! Fammi vedere! Mmm! Dici di no, eh? Adesso, scimmietta, ascoltami: devi lavare tutti quei piatti e pulire la cucina. Domani, vedi, si ricomincia la giostra, c’è il fottuto pranzo di Natale da cucinare per il sangue malato dei parenti di tuo zio, oh!, vogliono venirci a trovare anche loro, pensa! E che la sua anima trovi pace, è stato un bene per te non averlo conosciuto all’opera, quel puttaniere sterile e ubriacone! È schiattato prima che ti fosse cresciuto il petto e avesse modo di notarlo. E poi tu credi sia io quella cattiva, non è vero? Insomma, ah come sono stanca!, hai capito che devi fare?
- Sì, zia!
- E domani dovrai svegliarti presto. Per cucinare e tutto il resto, siamo intesi? In chiesa ci andrai di sera, vedremo, tanto il Signore fa sempre sconti! Ma mi senti quando ti parlo? Hai capito bene?
- Sì, zia!
- E non farmi quella faccia da verginella sventurata! Sei stanca? E cosa credevi, di mangiare a sbafo in questa casa? Devi ringraziare settanta volte sette il Padre Eterno, lo ringrazio anch’io, grazie!, perché ti ho accolto sotto il mio tetto dopo che i tuoi hanno deciso di fare una scorciatoia sulla strada per il Paradiso, sempre Sia Lodato e sempre siano lodati loro per averti lasciato a me in dote! Che bel dono! A me sei capitata tu e le tue zie, quelle magnacce, si sono prese la topaia di tuo padre su a West Ham! Bell’affare! Ne convieni?
- Sì, zia!
- Sei capace solo di dire “sì, zia!”. Che idiota che sei! Parlare con te è un piacere intellettuale! Scimmia! Idiota! Non guardami così, sai? Sei forse delusa? E cosa credevi di trovare, per questo Natale? I regali sotto l’Albero? Un vestitino nuovo? La vita è dura, cara mia! Te ne renderai conto presto! Chi lo sa, un giorno o l’altro troverai pure tu un cesso di marito! E allora, sai che musica! Dovresti ringraziarmi, altro che! Quindi non fare quegli occhi altrimenti te li dipingo di nero come l’altro giorno! Hai capito?
- Sì, zia!
- Và, che ora mi stendo a letto, sono stanca morta… Oh, mi sento un male qui, al petto. Ohi! Ohi! Come l’altro giorno! Idiota? Scimmia? Mi allunghi le medicine? Lì, sul tavolo! Fammi anche una tisana, visto che ci sei. Ai mirtilli, va bene…
- Sì, zia!
- Dà qui! Aspetta che mi stendo… Oh! Oh! Il petto! Mi fa male! Che male boia! Chiama un medico, presto! Un medico! Fitzgerald, il fabbro! Ha il calesse pronto! Che fai quella faccia? Ti ho detto…Ah, che male! Forse è il cuore! Perché sorridi, adesso, piccola scimmietta ammaestrata? Un medico! Un me… Chia…ma il... medi…co, ti prego…Subito! Perché non ti muovi? Vuoi farmi forse morire?
- Sì, zia!


L'Autrice:
Nozomi, 25 anni, originaria di Latina, neolaureata in matematica, vive (sarebbe meglio dire sopravvive) e lavora (lavora??) nella capitale come commessa e cameriera. Scrive fin da quando giocava con le Barbie ma solo da un anno circa si sta cimentando con un "pigro impegno" in qualche concorso qua e là, prendendosi sempre poco sul serio ma divertendosi un sacco.
Per ora ha pubblicato un raccontino anonimo in un giornaletto pontino altrettanto anonimo, del quale ha perso in un trasloco l'unica copia stampata e di cui non ricorda neanche il nome e un racconto, invece, Peste Rosa nell'antologia 365 Racconti sulla fine del Mondo edita dalla Delos Books.

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