Consigli di Editoria a un Aspirante Scrittore: lo stupidario del wannabe writer

Caro Aspirante, qualche volta sarei tentato di fornirti dei consigli pratici, ma purtroppo so che sarebbe fiato sprecato: tu non vuoi dritte e consigli, tu sai già tutto.

Caro Aspirante, qualche volta sarei tentato di fornirti dei consigli pratici, di mollarti una dritta su questo o quell'argomento… purtroppo so che sarebbe fiato sprecato: tu non vuoi dritte e consigli. Tu sai già tutto.
"Non esistono regole", "Non esistono definizioni assolute di scrittore", "Non esistono guru"… Sì, forse nel mondo fittizio che ti sei creato. Sicuramente non nel mondo vero.

È buffo. Parlo ogni giorno con editor di case editrici importanti e con scrittori affermati: nessuno di loro si sognerebbe di sostenere le cose che sostieni tu; mentre (guarda un po'!) io non faccio altro che ripetere a te le cose che essi dicono a me.

Come la mettiamo?

In una casa editrice come la Mondadori, o la Longanesi, si ha un concetto assai preciso di cosa sia uno scrittore. E sarebbe utile se a un certo punto tu volessi prenderne atto.

Hai detto più d'una volta che io avrei sbagliato classe o addirittura istituto. Probabilmente hai ragione: credevo di essere alle elementari e invece mi sono ritrovato alla scuola materna.
Una materna in cui i bambini rifiutano di imparare a fare le aste diritte, perché (a torto) si sentono pronti non solo per leggere, ma per emulare Manzoni!
Guarda che ricordo ancora quando, per esempio, affermasti di essere perfettamente in grado di scrivere una lettera di presentazione … Strano! Devo dunque credere di essere stato mostruosamente sfortunato nel corso della mia carriera editoriale?

Se potessi elencare le grossolanità contenute nelle lettere di presentazione che vengono allegate alle decine di testi non sollecitati che mi arrivano, probabilmente resteresti a bocca aperta: lettere lunghe fino a dieci pagine, dove, oltre alla trama dettagliata (quasi un secondo romanzo) del libro mi si elencano le motivazioni che spingono l'autore a scrivere, mi si parla dell'amore che l'autore prova per la moglie, per le proprie radici, per il tal scrittore, per il tal movimento politico, etc. Ma a che mi servono queste informazioni? A cosa se non a darmi l'idea (non del tutto infondata) che l'autore sia solo l'ennesimo, logorroico, paranoico grafomane da evitare come la peste bubbonica (dato che essendo pure uno sconosciuto a me non porterà nessun vantaggio)? Credi sia necessario, in questi casi, procedere oltre la lettera di presentazione e sorbirsi l'intero malloppo (di solito dalle duecento pagine in su)? Ma scherziamo?
Per non parlare di quelli che scrivono auto-incensandosi, celebrando da sé ciò che scrivono; o quelli che si prendono la confidenza di darti del "tu"; o quelli che insistono per mesi e mesi affinché tu legga le loro schifezze, come se fosse un loro inviolabile diritto (mentre invece non lo è affatto); o quelli che ammettono candidamente di non aver mai letto un solo libro del tuo catalogo; o quelli che non controllano gli errori di ortografia e grammatica delle proprie missive; o quelli che accludono minacce e insulti e magari una foto di se stessi mentre impugnano delle armi!!!
Pensi che io stia scrivendo un racconto di fantascienza? Che io stia parlando di gente che vive e agisce al di fuori della civilissima cerchia di persone con cui coabiti e discuti sui forum? Pensaci bene prima di rispondere.
E poi lascia perdere me: io non faccio testo. Ma prova a immaginare le stesse gaffes fatte con quelli che ti compiaci di chiamare "editori veri"…

Un giorno o l'altro mi deciderò a pubblicare uno "stupidario" contenente i peggiori racconti che mi sia mai capitato di leggere durante i concorsi per i quali ho fatto da giurato (talvolta si trovano perle di umorismo involontario così assolute da farti pisciare addosso dalle risate). Penso che sarebbe istruttivo. Così come istruttivo sarebbe approntare un'antologia delle lettere di presentazione più idiote.

Non mi spingerò fino al punto di "insegnarti" come stilare un'epistola di accompagnamento per i tuoi capolavori. Tanto so già che non gradiresti una simile prova di sicumera da parte mia. Rispetto i tuoi desideri.

Articolo scritto da:
Fabio Larcher

Consigli di Editoria a un Aspirante Scrittore: lo stupidario del wannabe writer
Articolo pubblicato il 16/11/2005

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