David Berkowitz (pagina 2)

David Berkowitz: gli incendi, i cani, General Jack Cosmo

A gennaio del 1976 David Berkowitz si trasferisce dal suo piccolo appartamento nel Bronx in una casa bifamiliare a Yonkers, posseduta da Jack e Nann Cassara. Firma un contratto d'affitto per due anni, e lascia 200 dollari di deposito.

Dopo tre mesi lascia la casa per andare a stare in un appartamento al 35 di Pine Street, sempre a Yonkers, senza riprendersi i 200 dollari di deposito.

David sfoga la sua rabbia e la sua violenza appiccando incendi. Il suo diario testimonia che 1400 degli incendi scoppiati a New York nel 1975 li ha causati lui.

Lo stesso Berkowitz afferma che il suo stato è condizionato dall'oscura azione di demoni che lo tormentano attraverso l'estenuante abbaiare dei cani dei vicini, e gli ordinano di dare inizio ad atti di violenza. Soprattutto il pastore tedesco dei Cassara lo infastidiva insostenibilmente, allo stesso modo di Harvey, il labrador nero dei Carr, i vicini dell'appartamento al 35 di Pine Street, che David provò a uccidere con una bomba Molotov, per poi colpirlo con la pistola.

«Tornavo a casa da Coligni Avenue, erano circa le sei e trenta del mattino. Iniziò lì, la tortura. Li sentivo tutta la notte ululare. Mi facevano urlare. Urlavo loro di smetterla. Ma niente. I demoni non si fermano mai. Non potevo dormire. Non avevo forza per combattere. Riuscivo a malapena a guidare. Avevo bisogno di dormire... I demoni non volevano lasciarmi un secondo di pace.»

«Quando mi trasferii dai Cassara, tutto sembrava bello e tranquillo. Ma mi prendevano in giro. Mentivano. Mi illudevo che appartenessero alla specie umana. Ma non era così. Improvvisamente i Cassara si rivelarono demoni. Iniziarono a ululare e urlare. Sangue e Morte, chiamavano i nomi dei maestri! The Blood Monster, John Wheaties, General Jack Cosmo.»

Jack Cassara, per David, era diventato General Jack Cosmo, il comandante di tutti i cani del male che si aggiravano per New York City, mentre Sam Carr era posseduto dal demone Sam, che lavorava per General Jack Cosmo: è a Sam che si riferisce David, quando si appella il Figlio di Sam. Ora David avverte tutti di prendere sul serio quello che lui afferma: «Questo Sam e i suoi Demoni saranno responsabili di molti omicidi.»

Una foto di David Berkowitz scortato dalla polizia


Son of Sam: gli omicidi del 1976

Donna Laurie è la prima vittima. 26 luglio. Quasi tre mesi dopo, il 23 ottobre 1976, il ventenne Carl Denaro si trova in un locale del Queens a bere con degli amici. Fra pochi giorni entrerà nella Air Force, e passerà un po'di tempo prima che li possa rivedere. Fra di loro c'è anche una ragazza, Rosemary Keenan, che Carl conosceva dai tempi del college.
Verso le 2 e 30 del mattino Carl e Rosemary lasciano il locale, e con la macchina di Carl, una Volkswagen Beatle rossa, si dirigono verso casa di lei, davanti alla quale parcheggiano per parlare un po'. Improvvisamente un uomo si avvicina al finestrino dell'auto, dal lato passeggeri, estrae una pistola e spara cinque colpi all'interno dell'abitacolo, ferendo gravemente Carl alla testa.
Terrorizzata, Rosemary riporta la macchina davanti al locale dove trova gli amici di Carl, che lo prendono e lo trasportano all'ospedale. Qui i chirurghi gli sostituiranno parte del teschio danneggiato con una placca di metallo. Le conseguenze della ferita lo segneranno per il resto della sua vita.

David dichiara a Robert Ressler, veterano dell'FBI, in un'intervista dopo la cattura, che seguire le donne di notte era per lui un'avventura.

Poco più di un mese dopo, la sera del 26 novembre del 1976, Donna DeMasi, sedici anni, e la sua amica Joanne Lomino stanno tornando in autobus verso casa dal cinema. È tardi. Il bus si ferma vicino all'abitazione di Joanne. È lei stessa a notare la sagoma di un uomo che cammina vicino a loro. Così incita l'amica a camminare più veloce.
Quell'uomo le sta seguendo. Le affianca. Chiede «Sapete dove...», poi afferra la pistola dalla giacca e spara a entrambe, quindi scarica il caricatore sulla facciata di una casa vicina.
Sentendo le urla delle ragazze, i familiari di Joanne escono in fretta di casa per aiutarle. Le portano all'ospedale.
Donna se la caverà. Un proiettile le è passato a pochi centimetri dalla spina dorsale.
Ma per Joanne le cose stanno peggio: sopravvive, ma resta paraplegica.

Le aggressioni ora sono tre, accadute fra il Bronx e il Queens, e solo un proiettile è stato recuperato intatto, impedendo così alla polizia di poter risalire a un solo individuo sospetto.

Se non trova una vittima, torna sulle scene dei crimini precedenti per richiamarne le sensazioni.

Capitoli: 1 2 3 4 5 6 7 8

Condividi la lettura con i tuoi amici!

Dossier scritto da:
Luca Antonio Lampariello

Da Il mondo dei Serial Killer:

Serial killer per induzione (by Proxy): quando l'assassino è un burattinaio
Serial killer atipici: forme particolari e non comuni di omicidio seriale
Razze, Razzismo e false certezze

Da Serial Killer Dossier:

Robert Black
Anthony Hardy
Steve Wright

La storia del serial killer Andrei Chikatilo

La storia del serial killer Robert Berdella

La storia della serial killer Leonarda Cianciulli

La storia del serial killer Jeffrey Dahmer

La storia del serial killer Ted Bundy

La storia del serial killer Charles Manson

La storia del serial killer Albert Fish

La storia del serial killer Ed Gein

La storia del serial killer Aileen Wuornos

La storia del serial killer Richard Ramirez
Master Gestione Rifiuti a Bologna
Master Responsabile Ambientale Aziendale a Milano

Disclaimer e Diritti | Recapiti e Contatti | Questo sito usa i cookie: consulta le nostre privacy policy e cookie policy | P.I. 03460680139