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Perseo

L'eroe Perseo, figlio di Zeus, uccisore della Medusa e di Ceto, salvatore di Andromeda

Perseo Il vento spazza la scogliera, mentre nubi nere si addensano nel cielo, pronte a grondare pioggia e bersagliare il mondo di fulmini.
Il re è incurante di tutto questo, come pure dello sguardo disperato della donna mentre viene rinchiusa in una cassa che la contiene a stento, stringendosi al petto il figlio neonato.
Tra il rombo dei tuoni e le urla delle due povere vittime, l'insolita bara viene richiusa e gettata in mare a galleggiare tra i flutti in tempesta.


Potrebbe sembrare l'inizio di un film, e in effetti lo è, ma è anche quello delle vicende di Perseo, uno dei principali eroi del mito greco.
Per dare un senso a questi eventi, però, occorre fare un passo indietro...


La storia di Perseo

Perseo è di stirpe per metà reale e per metà divina.
Suo nonno Acrisio, re di Argo, aveva una figlia, Danae, ma nessun erede maschio a cui cedere il trono. Ciò lo spinse a consultare l'Oracolo di Delfi che, lungi dal dare risposta alla sua domanda, gli fornì invece un'informazione non richiesta: Acrisio era destinato a morire per mano della prole di sua figlia.
All'epoca, Danae era nubile e presumibilmente illibata. Per fare in modo che restasse tale, suo padre la rinchiuse in una prigione di bronzo a cielo aperto nel cortile del palazzo reale, sorvegliata da cani ferocissimi per impedire a chiunque di avvicinarsi e attentare alla sua virtù.
È probabile che, così facendo, ottenne esattamente ciò che voleva evitare.

La fanciulla venne notata da Zeus in persona, che come è noto non si tirava mai indietro quando si trattava di insidiare una bella ragazza. Questi, mutato in una pioggia dorata(!) si infiltrò nella prigione e si congiunse a Danae, concependo così Perseo.
Acrisio si trovò a quel punto di fronte a un dilemma: rischiare la sua stessa vita o offendere il padre degli dei uccidendo suo figlio?
Nel dubbio, fece quello che avrebbe fatto qualunque persona sana di mente... o forse no. Chiuse Danae e Perseo in una cassa e li fece gettare in mare, il che in qualche modo equivaleva all'affidarli alla misericordia degli dei.
E in effetti questi si dimostrarono misericordiosi.

Perseo e la Medusa

La cassa si arenò sulle sponde dell'isola di Serifo, dove venne ritrovata da un pescatore, Ditti, fratello del re dell'isola, Polidette. L'uomo soccorse i due naufraghi e allevò Perseo come fosse suo figlio, sviluppando nel frattempo una certa attrazione per Danae. In questo gli era simile il fratello, che tentò in più occasioni di conquistare la donna, venendo però rifiutato da lei e osteggiato da Perseo stesso.

Allo scopo di liberarsi delle intromissioni del ragazzo, Polidette dichiarò di voler sposare, per ragioni politiche, la regina Ippodamia, richiedendo a ognuno degli invitati, come regalo di nozze, un cavallo.
Perseo non era in grado di regalare alcunché, tuttavia non poteva certo lasciar sfuggire l'occasione di liberare sua madre dell'incomodo pretendente. Perciò promise a Polidette che gli avrebbe portato qualunque regalo egli volesse a condizione che lasciasse in pace Danae.

Non aspettando altro, il re domandò in dono la testa di Medusa, l'unica tra le Gorgoni a non essere immortale. Ella aveva serpenti al posto dei capelli ed era in grado di mutare in pietra chiunque incrociasse il suo sguardo, per cui Polidette riteneva che Perseo avrebbe fallito nell'impresa e non sarebbe mai più tornato a intralciarlo.
Ma gli dei avevano altri piani.

Per aiutare suo figlio nell'impresa, Zeus gli donò un'affilatissima spada di diamante, e gli concesse di usare l'elmo di Ade, in grado di rendere invisibile chi lo indossava. Hermes gli prestò i suoi sandali alati. Atena gli diede uno scudo lucido come uno specchio, e lo avvertì che per trasportare la testa di Medusa, i cui poteri non sarebbero spariti con la morte, aveva necessità di un sacco custodito dalle Esperidi, le ninfe incaricate di proteggere il giardino di Era, la cui esatta posizione era ignota ai più.

Perseo con la testa di Medusa: particolare della scultura di Benvenuto Cellini
foto: Benvenuto Cellini, Perseo e la testa di Medusa (particolare)

Per poter trovare queste ultime Perseo dovette rivolgersi alle Graie, sorelle delle Gorgoni.
Costoro erano tre donne, eternamente anziane, cieche e sdentate. In tre avevano un solo occhio e un solo dente, che dovevano perciò usare a turno. Per costringerle ad aiutarlo, Perseo rubò loro l'occhio mentre se lo passavano di mano, restituendoglielo solo dopo essere stato indirizzato al giardino delle Esperidi.

Così, armato e attrezzato di tutto punto, Perseo si diresse in cerca di Medusa e la trovò addormentata assieme alle sue sorelle nella loro caverna. Resosi invisibile e camminando a marcia indietro, in modo da non guardare il mostro direttamente ma solo tramite il riflesso nel proprio scudo, l'eroe si avvicinò a Medusa e la decapitò con la spada datagli da Zeus.
Dal collo mozzato della gorgone emersero un cavallo alato, Pegaso, e un gigante, Crisaore, figli della passata relazione tra lei e Poseidone, dio dei mari.

Le altre Gorgoni lo inseguirono ma inutilmente, non potendo vederlo a causa dell'elmo di Ade né stargli dietro in virtù dei sandali di Hermes che gli permettevano di volare.

Perseo e Andromeda

Sulla strada del ritorno, Perseo visse altre avventure di minor conto. Tra queste l'incontro con Atlante, condannato a sostenere sulle sue spalle il peso del mondo, che egli mutò in pietra per pietà, onde liberarlo dalla sua fatica.

In seguito egli sorvolò l'Etiopia e vi si soffermò nel vedere una bellissima fanciulla incatenata a uno scoglio. Si trattava di Andromeda, figlia del re Cefeo e di sua moglie, la vanagloriosa Cassiopea. Quest'ultima aveva avuto l'ardire di affermare che la figlia era bella quanto le Nereidi, le ninfe dei mari, e aveva così suscitato l'ira di Poseidone, portandolo a bersagliare il regno con dei maremoti e a scatenargli contro un mostro marino, Ceto. La condizione del dio per porre fine alla sua maledizione era che Andromeda venisse appunto sacrificata al gigantesco essere, situazione nella quale Perseo la incontrò.

Perseo uccide Ceto e salva Andromeda
foto: Piero di Cosimo, Perseo salva Andromeda (particolare)

Innamoratosi di Andromeda, l'eroe uccise Ceto, la liberò e la chiese in moglie.
Durante le nozze, però, dovette affrontare un drappello di uomini armati capitanati da Fiseo, zio e precedente promesso sposo della ragazza (o, secondo altre versioni, capitanati da un altro suo pretendente, Agenore, e sobillati da Cassiopea alla quale avere Perseo per genero non andava molto a genio). Perseo risolse la situazione sfoderando la testa di Medusa, che evidentemente si portava dietro in qualunque occasione, e trasformando in pietra tutti gli assalitori, volando poi via con Andromeda mano nella mano.

Perseo, Andromeda e Pegaso
foto: Pieter Paul Rubens, Perseo libera Andromeda

Il ritorno a casa di Peseo e l'avverarsi della predizione

Perseo tornò con la sua nuova sposa a Serifo per lo sconcerto di Polidette che, in sua assenza, aveva intensificato la sua spietata corte ai danni di Danae e cercato di obbligarla a sposarlo. In questa occasione Perseo usò per l'ultima volta la testa di Medusa, mutando Polidette in pietra e ponendo sul trono al suo posto Danae e il suo ora consorte Ditti. Quindi egli restituì gli strumenti prestatigli dagli dei, e fece dono ad Atena della testa mozzata, di cui ella ornò lo scudo di Zeus.

Fatto questo, egli decise di tornare ad Argo, ignaro del motivo per cui ne era stato esiliato in origine. Non era infatti sua intenzione compiere la profezia dell'Oracolo, nondimeno finì col farlo in maniera del tutto accidentale. Sebbene esistano versioni discordanti del mito, in ognuna di esse Acrisio cade vittima di Perseo solo per essersi trovato, per puro caso, sulla traiettoria di un suo lancio durante una competizione atletica.

Infine, Perseo e Andromeda presero residenza a Micene, dove diedero origine a una dinastia che avrebbe in seguito portato alla nascita di Ercole (Eracle).
Alla loro morte, Perseo e Andromeda vennero portati in cielo da Atena e mutati in costellazioni.

Perseo e le rappresentazioni del mito

La locandina del film Scontro tra Titani Perseo è forse una delle figure mitologiche più note, seconda probabilmente solo al suo discendente Ercole.

Oltre che nella mitologia, lo si ritrova spesso nell'arte, tra statue e dipinti.
La più famosa scultura che lo ritrae è senza dubbio il Perseo con la testa di Medusa di Benvenuto Cellini, nota anche per il complesso procedimento di creazione da lui stesso descritto.

Le gesta di Perseo sono state immortalate anche nei film Scontro di Titani (1981) e Scontro tra Titani (2010), entrambi, specie il secondo, solo liberamente tratti dal mito.

Le sue vicende sono anche ispiratrici delle avventure letterarie e filmiche di Percy Jackson. Il ragazzo, il cui nome non è casuale, è infatti il figlio di Poseidone e si trova a dover affrontare molte delle minacce incontrate da Perseo, tra cui la Medusa stessa, con l'aiuto di gadget divini opportunamente "presi in prestito".





Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Perseo_(mitologia)
http://en.wikipedia.org/wiki/Perseus
http://www.pantheon.org/articles/p/perseus.html
http://www.greekmythology.com/Myths/Heroes/Perseus/perseus.html
http://www.britannica.com/EBchecked/topic/452705/Perseus
http://www.timelessmyths.com/classical/perseus.html


Perseo
Articolo scritto da: Carmelo Massimo Tidona

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