Il giorno in cui i vermi vi sbraneranno

Libri > Notizie > Uno sguardo alla locomotiva del terrore di Brian Keene

Il giorno in cui i vermi vi sbraneranno Stava piovendo la mattina in cui i lombrichi conquistarono il mio garage.
Mi aspettavo la pioggia.
I vermi, invece, furono una sorpresa e ciò che arrivò dopo fu inferno: puro e semplice inferno.
Ma la pioggia, quella era prevedibile. L’ennesimo giorno piovoso.
Il quarantunesimo, per la precisione.

Ci sono autori (e lettori, va da sé…) che preferiscono lavorare ai fianchi con un graduale crescendo di atmosfera. Un po’ di nebbia a pagina 40, si scorge il profilo del vampiro verso pagina 120 e se siamo fortunati qualche goccia di sangue verrà versata intorno alla fine del romanzo.
De gustibus.
Per fortuna possiamo variare e, ignorando le stitiche proposte nostrane, sederci alla tavolata americana dove è presente ogni tipo di pietanza, per ogni palato.

Brian Keene, due volte vincitore del Bram Stoker Award (sarà meglio precisarlo da subito, tanto per farvi capire che non abbiamo a che fare con un Signor Nessuno qualsiasi) nel suo recente The Conqueror Worms preferisce tirarvi una palata di vermi giganti (con tanto di diluvio universale) in faccia a pagina uno e da lì tenere il piede legato all’acceleratore e mollare solo a pagina 326.
Lasciamo la nebbia agli anemici, d’accordo? Qui ci troviamo di fronte a uno scrittore che ha metabolizzato la stagione del migliore splatterpunk innestandoci riferimenti e influenze di ogni tipo fino ad arrivare a una cifra stilistica estremamente personale nella quale, verrebbe da pensare, lo stile diventa invisibile per lasciare maggiore spazio ai contenuti.

Brian Keene Nel corso degli anni questo prolifico ragazzaccio ha saputo costruirsi una carriera esemplare partendo nel modo più classico: qualche racconto piazzato sulle riviste specializzate, poi l’obbligatoria antologia che raccoglie il meglio delle sue short stories e quindi l’esordio sulla lunga distanza. Da lì Keene non si è più fermato perfezionando uno stile e un metodo pronti a sacrificare ogni altra istanza in vista di due principali obiettivi: la creazione di personaggi memorabili e credibili cui il lettore possa affezionarsi e il continuo, inarrestabile dispiegarsi di una trama ricca di azione e invenzione.

Ritmo altissimo privo di stasi o interruzioni, fantasia fra le più fervide, capacità di confrontarsi con miti e archetipi del genere sapendo sia gestirli sia ammodernarli in modo intelligente, coraggio nel pescare a piene mani nella melma del pulp senza per questo rischiare cadute e scivoloni nella serie B, questi alcuni dei tratti caratteristici di un autore capace di mischiare zombi post boyleiani a divinità pre-lovecraftiane senza il minimo imbarazzo e con rara efficacia.

Ho avuto la fortuna di leggere quattro dei suoi romanzi e di notare il progressivo consolidarsi della tecnica e del coraggio di osare; nulla di meglio che un breve viaggio attraverso questi titoli per comprendere appieno la portata di uno degli autori di punta dell’eterogeneo gruppo di artisti che ha ormai definitivamente spodestato i vari King e Barker in una ipotetica classifica dell’orrore cartaceo…

The Rising e City of the dead

In seguito a un esperimento riguardante l’accelerazione di alcune particelle, si indebolisce il confine fra la nostra dimensione e quella dove sono intrappolati demoni che un tempo regnavano sulla Terra e in seguito ne sono stati banditi da Dio. Questo indebolimento della barriera permette a questi spiriti di impadronirsi dei corpi dei morti.

Brian Keene Gli zombi così creati però hanno dei grandi vantaggi rispetto alla tradizionale figura romeriana: conservano le abilità del corpo che hanno occupato (immaginatevi quindi zombi che pilotano carri armati o non-morti cecchini) al prezzo di un decadimento più veloce. Altro fattore da non sottovalutare: lo status di zombi non si limita ai soli esseri umani ma comprende gran parte del regno animale con la esclusione di insetti, piante e micro organismi. Avete letto bene. Orde di scoiattoli, topi e piccioni decomposti.

Definito lo scenario, Keene crea alcune figure indimenticabili quale quella di Jim Thurmond, un padre che attraversa cinque stati per cercare il proprio figlioletto, e il vasto gruppo di suoi compagni di viaggio (ex-prostitute tossicomani “forzate” ad abbandonare l’eroina in un mondo ormai privo di spacciatori, vecchi preti, barboni che sanno cavarsela meglio dei soldati e così via).

Brian Keene divide la vicenda in due libri e se già The Rising sembrava aver raggiunto il top della disperazione e del pessimismo, leggendo City of the dead ci accorgeremo che la prima linea di invasione zombi (ora organizzata in un vero e proprio esercito che stringe d’assedio i pochi umani sopravvissuti in un grattacielo fortificato nel cuore di New York) è solo uno scherzo al confronto delle due piaghe che attenderanno la Terra in seguito e sulle quali nulla vi posso anticipare pena il rovinare ogni tipo di sorpresa.

Un missile supersonico di parole, inventiva e situazioni morbose vi attende in queste pagine che sanno spaziare dal puro gore all’atmosfera angosciosa senza grossi limiti o difetti, se si eccettua un certo impaccio dell’autore (in questo ancora evidentemente inferiore a King, ma si tratta di mestiere che arriverà…) nel gestire l’eccessivo numero di personaggi, fatto che accade sempre nei suoi romanzi e del quale ne pagano le conseguenze alcune figure minori e certi passaggi descrittivi.

Brian Keene Orde di zombi militarizzati, stormi di uccelli assassini, leoni e anaconde in putrefazione che parlano prima di divorare le loro prede; personaggi ben definiti per i quali tifare e con i quali immedesimarsi (ma non affezionatevi mai troppo!), cattivi implacabili e affascinanti: se cercate elementi di questo tipo allora questi due romanzi saranno sicuramente sangue per le vostre zanne.

Terminal

Tommy O’Brien non ha mai chiesto molto dalla vita. Nato poverissimo in una roulotte, trova ben presto un posto di lavoro nell’acciaieria locale e a 24 anni è sposato con un figlio e, pur lottando contro bollette e spese quotidiane, si ritiene un uomo felice.
Quando nella stessa settimana scopre di avere un cancro che lo ucciderà in tre mesi e la ditta lo licenzia per riduzione del personale, il ragazzo scopre nella maniera più dura che life’s a bitch and then you die.
Non rimane che una via per assicurare un minimo di futuro alla propria famiglia: insieme ai suoi due migliori amici, anche loro licenziati dall’acciaieria, tenterà un colpo in una banca.

Chiaramente, essendoci Keene in cabina di regia, le cose si complicheranno in maniera inaspettata: uno di loro verrà ferito gravemente e saranno costretti a rinchiudersi nell’edificio con un folto gruppo di ostaggi. La polizia circonda la banca, l’altro amico di Tommy rivela una feroce e spietata vena sadica che sconfina con la follia e… E un bambino, figlio di una cliente, rivela incomprensibili e miracolosi poteri taumaturgici prima salvando un anziano da un attacco di cuore e quindi risanando completamente la ferita dell’amico di Tommy. Condite il tutto con dialoghi perfetti, un pizzico di denuncia sociale, mostri neri e tenebrosi nella mente e potrete facilmente capire che non ci troviamo di fronte al solito poliziesco!

The Conqueror Worms

Ci sono autori che con il passare del tempo osano sempre meno, timorosi di perdere quel poco o tanto che hanno conquistato in termini di lettori e popolarità. Non certo Keene che con il suo ultimo romanzo si spinge oltre ogni limite e allestisce l’ennesima (per lui) apocalisse mondiale ficcando nel calderone ogni tipo di ingrediente e spezia.

Brian Keene Per cause sconosciute comincia a piovere su tutta la Terra e semplicemente non smette più. Tsunami di proporzioni gigantesche contribuiscono a cancellare intere regioni mentre anche le città dell’interno vengono velocemente sommerse da enormi quantità d’acqua. I fiumi mutano in laghi e si uniscono quindi agli oceani. L’umanità, colta totalmente impreparata, organizza piani di sopravvivenza abborracciati che hanno esito positivo solo in poche zone del mondo e comunque solo per periodi limitati di tempo. L’umidità porta anche una nuova malattia estremamente contagiosa, una specie di incrocio fra fungo e muffa che divora in pochi giorni la carne di chi viene a contatto con le spore.

Nella prima parte del libro seguiamo da vicino le peripezie di Teddy Garnett, un ottuagenario che ha scelto di non abbandonare la sua casa sui monti: è anziano, sua moglie è morta e non intende farsi confinare dai militari dentro qualche struttura di accoglienza. Il vecchietto ha le sue riserve di cibo e, inizialmente, un solo problema: ha finito il tabacco da masticare e ogni giorno lotta contro l’astinenza da nicotina. Presto dimenticherà questo cruccio perché i vermi cominceranno a invadere ogni angolo della montagna. Verrà raggiunto da un suo amico e dovranno lottare contro lombrichi sempre più grandi, alcuni larghi e lunghi come autobus.

Raggiunti da un gruppo di fuggiaschi in elicottero, i nostri due veterani scopriranno, con un lungo racconto/flashback, che nelle metropoli va ancora peggio: pochi gruppi di sopravvissuti devono lottare contro surfisti satanisti dediti a culti primordiali, sirene che attirano i maschi verso la morte sicura sotto le onde, e, ciliegina sulla torta, enormi kraken che vogliono ergersi quali terribili divinità per questo brave new world umido e crudele.

Brian Keene Ricordate che si parla di un libro di Keene quindi è un continuo rialzare la posta finché non mollate tremanti le vostre cinque carte e non saprete mai se Brian avesse un poker o stesse semplicemente bluffando bene.
Ecco quindi che una volta accettati i kraken e tutto il resto, torniamo al presente e scopriamo che i vermi grossi come corriere sono solo i pargoli di qualcosa di ancora più terribile…

Romanzo di rara potenza narrativa per il genere, The Conqueror Worms ha la straordinaria capacità di stare sempre in equilibrio con l’eccesso senza mai sconfinare nella serie B e, cosa ancora più importante, senza mutare in una narrazione fantasy che farebbe perdere parecchio mordente alla natura magmatica della vicenda. Farci affezionare a dei personaggi è sempre impresa dura per uno scrittore, riuscire a farcela con due ottantenni è cosa che accade davvero di rado, farlo senza compiacimento e con la freddezza di saper sacrificare le giuste pedine è sinonimo di totale controllo da parte dell’autore.

In definitiva: dimenticatevi le seghe post-moderne di tanta critica che ancora sudacchia a capire se il genere è morto o se è vivo, se il romanzo deve fondersi con la saggistica e se tante altre belle masturbazioni… Questo è horror senza compromessi e senza ambizioni se non quella di tenervi con il fottuto nasino incollato alle pagine, sparandovi in faccia mostri, sangue e devastazioni varie con la capacità di non far traballare la famosa suspension of disbelief e, nel frattempo, regalarvi brividi di terrore e fremiti di disgusto.

A me basta e avanza. Se cercate meta-narrativa o nomi con cui poi vantarvi nei vostri brillanti circoli letterari state leggendo il recensore sbagliato che vi presenta uno scrittore che non vi può servire. Così come voi non servite a lui.
Salutiamo uno dei nuovi imperatori dell’orrore, ne avevamo bisogno!


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Il giorno in cui i vermi vi sbraneranno
Notizia scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 05/11/2006
Fonte: elvezio-sciallis.blogspot.com

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