Non tutti gli zombi escono con il buco

Libri > Notizie > Abbiamo letto per voi il primo volume di The walking dead

Non tutti gli zombi escono con il buco A poche settimane di distanza dall’uscita dell’ultimo film di George Romero, Land of the dead, torno a parlarvi di zombi e per fortuna questa volta l’entusiasmo è alle stelle grazie a un’opera di ottima qualità che vi avevamo già segnalato in passato.

Passiamo dalla celluloide alle nuvole parlanti con il primo volume di The walking dead a opera del duo Robert Kirkman e Tony Moore e già a pagina 12 di questo albo capiamo che il disegnatore non è intenzionato a risparmiare matite e chine quando si tratta di dipingere l’orrore: masse di zombi in vari stadi di decomposizione sembrano guardare direttamente il lettore mentre mosche e vermi divorano la loro carne morta.

Proseguendo la lettura ci accorgiamo che il giovane e promettentissimo Kirkman (classe 1980!), pur pescando a piene mani dalla trilogia romeriana è riuscito nell’improbabile e difficile compito di superare il maestro nella cura riservata allo sviluppo psicologico dei personaggi, vera arma vincente dell’opera in questione. Il fumetto prende il via dalla situazione tipica di qualsiasi saga zombi: improvvisamente i morti cominciano a uscire dalle tombe e a camminare per il mondo, infettandolo. Gli umani reagiscono con incredulità, sottovalutando il problema o cadendo preda del terrore e vengono velocemente sopraffatti. Solo piccole comunità, ristretti gruppi di uomini e donne riusciranno a sopravvivere allo sterminio lottando con intelligenza e coraggio. Seguiremo da vicino le vicende di uno di questi gruppi, quello guidato da Rick Grimes.

Nulla di nuovo sotto il sole, giusto? Ma lo sceneggiatore, partendo da una delle situazioni più abusate, riesce a coinvolgerci sempre più grazie a un progressivo, strabiliante lavoro di sviluppo delle dinamiche di gruppo: dimenticate le sparatorie contro i non morti, i banchetti necrofagi e le orge di corpi massacrati, qui gli zombi diventano un pretesto (valido come tanti altri) per mettere un gruppo di persone in una situazione limite e testarne le reazioni. E si tratta di persone comuni, non di eroi tutti di un pezzo: gente alle volte inetta e incapace (guardate che cosa combina il protagonista a pagina 13 e 14, tanto per darvi un esempio), spesso preda di frustrazione e rabbia che portano a clamorosi errori… Vecchi, bambini e donne che emergono con pari dignità accanto ai più ovvi (ma non per questo banali) personaggi maschili.

Anche solo questo dato basterebbe a fare di The walking dead un fumetto assolutamente degno di interesse ma Kirkman inserisce un ulteriore elemento insieme destabilizzante e determinante. Per spiegarvi la sua geniale mossa, non c’è nulla di meglio che lasciare spazio a due estratti dalla sua stessa introduzione:

Con The Walking Dead intendo indagare i modi in cui le persone reagiscono di fronte alle situzioni estreme e come ne escono cambiate. Èquesto il mio scopo sulla lunga distanza. Con il tempo, vedrete il personaggio di Rick mutare e maturare al punto che quando vi guarderete alle spalle vi accorgerete di non riconoscerlo più. Spero che vi piacciano i racconti epici, perché è proprio ciò che ho in mente per questa storia.

L’idea che c’è dietro a The Walking Dead è quella di seguire il protagonista, nel nostro caso Rick Grimes, fino a che sarà umanamente possibile farlo. Volgio che The Walking Dead sia una cronaca di anni e anni della sua vita. Non dovremo mai domandarci cosa succederà a Rick in seguito, perché, semplicemente, lo vedremo accadere. The Walking Dead sarà il film di zombie che non finisce mai. O che almeno continua per un bel po’ di tempo…


Un dato del genere sovverte alcune regole fondamentali del fumetto americano, da sempre in bilico fra graphic novel autoconclusive e serie lunghe decenni durante le quali i personaggi non invecchiano di un giorno: l’idea di una storia in fieri nella quale i personaggi invecchiano e gli zombi non sono protagonisti si è dimostrata, per nostra fortuna, in grado di attirare i consensi di pubblico e critica (diverse candidature al premio Eisner) e l’autore prevede di superare tranquillamente la durata prevista di circa 75 numeri.

In Italia possiamo gustarci le gesta di Rick e soci grazie all’intuito e al coraggio della giovane casa editrice SaldaPress, già nota al pubblico delle fumetterie per i volumi de L’uomo tigre, Liberty meadows e altri ancora. Buono il rapporto qualità-prezzo (10 € per 144 pagine) per un albo in bianco, nero e toni di grigio che grazie alla sapienza di Tony Moore (in possesso di un tratto che può ricordare uno Steve Dillon più solare e caricaturale) non fanno certo rimpiangere i vivaci colori dei supereroi americani.

Un plauso ad Andrea G. Ciccarelli e all’intero staff della SaldaPress e un invito ai lettori a non perdere nessuna uscita in quella che promette di essere la migliore zombi-saga mai apparsa nel mondo dei fumetti.


The walking dead
144 pagg 10 € SaldaPress (in originale by Image Comics)
ISBN 88-88435-17-4


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Non tutti gli zombi escono con il buco
Notizia scritta da: Elvezio Sciallis
Pubblicata il 26/08/2005
Fonte: elvezio-sciallis.blogspot.com

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