Archetipi: una domanda a J. Romano

Libri > Notizie > Uno tra i più misteriosi autori della raccolta di racconti targata Edizioni XII

Archetipi: una domanda a J. Romano Dopo aver dato spazio a Daniele Bonfanti e Danilo Arona continuiamo a presentarti gli autori presenti in Archetipi, la raccolta illustrata di racconti edita recentemente da Edizioni XII, e i loro racconti.

Oggi è il turno di J. Romano, nelle prossime giornate ti imbatterai virtualmente invece in Ian Delacroix, David Riva, Giuseppe Pastore, Strumm, Samuel Marolla, Biancamaria Massaro, Alberto Priora, Elvezio Sciallis e Luigi Acerbi.


[La Tela Nera]: Il tuo racconto si basa sull’Archetipo della Maschera, simbolico sinonimo per distanza, divisione, forse paura. Cosa rappresenta la Maschera, per te? E per quale motivo hai scelto di identificarla nel clown triste, sofferente, una delle figure più classiche, più usate sia nella letteratura che nel cinema?

[J. Romano]: La Maschera è un archetipo molto interessante. Mi ha sempre affascinato la parte interna, quella al buio, rivolta verso l’animo. Di conseguenza non è l’oggetto in sé che m’interessa quanto quello che contiene/nasconde: magari solo una personalità complessa, doppia; o forse molto di più...
Quando la faccio indossare a un personaggio, quindi, quella diventa un’occasione di ricerca. Per cui mi ritrovo a interrogarmi su quello che mi si potrebbe presentare quando verrà svestita. Lo so, parlo come se non avessi controllo sulle mie stesse storie. Ma in un certo senso è proprio così.
Non potrei mai scrivere di una maschera sapendo precisamente quello che c’è sotto. Diventerebbe molto noioso.

Per rispondere alla seconda domanda devo descrivere un po’ la genesi del racconto, poiché non è nato pensando direttamente all’archetipo in oggetto. Anzi, se avessi scelto di proposito una maschera, probabilmente non sarebbe stata quella del clown.

La colpa è di David Lynch!

La maschera “iniziale” e la storia stessa, infatti, sono ispirate a un suo film intitolato Strade Perdute (Lost Highways). In questo, appare un personaggio inquietante, con un volto che è tutto un programma (vedere per credere). Decisi che avrei scritto qualcosa a proposito, a prescindere da Archetipi.
Nella storia di Lynch, inoltre, vengono suggerite “strade” alternative. Dei sentieri poco visibili, per niente battuti. Ciò mi ha catturato. Ho iniziato a buttar giù il racconto e poi mi sono imbattuto in una trasmissione televisiva che parlava di un disturbo del sonno molto pericoloso. Due giorni dopo, se non ricordo male, ho visto lo spettacolo del Cirque du Soleil. Avevo altri due argomenti che si amalgamavano benissimo, a mio parere.
Ed ecco che mi è venuto naturale parlare di un clown (affine al volto del film...) che incappa nei suddetti soggetti.

Durante la stesura, quindi, non mi ha proprio preoccupato il fatto che il personaggio di partenza potesse essere considerato stra-utilizzato.
La letteratura e zeppa d’investigatori, ispettori, vampiri, streghe, maghi; simili persino negli atteggiamenti: ubriachi, divorziati, soli, con poteri sovrannaturali, ecc...
Ma non è questo il punto. Io sapevo che il clown sarebbe stato solo un mezzo per raccontare altro. In più avevo una chiara idea della direzione che avrebbe preso il racconto. L’unica cosa che non sapevo è quel che avrei trovato sotto la maschera.

Il pagliaccio de Il buio sotto la pelle (il titolo del racconto di J. Romano nella raccolta. N.d.R.) non è triste di suo, quindi. Il racconto non gioca su un solo stato d’animo, ma su uno spettro di emozioni “negative” più ampio; creato da un problema che il protagonista tenta di risolvere per rimanere tale e vivere il circo come ha sempre fatto. E poi si va avanti, fino a svelare "strade" alternative.
Strade perdute, appunto...


L'Autore: J. Romano. è giunto nel mondo lo stesso anno in cui la abc americana inizia a trasmettere la celebre serie televisiva Happy Days.
Ha esordito con due racconti alla raccolta di Edizioni XII TaroT - Ludus Hermeticus (2007).
Sta lavorando a una raccolta di racconti il cui tema si riallaccia ad alcuni elementi intravisti nel racconto Il Buio sotto la Pelle.
Lo rivedremo tra i canali di Venezia nella raccolta della presente collana legata al Carnevale.


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Archetipi: una domanda a J. Romano
Notizia scritta da: Simone Corà
Pubblicata il 01/12/2009
Fonte: LaTelaNera.com

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