Archetipi: una domanda a Ian Delacroix

Libri > Notizie > Un nome conosciuto agli amanti dell'horror nella raccolta di Edizioni XII

Archetipi: una domanda a Ian Delacroix Siamo ancora in viaggio alla scoperta degli autori racchiusi nella raccolta illustrata Archetipi.

Dopo Biancamaria Massaro, J. Romano, Daniele Bonfanti e Danilo Arona ti portiamo a conoscere un personaggio molto noto ai frequentatori di siti horror italiani: Ian Delacroix.

Nelle prossime giornate incontrerai invece David Riva, Giuseppe Pastore, Strumm, Samuel Marolla, Alberto Priora, Elvezio Sciallis e Luigi Acerbi.


[La Tela Nera]: Il Golem è da sempre figura leggendaria, misteriosa, ancestrale, qualcosa che vive sul limite che separa realtà da fantasia. Nel tuo racconto hai fatto scontrare quest’Archetipo con elementi insoliti, donando al tutto un binomio sempre stuzzicante: vecchio e nuovo, antico e moderno, staticità ed evoluzione. Cosa ti ha spinto a calare questo Archetipo in una storia sì particolare? Cosa ti attrae del Golem? E che significato assume, per te?

[Ian Delacroix]: Il Golem è uno dei miei feticci, forse il feticcio che maggiormente mi accompagna nella scrittura.
Questo archetipo ha una molteplicità di valenze e significati: è lato magico dell’esistenza, è profondamente spirituale, ma al contempo è fermamente ancorato nella materia, e soprattutto è un simbolo. Inoltre un suo volto significativo è legato all’uomo-meccanico, all’aspetto della creazione, la sfida al divino e al mito di Prometeo (rivisitazioni già affrontate da diversi autori del fantastico, come E.T.A. Hoffmann, Villiers del’Isle-Adam, Mary Shelley, etc., con le loro creature archetipiche).
Questa ricchezza e profondità dischiudono numerosi scenari che non possono essere ignorati.

Nel racconto La Nuova Era ho voluto contrapporre la magia del passato e la sua nobiltà – la sua idealizzazione, se vogliamo – alla decadenza della modernità. È un aspetto che affronto spesso nei miei scritti.
Mi guado intorno e scorgo il grigio che avanza: ho visto le città impoverirsi a vista d’occhio, al posto di librerie, piccoli negozi, parchi e tutto quello che costituisce lo strato culturale di un paese, si sono sostituiti nel tempo banche, assicurazioni, società finanziare e di prestiti, centri commerciali (la zona in cui vivo ha la maggior densità di centri commerciali d’Europa), sembra non esista altro. Uscire di casa è immergersi nel degrado e affondarci.
Per non parlare del vuoto dei manichini di carne…

Questo impoverimento e degrado si sono manifestati anche nella letteratura. Un tempo gli arcinemici erano figure dotate di fascino, nobili, con un loro codice morale, dei principi. Col tempo questa nobiltà è andata perduta, non solo gli antagonisti sono diventati figure prive di qualsiasi distinzione, anche i protagonisti si sono sviliti, uniformandosi alle loro nemesi, decadendo. Di solito nelle mie storie tendo a recuperare la figura dell’arcinemico affascinante, che si eleva allo stesso livello del protagonista, e che gioca secondo un codice d’onore.
Questa volta invece ho voluto proprio sottolineare la decadenza dei tempi moderni, contrapponendo il cinismo, la vacuità e l’arroganza degli androidi (lo spirito del presente) al Golem, magico, spirituale e malinconico, e decadente a modo suo (ma di una decadenza nobile e poetica, quella delle rovine, che si contrappone al decadimento del presente).
La magia è un misto di consapevolezza e innocenza, ed è quello che abbiamo perduto e continuiamo a perdere senza nemmeno accorgersene, con un cinico sorriso di soddisfazione sulle labbra.


L'Autore: Ian Delacroix da anni è presente nell’underground letterario horror italiano, che l’ha visto collaborare in qualità di redattore e articolista con diversi tra i maggiori siti Web di genere – LaTelaNera.com, IlCancello.com, Scheletri.com – e con la rivista Necro.
Esordisce con la raccolta di poesie Erato Svelata nel 2004; nel 2007 escono due sue raccolte di racconti: (De)Composizione di Viole ed Epifanie. Con Edizioni XII ha pubblicato nel 2007 la raccolta di racconti Abattoir ed è stato tra gli autori della raccolta TaroT - Ludus Hermeticus. In arrivo per il 2010 un suo romanzo horror.


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Archetipi: una domanda a Ian Delacroix
Notizia scritta da: Simone Corà
Pubblicata il 28/12/2009
Fonte: LaTelaNera.com

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