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Archetipi, la raccolta illustrata di racconti prodotta da Edizioni XII (anche con la collaborazione di LaTelaNera.com) ha avuto due curatori: Daniele Bonfanti e Luigi Acerbi.
Proprio con quest'ultimo abbiamo deciso di chiudere il cerchio degli articoli dedicati alla presentazione dei singoli racconti contenuti nel volume, che tanto bene sta facendo parlare di sè.
[La Tela Nera]: Un futuro prossimo tratteggiato con grande credibilità, teorie e modelli scientifici di frontiera in ambito informatico e neurologico, e scontri religiosi sono elementi ideali per il tuo Archetipo, l’Anima, perché tutto è potenzialmente realistico, vicino. Come sei arrivato a ipotizzare simili scenari?
[Luigi Acerbi]: Molte storie di fantascienza originano da un what if, un germe discronico, e un sottosottogenere che mi interessa particolarmente è quello legato alla (meta)fisica controfattuale, forse perché le regole del gioco sono le stesse di un Gedankenexperiment, solo cambiano gli assiomi di partenza. Paradigma contemporaneo di questo genere è Ted Chiang, i cui racconti sono indistinguibili dall’opera di uno scienziato o filosofo naturale – di una realtà incidente alla nostra.
In termini tecnici, il postulato a fondamento di Una Cosa Sola è che la Lagrangiana dell’universo sia invariante per permutazione delle anime. Da qui, e assumendo che esista un metodo empirico per provarlo, derivano una serie di proposizioni e corollari, alcuni inattesi, che hanno impatti a vari livelli – nel racconto mi sono soffermato su quelli sociali e religiosi.
In altre parole, immagina che tu e io siamo la stessa persona, solo in corpi differenti. In questo istante ci pare di essere ben distinti, ma si tratta un’illusione contingente, una temporanea rottura di simmetria. Per visualizzare come possa funzionare, pensala come una sorta di reincarnazione avanti-e-indietro nel tempo: esiste solo un’anima che vive prima la tua vita, poi la mia; e poi, una dopo l’altra, la vita di tutti gli esseri umani, un po’ come capita all’elettrone solitario di Feynman. In questo momento non ne siamo consapevoli, ma cosa succederebbe se ce ne venisse fornita una prova? Quali ripercussioni ci sarebbero a livello dell’individuo, delle comunità, delle società, delle nazioni? Il racconto, anche per una ragione di capienza informazionale, si concentra sulle prime conseguenze di una simile ipotesi, e già si prospetta uno scenario ambiguo.
Il contesto emerge in modo naturale, modellato sull’Archetipo. Un futuro prossimo di “religioni 2.0” in cui i nuovi culti sono recensiti sulla Rete e studiati nei centri di ricerca, è possibile scaricare i sermoni sull’handtop o connettersi a un server di predicazione peer-to-peer, ed esiste uno sgangherato reparto di vigilanza statale col compito di arginare i fenomeni più estremisti, il Nucleo Anti-Mistificazione Religiosa.
L'Autore Luigi Acerbi ha curato assieme a Daniele Bonfanti l’antologia TaroT - Ludus Hermeticus, nella quale è anche presente con due racconti, ed è tra gli autori della raccolta Corti - Prima Stagione. Sempre con Bonfanti – recidivo – sta sviluppando un pluriannunciato romanzo apocalittico dal titolo Cenere. Fisico teorico e informatico teorico, è autore di articoli scientifici e narrativa legata a questi ambiti. Attualmente vive in Scozia, dove svolge studi all’interno di un programma di ricerca di neuroscienze computazionali presso la University of Edinburgh.
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Archetipi: una domanda a Luigi Acerbi
Notizia pubblicata il 07/03/2010
Da: Simone Corà
Fonte: LaTelaNera.com
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