Stephen King: da Stagioni diverse a Notte buia, niente stelle

Libri > Notizie > Alessandro Manzetti mette a confronto due raccolte di novelle pubblicate da Stephen King nella sua lunga carriera: la famosa Stagioni Diverse e la fresca di stampa Notte buia, niente stelle

Stephen King: da Stagioni diverse a Notte buia, niente stelle Nel 1982 Stephen King tenta un esperimento con la raccolta di novelle Stagioni Diverse: uscire dal genere che lo aveva reso famoso.

L’etichetta di Re dell’Horror inizia a stare stretta a King, che ritiene l’horror e il soprannaturale solo un pretesto, un ambiente a lui congeniale per raccontare storie. Così dopo Carrie, Le Notti di Salem e Shining, romanzi di genere ben individuati che gli avevano donato grande notorietà, esce Stagioni Diverse.

Delle quattro novelle inserite nella raccolta, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, Un ragazzo sveglio, Il corpo e Il metodo di respirazione solo una, l’ultima, rientra nel genere gotico. Le altre novelle non hanno niente a che fare con fantasmi, demoni, vampiri e compagnia.

L’orrore fantastico viene sostituito da un orrore molto più terreno e reale, la drammaticità della vita di tutti i giorni.

L’esperimento narrativo riesce perfettamente, Stagioni Diverse è la più chiara e diretta dimostrazione che Stephen King non può essere imprigionato dalle catene di una etichetta.

L’esperimento commerciale fatica nell’immediato, ma a lungo termine è vincente. Nonostante il volume sia stato pubblicato nel 1982, raggiunge l’apice del successo solo negli anni '90, grazie al grande successo garantito dai film che sono stati tratti dalla raccolta: Stand by me, Le ali della libertà e L'allievo.

Stagioni diverse, la prima raccolta di novelle di Stephen King Stagioni Diverse è un quartetto di racconti che esprimono le note di panico dell’orrore terreno, il riscatto di un uomo condannato ingiustamente per omicidio, il morboso rapporto tra un adolescente e un ex nazista, quattro ragazzini alla ricerca del cadavere di un coetaneo, una donna che partorisce in circostanze surreali. Quattro storie che hanno per protagonisti mostri moderni, l’inquietudine, l’incubo dietro la porta di casa. La realtà che ha denti più affilati di qualsiasi entità soprannaturale.

Ma in Stagioni Diverse c’è anche molto di più, King dimostra di saper raccontare anche il ricordo, l’amicizia, la speranza, saper sfogliare l’animo umano in tutta la sua complessità. Una prosa perfetta, tecniche narrative superlative, approfondimenti psicologici abissali che rendono i personaggi più vivi del lettore stesso.

Nonostante i timori di King all’uscita del volume, oggi Stagioni Diverse è considerato tra i capolavori dell’intera produzione kinghiana.

King nel frattempo si è evoluto, regalandoci altri grandi romanzi e capolavori, insieme ad altre opere meno brillanti. Non ha più bisogno di sperimentare come trent’anni fa. Uscita dagli stereotipi dei primi anni '80, la sua produzione ha viaggiato tra le acque rosse dell’orrore fantastico e quelle nere mostruosamente umane.

IT e Misery, La metà oscura e Dolores Claiborne sono alcuni dei tanti viaggi nell’incubo che King ci ha fatto affrontare in questi anni sulla sua nave infernale, girando continuamente il timone verso l’uomo e "l’altro", entrambi mondi terribili e sconosciuti.

King nel ruolo del pulitore Bachman nella terza stagione di Sons of Anarchy Arriviamo a oggi, a Notte buia niente stelle, la nuova raccolta di novelle dello scrittore del Maine. Un lungo viaggio durato trent’anni, che ha portato l’autore, dopo Stagioni Diverse a riproporci un cocktail di storie nere dove è l’uomo a materializzare i peggiori incubi.

L’inferno è qui, sulla terra: sembra essere questa la migliore sintesi del suo nuovo lavoro. Anche questa volta i racconti sono quattro (1922, Maxicamionista, La giusta estensione e Un bel matrimonio), l’orrore quotidiano è il vero protagonista.

Ci troviamo di fronte a scuri ritratti della psiche umana, palesemente disturbata o nascosta dietro alla normalità. King racconta le sue storie con la solita grande capacità di dettaglio, con il ricorso al grottesco, con una sonda nell’universo psicologico femminile che colpisce profondamente.

La traduzione di Wu Ming 1 sembra restituirci un King diretto e senza troppe mediazioni, che può sembrare in un primo momento più freddo rispetto alle interpretazioni dello storico traduttore Tullio Dobner.

La raccolta si concede una sola pausa, con il breve racconto La giusta estensione che sembra un frettoloso riempitivo, sicuramente stonato rispetto al registro degli altri tre racconti.

Notte buia, niente stelle, la nuova raccolta del 2010 1922 alza il coperchio della chiusa e soffocante realtà rurale americana degli anni '20, King riesce a materializzare la solitudine e l’angoscia con una cupa e umida atmosfera che esce dalle pagine, ci raggiunge e circonda. L’odore della terra, del sangue, le mani segnate dal lavoro e dal delitto. I topi che rompono le pareti della realtà come antichi demoni autoctoni. Il pozzo che entra nel ventre della terra, raccoglie le colpe umane per poi materializzare tutti gli incubi più temuti. Un racconto ispirato e profondamente archetipale, una delle trame più originali di Notte buia niente stelle.

Maxicamionista è un racconto che parla due lingue diverse, quella fotografica della scena dello stupro, assolutamente indimenticabile, e la seconda, grottesca, della vendetta, dei pensieri parlanti, del delirio di situazioni improbabili. Una storia scritta con troppi compromessi, che riesce a diventare inconsapevolmente divertente.

La giusta estensione rappresenta un'inutile appendice e l’ennesimo tentativo di resuscitare, pur con la bravura dell’autore, l’abusato format del "patto con il diavolo".

Ma è in Un bel matrimonio, come in parte in 1922, che torniamo a leggere un grande King. La storia ha per protagonista una donna che scopre per caso di avere trascorso la vita al fianco di un serial killer. La persona più vicina è l’origine, l’ombelico dell’incubo più terribile. L’angoscia, la scelta, l’odio e l’amore che si tengono per mano. La discesa veloce di una vita normale nella disperazione, nella paranoia, nel sangue.

Notte buia niente stelle torna a parlarci di tante emozioni e paure dell’uomo, primordiali e moderne, come Stagioni Diverse. Il soprannaturale lascia di nuovo il posto alla aliena psiche umana, il timone è stato girato un'altra volta.

Stavolta non è possibile parlare di capolavoro, ma le storie nere di Notte buia niente stelle ci lasciano comunque molto dentro. Anche stavolta, credo, saremo costretti a riaprire il libro, e continuare il viaggio senza fine nella nave infernale di King.


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Stephen King: da Stagioni diverse a Notte buia, niente stelle
Notizia scritta da: Alessandro Manzetti
Pubblicata il 08/01/2011
Fonte: LaTelaNera.com

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