Brian Keene e il fantastico apocalittico: parla Danilo Arona

Libri > Notizie > Continua l'analisi dell'interesse verso il fantastico apocalittico in Italia. Fabrizio Vercelli ha incontrato per noi Danilo Arona

Brian Keene e il fantastico apocalittico: parla Danilo Arona Dopo Andrea G. Colombo, Fabrizio ha posto la sua domanda sul fantastico apocalittico e su I vermi conquistatori a Danilo Arona, ne è sorta un'altra interessante chiacchierata...


[La Tela Nera]: Considerando il carattere soprattutto apocalittico de I vermi conquistatori, il libro di Brian Keene pubblicato a breve da Edizioni XII, quali ritieni siano le motivazioni che portano il pubblico e gli stessi autori ad avvicinarsi così tanto a opere di questo taglio? Concordi ci sia una maggiore attenzione, e una maggiore profondità, per questi temi tanto vicini all'horror? Se sì: pensi che gli autori del fantastico (fantascienza, horror, mistero) stiano in qualche modo cogliendo segnali d'allarme "reali", oppure si tratta solo di una tendenza momentanea?

[Danilo Arona]: Concordo, ovvio. E il leit-motiv è semplice quanto inquietante: la tendenza del momento – una tendenza condivisa (tra scrittori e scrittori, tra gli stessi e il pubblico) – è quella di cogliere, direi meglio di "percepire" segnali di allarme concreti e reali.

Concedimi una spudorata autocitazione che però esprime al meglio la mia opinione. In un'intervista di qualche mese fa, rilasciata all'amico Francesco Cascione di mentelocale.it in merito alle tematiche "sottotraccia" de L'estate di Montebuio, dichiaravo quanto segue: «L'inconscio collettivo del pianeta è in fibrillazione per un catastrofico giro di boa che un geniale sistema di convenzioni (anche commerciali) ha datato all'anno 2012, speculandoci alla grande tra film e libri. Da qui al fatto che sta per accadere veramente qualcosa ce ne passa e forse alla fine il tutto potrebbe ridursi alla constatazione post 11/09 che viviamo in un limbo inconsapevole di aspettativa quotidiana della catastrofe. Però il pianeta non sta bene, il cosmo non sta meglio e la tecnologia là fuori è sempre meno affidabile. Gli scrittori autentici, quelli che hanno un terzo occhio aperto in "altre" dimensioni, in qualche modo ricevono messaggi su tanta precarietà – da dove?... se ne può discutere - alla loro maniera li traducono in fiction.»

Il fatto è che tutti ci portiamo dentro una sorta di "informazione sepolta" dell'Apocalisse, una sorta di traccia filogenetica, trasmessa a livello cellulare ai posteri sin dai primordi dell'umanità.

Dall'altro viviamo in una costante condizione di "preallarme": in tutto il mondo si applicano misure antiterrorismo che limitano i nostri spostamenti e ogni giorno gli schermi televisivi ci propongono disastri, attentati e carne umana macellata. Questo bolo mediatico ci dispone, come sottolineavo prima, in un'aspettativa quotidiana della catastrofe... Così radicata che, quando arriva (in qualsiasi forma), la cosa non ci sorprende più di tanto.

Ecco, secondo me, proprio di questo dovrebbe trattare il gotico moderno: della percezione dell'Apocalisse in atto... Anche perché siamo circondati da un'Apocalisse più subdola, ma non meno pericolosa. Quella delle menti. Se poi più cervelli taroccati si coalizzano, c'è ben poco da sperare. L'Apocalisse economica di due anni fa è un discreto esempio di quel che dico. Ma anche la più recente cronaca nera.

La copertina del romanzo The conqueror worms Non si capisce bene da qui come stiano messe le altre nazioni (a naso, non bene...), ma ogni giorno sfogliare i giornali è uno slittamento progressivo nel collo di un imbuto che emana caos, delirio e sofferenza. Non faccio riferimenti specifici, li conosciamo tutti bene, ma il vero scandalo "morale" in Italia è l'indifferenza generale con cui questa sorta di "guerra" sociale viene in genere recepita. Se il pianeta è percorso in lungo e in largo da barbari allucinanti che risolvono i loro problemi stuprando ragazzine o uccidendo vittime a casaccio o infilzando gatti e cani randagi, è giusto che lo stesso pianeta venga fagocitato "dall'interno" dai vermi conquistatori di Brian Keene.

Certo che la tentazione per uno scrittore come me, per quanto agnostico e felicemente laico, è quello di cedere alla possibilità – sempre affrontata e reputata "reale" nei miei scritti – di un'energia demoniaca in grado di "entrare dentro" e di "possederti" al pari di un qualsiasi Pazuzu sumerico. L'ho battezzata in tanti modi: Eggregoro, Sale Nero, Black Magic Woman... ma sempre quella è.

Una frequenza mostruosa, forse "quantica", una vibrazione planetaria che spinge chi la ode tra le braccia dell'Ingiustizia. Forse è bene che cominciamo a ragionarci su – tutti assieme, quelli che li vogliono fare, ma a Edizioni XII già lo stanno facendo da quel bel dì, lo so bene... - non più in termini di fiction, ma di "Reami del Possibile".

A queste considerazioni mi spingono le letture di tanti, recenti romanzi di autori horror, ma non solo (e sono soprattutto quelli "esterni" a risultare per paradosso più significativi: gente come Tullio Avoledo, Valter Binaghi, Sandro veronesi, Thomas Glavinic, José Saramago, con lavori fulminanti che ti raccontano la possibilità di una "Fine"....), quelli che lo stesso Avoledo chiama "Rabdomanti del Male".

Ecco, forse qui il cerchio si chiude. Perché se anche il mercato editoriale mainstream inizia a usare gli identici strumenti del gotico e dell'horror per allarmare il "lettore non di genere", là fuori – nell'Infosfera o nella "Tanatosfera" - qualcosa sta sul serio imputridendo. La puzza giusta per dei vermi giganti...


Danilo Arona è giornalista, scrittore, romanziere, saggista, musicista, critico cinematografico e letterario, instancabile “nomade” editoriale e anche ricercatore sul campo di "storie ai confini della realtà".
Sito personale: DaniloArona.com


I vermi conquistatori arrivano a febbraio 2011
I vermi conquistatori di Brian Keene arrivano a febbraio 2011...


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Brian Keene e il fantastico apocalittico: parla Danilo Arona
Notizia scritta da: Fabrizio Vercelli
Pubblicata il 27/01/2011
Fonte: LaTelaNera.com

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